Stellantis ha avviato il 18 agosto 2026 un richiamo per circa 955mila veicoli in diversi mercati, soprattutto in Nord America. Al centro c’è un difetto software che può bloccare la visualizzazione delle immagini della telecamera posteriore quando si inserisce la retromarcia. Un problema che, nelle manovre a bassa velocità, può incidere sulla sicurezza.
Stellantis, i modelli coinvolti e i mercati del maxi-richiamo
La campagna riguarda diversi modelli dei marchi Chrysler, Dodge, Jeep e Ram, prodotti per gli anni modello 2026 e 2027. La parte più consistente del richiamo è negli Stati Uniti, con circa 848mila veicoli interessati. A questi si aggiungono 83mila auto in Canada, circa 8mila in Messico e poco meno di 15mila negli altri mercati.
Nell’elenco compaiono Chrysler Pacifica e Voyager, Dodge Charger, vari modelli Jeep — tra cui Cherokee, Compass, Gladiator, Grand Cherokee, Grand Wagoneer e Wrangler — oltre ad alcuni veicoli Ram. In concreto, il guasto riguarda lo schermo che dovrebbe mostrare cosa c’è dietro l’auto durante la retromarcia. Se l’immagine non appare, il conducente perde un aiuto ormai fondamentale, soprattutto nei parcheggi. Stellantis ha fatto sapere, al momento, di non essere a conoscenza di incidenti o feriti legati al difetto.
Aggiornamento over-the-air: il difetto si corregge da remoto
La soluzione non dovrebbe passare dalla sostituzione di pezzi. Il gruppo prevede un aggiornamento software over-the-air, cioè inviato direttamente al veicolo, senza il classico passaggio in officina. Per molti proprietari, quindi, potrebbe bastare seguire una procedura guidata a bordo, secondo tempi e modalità che saranno indicati nelle comunicazioni ufficiali del costruttore.

Il caso, però, riporta alla memoria un problema già visto. Nel giugno 2024 Stellantis aveva richiamato circa 1,16 milioni di veicoli in Nord America per un’anomalia del software del sistema radio che poteva impedire, anche allora, la corretta visualizzazione della telecamera posteriore.
Anche in quel caso la correzione era stata affidata a un aggiornamento da remoto. I dettagli tecnici non sono necessariamente gli stessi, ma il ripetersi di un guasto simile pesa sulla percezione della qualità. Un tecnico di rete, parlando in modo informale del caso, l’ha riassunta così: “Quando il cliente vede lo schermo nero in retromarcia, non pensa al software. Pensa che l’auto non funzioni”.
Dai richiami record alla fiducia dei clienti: la sfida di Stellantis
Il nuovo richiamo arriva dopo una fase già difficile sul fronte delle campagne di sicurezza. Nel 2025 Stellantis ha richiamato circa 13,4 milioni di veicoli, contro i 7,3 milioni del 2024. Due sole campagne hanno riguardato in tutto 5,6 milioni di unità, coinvolgendo i motori diesel 1.5 DV5R e il software del sistema diagnostico di bordo. A queste si sono aggiunte altre operazioni, comprese quelle legate agli airbag Takata.
Nell’Annual Report 2025, la società ha riconosciuto che i richiami possono pesare sulla reputazione del gruppo e spingere i clienti a interrogarsi su sicurezza e affidabilità dei prodotti. Sul piano economico, nella seconda metà del 2025 Stellantis ha registrato un onere di circa 5,3 miliardi di euro legato alla revisione delle stime sugli accantonamenti per le garanzie contrattuali, considerando anche l’aumento dei costi e il peggioramento della qualità collegato a precedenti scelte operative.
Il richiamo delle 955mila auto dovrebbe avere un impatto industriale più limitato rispetto alle campagne che richiedono la sostituzione di componenti meccanici. Resta però il tema della fiducia. Il gruppo sostiene che i primi risultati del nuovo corso si vedano già: dall’inizio del 2025, i problemi segnalati nel primo mese di utilizzo sarebbero calati di oltre il 50% in Nord America e di oltre il 30% nell’Europa allargata. Numeri che Stellantis giudica incoraggianti. Ma per chi compra un’auto conta anche una cosa molto semplice: inserire la retromarcia e vedere subito cosa c’è dietro.