Sulla tastiera di Android, e in particolare su Gboard, il tastierino occupa circa un terzo dello schermo ed è diviso in due o tre schermate distinte: una con le lettere in formato QWERTY, le altre con numeri e simboli.
Per passare da una all’altra, di norma, occorre toccare il tasto contrassegnato con ‘123’, per poi eventualmente premere un secondo tasto per accedere a un’ulteriore schermata di simboli meno comuni. Un passaggio che, ripetuto decine di volte al giorno, si trasforma in una piccola perdita di tempo continua.
Il trucco, attivo di default sulla maggior parte dei dispositivi, sfrutta la funzione di scorrimento del dito (swipe): basta tenere premuto il tasto ‘123’ per far comparire la schermata dei numeri, e a quel punto si hanno due possibilità, entrambe più rapide del tocco singolo ripetuto.
La scorciatoia Android con un semplice tasto
La prima consiste nel mantenere il dito premuto su ‘123’ e, con un secondo dito, toccare direttamente il numero o il simbolo desiderato. La seconda, forse ancora più comoda per chi digita con una mano sola, prevede di trascinare lo stesso dito che ha premuto ‘123’ fino al carattere che si vuole scrivere, senza mai sollevarlo dallo schermo. In entrambi i casi il tasto torna automaticamente alla schermata delle lettere non appena si rilascia la pressione, senza bisogno di toccare nulla per tornare indietro.

La scorciatoia Android con un semplice tasto-webnews.it
La scorciatoia funziona così bene da estendersi anche ai simboli meno comuni: dopo aver tenuto premuto ‘123’, è possibile premere a lungo uno dei tasti della seconda schermata per accedere a un menu con varianti aggiuntive dello stesso simbolo, esattamente come già avviene tenendo premute alcune lettere per ottenere gli accenti. Chi utilizza il telefono per lavoro, tra numeri di telefono, importi e indirizzi email, trova in questo gesto un risparmio di tempo che si accumula rapidamente nell’arco della giornata.
Non è l’unico gesto nascosto nella tastiera di Google: negli anni Gboard ha aggiunto decine di funzioni simili, dalla barra spaziatrice usata come trackpad per spostare il cursore fino alle scorciatoie per la punteggiatura automatica, passando per la possibilità di tenere premute le lettere per ottenere accenti e caratteri speciali senza cambiare layout. Piccoli accorgimenti che, una volta scoperti, difficilmente si tornano ad abbandonare, perché diventano quasi automatici dopo i primi utilizzi.
Il confronto con la tastiera di iPhone, spesso citato quando si parla di layout e reattività, gioca qui a favore di Android: se è vero che il sistema di Apple gestisce bene alcuni aspetti come la selezione del testo, la gestione dei numeri e dei simboli tramite scorrimento resta una funzione più matura su Gboard, che nel tempo ha raffinato la sensibilità al tocco per evitare selezioni accidentali. Non è un caso che diversi utenti, passando da un sistema operativo all’altro, segnalino proprio questa scorciatoia come una delle funzioni che sentono più la mancanza.
Per chi scrive molto dal telefono, tra messaggi di lavoro, moduli online e password contenenti numeri o simboli, il risparmio di tempo diventa evidente già dopo pochi giorni di utilizzo. Bastano un paio di tentativi per abituare il dito al movimento corretto, ed è un gesto che si integra naturalmente con le altre abitudini di digitazione, senza richiedere modifiche alle impostazioni o installazioni aggiuntive: la funzione, come detto, è già attiva di default sulla quasi totalità dei dispositivi Android in circolazione.