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Pride: quando l’hi-tech è arcobaleno

In occasione del mese del Pride, sono moltissime le aziende hi-tech pronte a supportare le istanze della comunità LGBT. Dalle iniziative di Apple per l'approvazione del matrimonio ugualitario e del riconoscimento dei diritti civili, passando per le manifestazioni di Google e Facebook, uno sguardo al tema dell'orientamento e dell'identità di genere nella Silicon Valley.
Per l'anno in corso, spiccano i progetti italiani di Netflix, con una campagna arcobaleno a Milano, nonché la retrospettiva di opere LGBT resa disponibile sulla piattaforma Infinity. Non mancano, infine, applicazioni varie per smartphone e tablet.

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Giugno è il mese rappresentato dai colori dell’arcobaleno, quelli del Pride: è in questo periodo, infatti, che in tutto il mondo si tengono le manifestazioni dell’orgoglio LGBT, per rivendicare quei diritti che ancora oggi non vengono pienamente garantiti alle persone gay, lesbiche, bisex e transgender. Una data tutt’altro che casuale, poiché il primo mese dell’estate corrisponde storicamente a un evento fondamentale per la comunità LGBT internazionale: quello dei moti di Stonewall. Era il 27 giugno del 1969 quando la polizia di New York fece irruzione in piena notte nel “Stonewall Inn”, un bar nel Greenwich Village della Grande Mela, allo scopo di identificare e arrestare i presenti. Dopo anni di soprusi e vessazioni, tra pestaggi, minacce e arresti, scattò però una rivolta guidata da Sylvia Rivera, un’attivista transessuale pronta a lanciare una bottiglia in direzione degli agenti. Ne seguì uno scontro violento, durato per giorni, e l’anno successivo una marcia dal Greenwich Village al Central Park, che costituì di fatto il primo Pride della storia.

Negli anni il Pride è diventato terreno di confronto e rivendicazione, nonché fondamentale passaggio nel percorso per il riconoscimento dei diritti civili. Un movimento che non è di certo passato inosservato agli occhi delle numerose aziende hi-tech che, da parecchio tempo, hanno deciso di supportare attivamente la manifestazione con iniziative a tema. Di seguito, un breve excursus.

Apple ()

Così come già accennato, sono moltissime le società hi-tech pronte ad abbracciare le istanze della comunità LGBT, non solo partecipando ai vari Pride annuali, ma anche e soprattutto scendendo in campo per chiedere il rispetto e la protezione di diritti umani inviolabili. Su questo fronte, una delle aziende sicuramente più attive è Apple: il gruppo di Cupertino, in particolare con l’avvio dell’era di Tim Cook, ha inserito i valori di uguaglianza e inclusione per orientamento sessuale, identità di genere, religione ed etnia in tutte le operazioni aziendali.

Oltre a partecipare annualmente ai vari Pride mondiali, in particolare a quello di San Francisco data la vicinanza con Cupertino, Apple si è esposta più volte per il riconoscimento delle necessità della comunità LGBT. Nel 2013, ad esempio, l’azienda si è recata al Congresso USA per chiedere l’approvazione del matrimonio ugualitario fra persone dello stesso sesso in tutti gli stati a stelle e strisce. A questo evento ha fatto seguito il coming out dello stesso Cook, avvenuto nel 2014, così come numerosi altri progetti. Nello stesso anno una legge contro le discriminazioni, approvata in Alabama, è stata dedicata al CEO in risposta a un intervento all’Alabama Academy of Honor, dove Cook ha ricordato con commozione la sua infanzia e i soprusi testimoniati nei confronti della popolazione afroamericana e della comunità omosessuale. Nel 2015, invece, il leader della mela morsicata è stato premiato da Human Rights Campaign per i suoi sforzi nella sensibilizzazione pubblica sui diritti delle persone LGBT. Apple ha anche partecipato all’iniziativa “It Gets Better”, con delle toccanti testimonianze dei dipendenti contro il bullismo in età adolescenziale, mentre ogni anno a giugno organizza i più svariati festeggiamenti, dalla distribuzione di gadget alla raccolta di speciali applicazioni su App Store.

Google ()

Altrettanto impegnata nella tutela delle persone LGBT è Alphabet, la macro-società che racchiude anche Google. In modo molto simile alla mela morsicata, anche Big G è scesa di frequente in campo in favore dell’uguaglianza e per la lotta contro lo stigma. Nel 2012, ad esempio, la società ha lanciato l’iniziativa “Legalize Love” per la sensibilizzazione contro qualsiasi forma di omofobia, tramite la formazione di alcune alleanze strategiche con realtà attive sui territori affinché gay, lesbiche, bisex e transgender possano sentirsi al sicuro dentro e fuori l’ambito lavorativo.

Oltre ad aver dichiarato la propria posizione favorevole nei confronti del matrimonio omosessuale, lanciando anche iniziative e donazioni a tema, il gruppo ha aggiornato tutti i suoi servizi affinché potessero riflettere inclusione e supporto. Nel 2014, ad esempio, l’azienda ha inglobato un ester-egg nel suo motore di ricerca, declinato nei colori dell’arcobaleno e comprensivo di informazioni utili per gli utenti LGBT. Nel 2016, anche in occasione del Pride di Milano, Google ha quindi lanciato un’iniziativa sociale con un hashtag di supporto, #prideforeveryone, nonché un video di sensibilizzazione registrato a 360 gradi. Big G partecipa a tutti i Pride mondiali, anche in Italia, dove solitamente è presente nel capoluogo lombardo.

Facebook, Microsoft, Netflix e le altre ()

Sono davvero moltissime le società della Silicon Valley pronte a dimostrare vicinanza agli individui LGBT, tanto che elencarle tutte potrebbe risultare un’operazione davvero impossibile. Vale la pena di citare Facebook, un social network sempre più attendo ai valori dell’inclusione, da tempo presente ai vari Pride mondiali e con il creatore Mark Zuckerberg in prima linea per quello di San Francisco. Altrettanto impegnata è Microsoft, società che dal 2012 ha dichiarato il proprio pieno supporto per l’approvazione a livello mondiale di norme sui diritti civili e il matrimonio fra le persone dello stesso sesso, quindi tante altre realtà come Twitter, Amazon, IBM, PayPal, Spotify e moltissime altre ancora.

Per il 2018 spiccano dei progetti che coinvolgono gli utenti italiani, voluti da due piattaforme di streaming. La prima giunge da Netflix, il colosso dell’intrattenimento online sempre molto attento alle istanze LGBT, con il lancio della campagna “Rainbow Is The New Black” in occasione del Pride di Milano. La società ha tinto d’arcobaleno le fermate di superficie e della metropolitana di Porta Venezia, scegliendo poi alcuni personaggi delle sue serie più famose come portavoce su manifesti e cartelloni. Infinity, la piattaforma di Mediaset, ha invece lanciato una retrospettiva dedicata, con film cult a show a tema.

Risorse e app ()

Con la diffusione ormai ubiquitaria di smartphone e tablet, tanto che una connessione è ormai sempre a portata di taschino, sono svariate le risorse software a disposizione degli utenti LGBT. Oltre alle numerosissime app di dating, già ben conosciute dalla comunità, per il mese del Pride si segnalano soluzioni come Festival Mix Milano (iOS, Android), Gay Milano (Android), Milano Gay Life (Android), Varese Pride (iOS, Android), DeeGay Radio (iOS, Android) e molte altre ancora.