Truffe telefoniche, i prefissi a cui non rispondere mai sono stati aggiornati: la lista

Chiamate lampo, falsi avvisi e messaggi sospetti continuano a circolare: alcuni prefissi internazionali ricorrono più spesso nelle segnalazioni e meritano particolare attenzione.
Chiamate lampo, falsi avvisi e messaggi sospetti continuano a circolare: alcuni prefissi internazionali ricorrono più spesso nelle segnalazioni e meritano particolare attenzione.
Truffe telefoniche, i prefissi a cui non rispondere mai sono stati aggiornati: la lista

Le truffe telefoniche continuano a cambiare forma e alcuni prefissi internazionali ricorrono con maggiore frequenza nelle segnalazioni legate a chiamate e messaggi sospetti.

Tra squilli brevissimi, falsi avvisi bancari e richieste di richiamare numeri sconosciuti, riconoscere i segnali di una possibile truffa diventa sempre più importante. I raggiri possono arrivare tramite telefono, SMS, WhatsApp o Telegram. Ecco quali sono i prefissi più spesso segnalati e come comportarsi.

Dai prefissi europei a quelli oceanici: i numeri che tornano più spesso nelle chiamate sospette

Tra i prefissi internazionali segnalati più spesso ci sono diverse numerazioni europee: +33 Francia, +44 Regno Unito, +370 Lituania, +371 Lettonia, +373 Moldavia, +375 Bielorussia, +381 Serbia e +383 Kosovo. Spuntano in chiamate lampo, messaggi-trappola o finti avvisi bancari. Questo, è bene dirlo, non vuol dire che ogni telefonata da quei Paesi sia una truffa. Il problema è che, secondo le segnalazioni degli utenti e le ricostruzioni dei siti specializzati, questi prefissi vengono usati spesso nelle campagne di spam telefonico, anche con numeri camuffati.

Fuori dall’Europa ricorrono poi +53 Cuba, +62 Indonesia, +91 India, +92 Pakistan, +216 Tunisia, +218 Libia, +234 Nigeria, +255 Tanzania, +263 Zimbabwe, +27 Sudafrica, +563 Cile, +678 Vanuatu e +880 Bangladesh. Numeri lontani, insoliti, magari mai visti prima sullo schermo. Ed è proprio lì che scatta la curiosità.

Wangiri, smishing e falsi investimenti: così cambiano le trappole al telefono

La tecnica più conosciuta resta il Wangiri: uno squillo solo, o comunque brevissimo, per spingere l’utente a richiamare. A quel punto può partire una tariffa molto alta, soprattutto se il numero è legato a servizi premium o a passaggi internazionali poco chiari. Con prefissi come +53, +216, +255 o +678, lo schema segnalato è spesso lo stesso: il telefono squilla pochi secondi, resta una chiamata persa, si richiama per curiosità o per timore. E il conto sale.

Smartphone sul tavolo con chiamata in arrivo da numero internazionale, mano sospesa prima di rispondere

Una chiamata da prefisso estero sullo smartphone: attenzione alle truffe telefoniche e ai numeri sospetti.

Accanto a questo crescono lo smishing bancario e le truffe via chat: falsi avvisi su carte bloccate, pacchi fermi in dogana, offerte di lavoro da remoto o presunti investimenti in crypto, forex e trading automatico. “Mi hanno scritto che dovevo confermare un pagamento mai fatto”, raccontano spesso gli utenti nei forum di assistenza. In altri casi il messaggio punta ai codici OTP, le password usa e getta inviate per entrare in conti, app bancarie o profili social. Chi le comunica, di fatto, apre la porta.

Prima di rispondere o richiamare: controlli, blocchi e segnalazioni da fare subito

La prima regola, ricordata anche dalla Polizia postale nelle campagne di prevenzione, è semplice: se non si aspettano chiamate dall’estero, meglio non richiamare numeri sconosciuti con prefissi sospetti. Prima di rispondere conviene cercare il numero online, vedere se ci sono segnalazioni recenti e attivare i filtri antispam già presenti su Android, iOS o nelle app dell’operatore telefonico.

Se arrivano messaggi su WhatsApp o via SMS con link, codici da inserire, richieste urgenti di denaro o riferimenti a conti bancari, meglio fermarsi. La banca, il corriere o il servizio citato vanno contattati solo tramite canali ufficiali. Mai dai link ricevuti.

I numeri sospetti possono essere bloccati dal telefono e segnalati all’operatore; nei casi più seri, soprattutto se sono stati comunicati dati personali o bancari, è consigliabile rivolgersi alla Polizia postale e avvisare subito la propria banca. Un controllo in più porta via pochi minuti. Una richiamata sbagliata, invece, può costare molto di più.

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