Il falso operatore della banca ti chiama: ecco la frase che deve insospettirti

Il falso operatore della banca ti chiama: ecco la frase che deve insospettirti

A Dolianova, nel Sud Sardegna, un cittadino è stato contattato il 20 agosto 2026 da un uomo che si sarebbe presentato come operatore UniCredit. Al telefono parlava di movimenti sospetti sul conto e lo invitava a trasferire 5mila euro su un presunto conto sicuro. Ma la vittima non si è fidata fino in fondo: ha chiamato i carabinieri e il raggiro è saltato. La vicenda, ricostruita dai militari della Stazione locale, rientra nelle sempre più diffuse truffe telefoniche bancarie, giocate su paura, fretta e pochi minuti per decidere.

Persona al tavolo guarda uno smartphone durante una chiamata, con occhiali, taccuino, penna e carta sul piano

“Ci sono movimenti sospetti sul suo conto”: la frase usata per agganciare la vittima

“Ci sono movimenti sospetti sul suo conto”. Sarebbe partita così, secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Dolianova, la telefonata del falso operatore. Poche parole, secche, studiate per mettere subito in allarme chi ascolta.

L’uomo si sarebbe presentato come dipendente UniCredit e avrebbe parlato di presunte operazioni non autorizzate sul conto corrente. Nessuna comunicazione scritta, nessun avviso dai canali ufficiali della banca. Solo una chiamata arrivata all’improvviso, con il tono di chi sembra sapere già tutto.

È uno dei passaggi più delicati di queste truffe: il malintenzionato non chiede subito soldi. Prima costruisce l’emergenza, fa credere alla vittima che il pericolo sia reale e vicino. In questo caso, però, il cittadino non si è lasciato trascinare. Ha ascoltato, ha preso tempo. Poi ha deciso di verificare.

Il conto “sicuro” e il bonifico da 5mila euro chiesto con urgenza

Il passo successivo sarebbe stato quello decisivo. Il presunto operatore avrebbe invitato il cittadino a fare un bonifico da 5mila euro verso un conto presentato come “sicuro”, una sorta di appoggio temporaneo dove mettere al riparo i risparmi dai movimenti appena segnalati. Una soluzione facile, almeno in apparenza. Troppo facile.

Secondo gli accertamenti dei militari, le coordinate bancarie indicate al telefono sarebbero risultate riconducibili a una seconda persona, ritenuta coinvolta nel tentativo di raggiro. Il sistema è noto: si chiama vishing, una truffa al telefono in cui il truffatore finge di essere una figura affidabile, spesso una banca, un istituto di pagamento o un ufficio antifrode.

La leva è sempre la stessa: la fretta. “Deve farlo subito”, “così blocchiamo tutto”, “non perda tempo”. Frasi pensate per togliere spazio al dubbio. Ma una banca non chiede mai a un cliente di spostare i risparmi su un altro conto dopo una telefonata improvvisa.

La chiamata ai carabinieri che fa saltare la truffa

A bloccare la presunta truffa è stata la reazione della vittima. Invece di eseguire il bonifico, l’uomo ha contattato la Centrale operativa dei carabinieri. Una scelta arrivata al momento giusto, quando i 5mila euro erano ancora sul conto e la telefonata poteva essere ricostruita con elementi utili.

I militari della Stazione di Dolianova hanno raccolto la segnalazione e avviato le verifiche. In base a quanto riferito dall’Arma, il trasferimento del denaro non è mai stato completato e il raggiro non è andato a buon fine. In casi come questo, bastano pochi minuti per cambiare tutto.

La vicenda conferma un punto semplice: anche un tentativo fallito va segnalato. Numeri di telefono, frasi usate, orari delle chiamate, intestazioni dei conti indicati. Dettagli che da soli possono sembrare poco. Messi insieme, però, aiutano gli investigatori a risalire alla rete.

Due sospettati segnalati e il consiglio dei militari: riagganciare e verificare

Al termine degli accertamenti, i carabinieri hanno identificato due persone provenienti dalla penisola, poi segnalate a piede libero all’Autorità giudiziaria per la presunta tentata truffa in concorso. La loro posizione resta ora al vaglio degli inquirenti, come previsto in questa fase del procedimento.

Il consiglio degli investigatori è chiaro: davanti a una telefonata che parla di movimenti sospetti, conti bloccati o bonifici urgenti, bisogna interrompere la conversazione e richiamare la propria banca usando solo i numeri ufficiali. Quelli presenti sull’app, sul sito dell’istituto o sui documenti contrattuali. Mai usare recapiti forniti durante la chiamata sospetta.

La frase che deve far scattare l’allarme, alla fine, è proprio quella che sembra più rassicurante: “Trasferisca i soldi su un conto sicuro”. Nessun operatore bancario serio chiede una cosa del genere al telefono. Meglio perdere qualche minuto per una verifica che vedere sparire i risparmi con un clic.

Ti consigliamo anche

Link copiato negli appunti
Change privacy settings
×