Con l’autunno torna anche il momento di modificare gli orologi, un appuntamento che ogni anno cambia leggermente data e può creare qualche dubbio.
Il passaggio dall’ora legale a quella solare segue infatti una regola precisa stabilita a livello europeo e coinvolge automaticamente molti dispositivi digitali. Per sveglie, orologi analogici ed elettrodomestici, invece, conviene ricordarsi in anticipo quando intervenire.
Lancette indietro nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre
Il passaggio dall’ora legale all’ora solare avverrà dunque nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026. Il momento da segnare è quello delle 3:00 del mattino: gli orologi dovranno essere riportati indietro di sessanta minuti, fino alle 2:00. Smartphone, computer e molti dispositivi digitali faranno tutto da soli.
Da controllare, invece, restano gli orologi analogici, alcuni elettrodomestici, il timer del forno, la sveglia sul comodino. Piccole cose, ma meglio non dimenticarle. Il consiglio più semplice è sempre lo stesso: sistemare tutto prima di andare a dormire, soprattutto se la domenica mattina ci sono treni, turni di lavoro o appuntamenti già fissati.

Una mano sposta indietro la sveglia sul comodino, simbolo del ritorno all’ora solare.
Perché la data cambia: decide l’ultima domenica di ottobre
La data del ritorno all’ora solare non è sempre la stessa. La norma non indica un giorno fisso del mese, ma un criterio preciso: il cambio avviene nell’ultima domenica di ottobre. Nel 2026 sarà il 25 ottobre; in altri anni può arrivare anche al 31, dipende dal calendario.
Lo stesso meccanismo vale per il passaggio all’ora legale, previsto nell’ultima domenica di marzo. Dal 1996 il sistema è seguito in modo coordinato nell’Unione europea, per evitare differenze di orario tra Paesi vicini, trasporti, mercati e comunicazioni. Da anni si discute della possibile abolizione del doppio cambio, ma per ora la regola resta in vigore.
Cosa cambia per luce, sveglie e giornate quotidiane
Con il ritorno all’ora solare, l’Italia torna al fuso UTC+1, cioè un’ora avanti rispetto al meridiano di Greenwich, dopo i mesi di ora legale a UTC+2. L’effetto si vede subito: al mattino farà chiaro prima, mentre nel pomeriggio il buio arriverà prima.
È uno dei segnali più netti dell’autunno: l’uscita da scuola con il cielo già basso, le giornate di lavoro che sembrano finire in anticipo. Per abituarsi può servire qualche giorno, soprattutto ai bambini e a chi ha orari molto rigidi. Nella notte del cambio si dorme un’ora in più, almeno sulla carta. Poi si riparte con la routine, semplicemente con le lancette rimesse al loro posto.