Ti stanno portando via i soldi su WhatsApp: attenzione a questo dettaglio

Ti stanno portando via i soldi su WhatsApp: attenzione a questo dettaglio

A metà agosto 2026, in Italia, diversi utenti WhatsApp stanno ricevendo messaggi truffa da profili di amici e parenti già violati. La richiesta è quasi sempre la stessa: soldi subito, con un bonifico istantaneo. Lo schema, ricostruito negli ultimi giorni e rilanciato anche da testate locali come Brindisi Report, è semplice e proprio per questo insidioso. Il truffatore entra nell’account di una persona, scrive ai contatti più fidati e chiede un prestito urgente, facendo leva sull’ansia e sulla fretta. Il dettaglio da non ignorare è uno: quando qualcuno chiede denaro “subito”, senza dare il tempo di verificare, bisogna fermarsi.

Persona al tavolo di casa controlla messaggi sullo smartphone davanti a un laptop con schermata bancaria sfocata

Come i criminali prendono il controllo dell’account WhatsApp

La truffa comincia con la violazione dell’account WhatsApp. Può bastare un codice ricevuto via SMS e girato alla persona sbagliata, un link aperto senza pensarci troppo, oppure una falsa richiesta di assistenza. Una volta dentro, i criminali hanno gioco facile: trovano chat già aperte, nomi conosciuti, modi di scrivere abituali. E li usano contro le vittime.

Il profilo resta quello di sempre, con foto, nome e conversazioni visibili. Per chi riceve il messaggio, quindi, tutto sembra normale. “Sembrava proprio lui”, raccontano spesso le persone finite in raggiri simili. Il numero è quello giusto, la chat pure. Solo che dall’altra parte non c’è più il familiare o l’amico, ma un truffatore. Meta, la società che controlla WhatsApp, negli anni ha messo a disposizione diversi strumenti di sicurezza. Ma il punto debole resta spesso lo stesso: l’utente. Se si consegna un codice di verifica o si cade in una richiesta costruita bene, il profilo può finire nelle mani sbagliate.

La richiesta ai contatti: emergenza, 955 euro e bonifico istantaneo

Dopo il furto dell’account parte la seconda mossa: il messaggio ai contatti più vicini, con una richiesta di denaro presentata come un’urgenza. Nel caso segnalato da Brindisi Report, un uomo di 56 anni residente a Carovigno, in provincia di Brindisi, ha perso l’accesso al proprio profilo. Poco dopo, amici e parenti hanno ricevuto una richiesta di prestito da 955 euro tramite bonifico istantaneo.

Il testo, secondo quanto riportato, era scritto per sembrare del tutto credibile: “Ho sforato il limite e non mi fa partire un bonifico da 955 euro. Riusciresti ad anticiparlo tu istantaneo? Domani te li ridò subito, promesso”. Poche parole, tono familiare, una cifra non enorme ma comunque pesante. È qui che la trappola scatta.

Il bonifico istantaneo viene scelto perché lascia pochissimo tempo per ripensarci: i soldi arrivano in pochi secondi e recuperarli può diventare molto complicato, soprattutto se finiscono su conti usati solo per far transitare il denaro. La promessa di restituire tutto “domani” serve a tranquillizzare chi legge. La pressione emotiva fa il resto.

Le difese da attivare subito: verifica in due passaggi, passkey e controllo su altri canali

Per proteggersi, la prima cosa da fare è attivare la verifica in due passaggi su WhatsApp. Si trova in Impostazioni, poi Account, e consente di aggiungere un PIN personale richiesto in alcune fasi di accesso. Dove possibile, conviene attivare anche una passkey e collegare un indirizzo e-mail aggiornato, utile se bisogna recuperare l’account. Sono operazioni rapide, ma possono evitare guai seri.

Poi c’è la regola più semplice, e spesso la più efficace: se un contatto chiede soldi su WhatsApp, anche se sembra un parente stretto, bisogna chiamarlo. Una telefonata, un messaggio su un altro canale, una domanda personale.

Meglio perdere due minuti che centinaia di euro. I codici di accesso WhatsApp non vanno mai comunicati a nessuno, nemmeno se la richiesta sembra arrivare da una persona conosciuta. E non bisogna installare app o aprire file da fonti non sicure. Se il profilo è stato compromesso, è bene avvisare subito i propri contatti, provare a recuperare l’account e, se sono stati inviati soldi, contattare banca e forze dell’ordine. La truffa vive di fretta. La difesa comincia da una pausa.

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