Speciale Libra

Libra

Libra, la criptovaluta lanciata da Facebook

Libra è una criptovaluta lanciata da Facebook, il colosso dei social network. Sarà disponibile dal 2020 e vuole rivoluzionare completamente i pagamenti e le transazioni finanziarie in tutto il mondo. L’obiettivo è quello di rendere l’invio di denaro e la ricezione sempre più semplice, proprio come accade quando si condivide una foto o un video. Chiamare Libra solo criptovaluta è riduttivo: si tratta di un ecosistema formato da una vera e propria infrastruttura finanziaria globale, governata dalla Libra Association, di cui fanno parte 28 membri. Libra sarà garantita da asset reali ed è basata sulla tecnologia blockchain.

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Libra è una criptovaluta lanciata e pensata da Facebook che promette di rivoluzionare il denaro, soprattutto il mondo dei pagamenti e delle transazioni finanziarie in tutto il mondo, a partire dal 2020. Vuole rendere l’invio del denaro semplice come mandare una foto o video tramite social network, come ha detto lo stesso Mark Zuckerberg in un post che annunciava Libra, il 18 giugno 2019. Potenzialmente sono miliardi gli utenti coinvolti, soprattutto coloro che attualmente sono esclusi dai servizi bancari, i cosiddetti “unbanked”.

Libra non è solo una criptovaluta, ma fa parte di un vero e proprio ecosistema, un’infrastruttura finanziaria globale governata dalla Libra Association con sede a Ginevra, in Svizzera, di cui fanno parte 28 partner, ma entro il 2019 si potrebbe arrivare a 100. Ecco come funziona Libra, come si potranno effettuare i pagamenti e la tecnologia su cui si basa questa criptomoneta.

Cos’è Libra ()

Abbiamo spiegato approfonditamente cosa sono e come funzionano le criptovalute in questo speciale. Ma Libra in parte è differente: cos’è esattamente? Si tratta di una criptovaluta che vuole letteralmente reinventare il denaro. Così ha scritto Mark Zuckerberg su Facebook:

La missione di Libra è creare una semplice infrastruttura finanziaria globale che abiliti miliardi di persone in tutto il mondo. È alimentata dalla tecnologia blockchain e sarà lanciata nel 2020. […] Essere in grado di utilizzare il denaro in mobilità può avere un importante impatto positivo sulla vita delle persone, perché in questo modo non bisogna sempre portare denaro contante, che può essere non sicuro, o pagare commissioni extra per i trasferimenti. Questo è particolarmente importante per le persone che non hanno accesso alle banche tradizionali o ai servizi finanziari. Al momento ci sono circa un miliardo di persone che non hanno un conto in banca, ma hanno un telefono cellulare.

Libra potrebbe diventare quindi una moneta accettata in tutto il mondo e avere una possibile base di utenza molto più elevata rispetto a qualsiasi altra criptovaluta. Questa moneta digitale è in realtà una cosiddetta “stablecoin”, cioè ancorata ad asset reali e legata al valore del dollaro. Tutto questo permette di avere un cambio più facilitato, anche rispetto alle altre valute, ed esclude la possibilità di un’estrema volatilità del valore, cosa che accade ad esempio con Bitcoin o Ethereum.

Libra è poi una moneta digitale che potrà essere utilizzata con facilità tramite Facebook, WhatsApp e Messenger, per questo è già stata definita una vera e propria moneta globale. Sarà più facile mandare anche piccole quantità di denaro ad amici, familiari e non solo . La tecnologia alla base di Libra è una blockchaing “permissioned”, cioè gli scambi sono validati solo se approvati da alcuni snodi centrali. Questo consente alla moneta digitale di essere molto più controllata rispetto ad esempio a Bitcoin.

I membri fondatori ()

Per la prima volta diverse associazioni, società e investitori sono unite per la governance di questa criptovaluta, anche se non figurano banche e altri grandi nomi (Amazon e Microsoft ad esempio). A governare la criptovaluta è un’associazione, la Libra Association. Una no profit con base a Ginevra, di cui per ora fanno parte 28 aziende e istituzioni accademiche. Queste hanno una partecipazione attiva al network ed ognuna di esse esegue un nodo che convalida la rete, in cambio hanno un ritorno che viene generato dalle transazioni, interessi sui depositi e commissioni sulle conversioni.

