Taglio sulle pensioni a settembre: cattive notizie, chi sarà coinvolto

Da agosto alcuni pensionati vedranno un assegno più basso del solito, con effetti che si protraggono anche a settembre. Capire chi rientra in questa casistica, e cosa fare per rimediare, può evitare conseguenze ben più serie.
Da agosto alcuni pensionati vedranno un assegno più basso del solito, con effetti che si protraggono anche a settembre. Capire chi rientra in questa casistica, e cosa fare per rimediare, può evitare conseguenze ben più serie.
Taglio sulle pensioni a settembre: cattive notizie, chi sarà coinvolto

L’INPS ha confermato l’applicazione di una riduzione del 5% sulla pensione di agosto per una categoria specifica di beneficiari: chi non ha presentato il modello RED nei tempi previsti. Il riferimento normativo è il messaggio n. 2394 del 17 luglio 2026, con cui l’Istituto ha ricordato le conseguenze per chi non ha comunicato i redditi richiesti nell’ambito della campagna RED 2023, relativa ai redditi percepiti nel 2022.

Il modello RED serve all’INPS per verificare la situazione reddituale dei pensionati che ricevono prestazioni il cui importo dipende, in tutto o in parte, dal reddito: integrazioni al trattamento minimo, maggiorazioni sociali e altre misure collegate al nucleo familiare. Chi era tenuto a presentarlo e non lo ha fatto entro il termine ultimo del 31 marzo 2025 si vede ora applicare la riduzione, che partirà dal rateo di agosto e proseguirà anche a settembre.

Taglio sulle pensioni a settembre: come funziona

Non tutti i pensionati che presentano regolarmente la dichiarazione dei redditi sono automaticamente esonerati dall’obbligo. Il modello RED può essere richiesto anche a chi ha già inviato il 730 o il modello Redditi, quando esistono informazioni rilevanti ai fini INPS ma non presenti nella dichiarazione fiscale, o che non incidono sul calcolo delle imposte. È un dettaglio che genera spesso confusione, e che porta molti pensionati a scoprire il problema solo quando l’assegno arriva già ridotto.

Taglio sulle pensioni a settembre: come funziona-webnews.it

La buona notizia, se così si può definire, è che la situazione è recuperabile: chi rientra tra gli interessati ha tempo fino al 15 settembre 2026 per presentare una domanda di ricostituzione reddituale, comunicando all’INPS i redditi richiesti. La regolarizzazione entro questa data permette all’Istituto di rivedere la prestazione e di evitare conseguenze più gravi. Se il pensionato non interviene nei tempi previsti, infatti, la semplice sospensione del 5% può trasformarsi in una revoca definitiva della quota di prestazione legata al reddito.

L’entità del danno dipende dal tipo di prestazione percepita. Per chi riceve una pensione con una componente aggiuntiva legata al reddito, la riduzione riguarda soltanto quella parte, senza intaccare l’intero trattamento pensionistico. Diverso è il caso di prestazioni interamente subordinate al possesso di requisiti reddituali, come l’assegno sociale: qui la sospensione, e l’eventuale revoca, possono coinvolgere l’intero importo.

Chi teme di essere coinvolto dovrebbe quindi verificare per primo eventuali comunicazioni ricevute dall’INPS relative alla campagna RED 2023, e in caso di dubbio procedere comunque con la domanda di ricostituzione reddituale prima della scadenza di settembre, rivolgendosi ai canali INPS o a un patronato. Conviene raccogliere in anticipo la documentazione sui redditi del 2022, per evitare ritardi nella regolarizzazione.

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