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Il rumore dei nemici

Cronistoria di una battaglia ideologica tra il mondo del Web ed i suoi detrattori: un decennio di bavagli, smentite e passi indietro.

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La difficoltà di comprendere le nuove dinamiche determinate dagli strumenti informatici e dall’avvento del Web ha portato più e più volte a veri e propri scontri ideologici nei quali l’idea di un trattamento speciale per le realtà online viene vista come necessaria risposta all’inquietudine di chi teme l’eccessiva libertà respirata nell’ambiente virtuale.

Leggi sull’editoria nelle quali i blogger vengono accostati ai direttori delle testate editoriali; leggi sulle intercettazioni nelle quali si applicano al Web i doveri di rettifica validi per la carta stampata; polemiche sulla violenza che puntano il dito contro i videogiochi ignorando quanto avviene in tv; polemiche sull’anonimato online che si ricompongono ciclicamente senza imparare dal passato. Polemiche spesso strumentali e puntualmente sterili, proposte di legge spesso scomposte e più di un decennio passato a dibattere senza alcun passo avanti.

Il rumore dei nemici del Web si solleva ogni qualvolta l’incomprensione torna ad emergere. Una storia fatta di bavagli e di smentite, di proposte e di passi indietro. Mai, invece, di passi avanti.

Il rumore dei nemici è spesso il rumore di fondo prodotto da chi, non conoscendo la nuova realtà, teme di veder crollare quella su cui ha costruito i propri ideali, la propria carriera, la propria identità: il Web diventa così un problema da arginare invece che un’opportunità da cavalcare. Raramente attacchi dolosi: il più delle volte si tratta di semplice non-conoscenza dell’argomento.

L’ignoranza non può però più essere perdonata: non conoscere il Web, d’ora innanzi, va considerato di fatto una colpa.