Ecco tutta la lista dei membri attuali: Mastercard, PayPal, PayU, Stripe, Visa per il mondo dei pagamenti. Ci sono poi eBay, Booking Holdings Facebook/Calibra, Farfetch, Lyft, MercadoPago, Spotify, Uber Technologies Inc per i settori marketplace e tecnologia. Si prosegue con Iliad e Vodafone Group per le telecomunicazioni, poi ci sono Anchorage, Bison Trails, Coinbase Inc. e Xapo nel settore blockchain. Spazio anche a Andreessen Horowitz, Breakthrough Initiatives, Ribbit Capital, Thrive Capital, Union Square Ventures che sono i venture capital e  Creative Destruction Lab, Kiva, Mercy Corps, Women’s World Banking per le organizzazioni non profit e istituzioni accademiche.

Entro il 2020 i piani sono quelli di arrivare almeno a 100 membri. Per diventalo ovviamente bisogna rispondere a delle condizioni:

– Innanzitutto avere più di 1 miliardo di dollari di valore di mercato, oppure più di 500 milioni di dollari di saldi nei conti di clienti;
– Raggiungere in più nazioni più di 20 milioni di persone per anno;
– Essere riconosciute tra le top 100 come azienda che cura la sostenibilità (Fortune 500, the S&P Global 1200, ecc).

Chiaramente i membri fondatori avranno un vantaggio, cioè riceveranno il cosiddetto Libra Investment Token, un secondo token della piattaforma, legato ai rendimenti dai titoli conservati dalla Libra Reserve. Libra ha quindi una governance condivisa, ma in futuro si prospetta una rete permessionless.

Cos’è il wallet Calibra e come funziona ()

Una seconda entità che affiancherà Libra sarà Calibra, un’altra società che viene controllata da Facebook. In pratica si tratta del primo wallet disponibile per gestire Libra, con cui fare transazioni. L’obiettivo del wallet Calibra è quello di rendere semplice l’esperienza utente, a differenza della gestione sicuramente più complessa delle chiavi pubbliche e private delle piattaforme blockchain.

Chi già utilizza le criptovalute ha ogni giorno a che fare con i wallet, cioè portafogli che in questo caso saranno messi a disposizione su Facebook, WhatsApp e Messenger, ma ci sarà anche un’app a parte. Questo portafoglio digitale Calibra servirà per inviare, ricevere e conservare il valore personale espresso ovviamente in Libra. Non ci sono molti dettagli su questo, ma in futuro potranno affacciarsi anche altri wallet, anche se Calibra sarà l’unico perfettamente integrato per le famiglia di app di Facebook. Secondo l’annuncio consentirà di scambiarsi denaro in maniera molto semplice, con costi molto bassi o nulli. Saranno rispettati tutti gli standard di sicurezza, per evitare truffe o phishing per creare un sistema garantito.

Confronto con le altre criptovalute ()

Quali sono le differenze tra Libra e le alte criptovalute, che nel mondo sono ormai più di 2000? Innanzitutto Libra è sicuramente più limitato rispetto ad infrastrutture totalmente open-source e permissionless come Ethereum e Bitcoin. Inoltre ci sono alcuni limiti minimi imposti dalla Libra Association, come quello degli investimenti per un minimo di 10 milioni di dollari, quindi poche realtà al mondo possono sostenerle. Le aziende che decidono di investire entrano in possesso di un nodo validatore, per questo Libra è una piattaforma permissioned.

Inoltre come già detto Libra è garantita da asset reali e da un paniere di valute legali come l’Euro, USD, GBP e Yen, quindi non vedrà le classiche fluttuazioni di valore tipiche del Bitcoin. Infine la blockchain utilizzata è sviluppata da un team della startup acquisito da Facebook, cioè ChainSpace, per una piattaforma che consenta 1000 transazioni al secondo.

Preoccupazioni e conseguenze per il sistema bancario ()

In realtà Libra sta destando non poche preoccupazioni da parte di diversi regolatori statunitensi. Si è espresso ad esempio Jerome Powell, Presidente della Federal Reserve americana, secondo cui i piani di Facebook per la criptovaluta non possono proseguire fino a quando la società non avrà chiarito alcuni punti ancora poco chiari: “Libra solleva molte serie preoccupazioni riguardo la privacy, il riciclaggio di denaro, la protezione dei consumatori e la stabilità finanziaria. Queste sono preoccupazioni che dovrebbero essere affrontate in modo approfondito e pubblico, prima di procedere“.

Anche dall’Europa, in particolare da Italia e Francia, sono stati sollevati alcuni dubbi. In particolare dal G7 finanziario di luglio 2019 a Chantilly il ministro dell’Economia italiano Giovanni Tria ha dichiarato che c’è stata una discussione attorno a Libra e che esiste una preoccupazione generale, che si tradurrà in una azione. Il ministro delle Finanze francese Bruno Le Maire ha invece detto espressamente che Libra non può diventare una valuta sovrana e che bisogna considerare tutti i rischi legati al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo internazionale.

Immagine: Facebook
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