Sony torna a far discutere con la nuova gamma Bravia destinata al mercato consumer internazionale. Al centro della questione c’è un dettaglio solo apparentemente tecnico: le porte HDMI sui televisori di fascia alta.
Il costoso Bravia 9 II, infatti, offre meno ingressi a piena banda rispetto al più economico Bravia 3 II. Una scelta legata soprattutto alla piattaforma hardware utilizzata, ma che può pesare parecchio per chi collega alla TV console, soundbar e PC da gaming.
Su un televisore da migliaia di euro non è un particolare secondario. E spesso ce ne si accorge soltanto al momento di collegare i dispositivi, quando tra sigle, numeri e specifiche tecniche diventa chiaro che non tutte le porte HDMI offrono le stesse prestazioni.

Il caso Sony: Bravia 9 II contro Bravia 3 II
Il confronto che sta facendo discutere riguarda due modelli Sony della stessa generazione. Da una parte c’è il Sony Bravia 9 II, televisore di punta proposto a 3.599,99 dollari nella versione da 65 pollici. Dall’altra il Sony Bravia 3 II, modello d’ingresso che, nella stessa diagonale, costa 899,99 dollari.
Il paradosso è proprio questo: il top di gamma dispone di quattro ingressi HDMI, ma soltanto due lavorano a 48Gbps, la piena banda necessaria per sfruttare le funzioni più avanzate associate a HDMI 2.1. Gli altri due ingressi hanno capacità inferiori.
Il Bravia 3 II, invece, offre quattro porte compatibili con 4K a 120Hz, VRR e ALLM. Una differenza che può sembrare sorprendente considerando il divario di prezzo tra i due modelli.
Secondo quanto riferito da Sony a CE-Sphere, il Bravia 9 II utilizza ancora il chipset MediaTek Pentonic 1000, scelto nelle prime fasi di sviluppo e capace di gestire nativamente due ingressi HDMI 2.1 a piena banda.
Il Bravia 3 II sarebbe invece basato su una piattaforma più recente, probabilmente il Pentonic 800, anche se Sony non lo ha confermato ufficialmente. Al di là delle ragioni tecniche, però, per chi acquista conta soprattutto il risultato: quante porte permettono davvero di sfruttare tutte le funzioni dei dispositivi collegati.
La porta eARC riduce ancora gli ingressi disponibili
La situazione diventa ancora più complicata quando entra in gioco la porta eARC, l’ingresso HDMI utilizzato per collegare una soundbar o un amplificatore AV e trasmettere formati audio avanzati, compresi Dolby Atmos e DTS:X, quando i dispositivi sono compatibili.
Sul Bravia 9 II, una delle due porte a 48Gbps è anche quella destinata all’eARC. Collegando lì una soundbar, quindi, rimane un solo ingresso a piena banda per gli altri dispositivi.
Chi possiede una PlayStation 5, una Xbox Series X e magari anche un PC gaming deve quindi fare una scelta. Le alternative sono cambiare manualmente i cavi, rinunciare al VRR o ai 120Hz su uno dei dispositivi oppure affidarsi a un sintoamplificatore con più ingressi HDMI 2.1, aumentando ulteriormente la spesa.
Non è un limite che impedisce di utilizzare il televisore, ma nell’uso quotidiano può diventare scomodo. Soprattutto nei salotti dove i dispositivi collegati alla TV non sono più uno o due, ma quattro o cinque.
Perché la sigla HDMI 2.1 può creare confusione
La dicitura HDMI 2.1, da sola, non basta più per capire esattamente cosa offre una porta. Ed è proprio qui che molti consumatori rischiano di farsi un’idea sbagliata della dotazione del televisore.
L’HDMI Licensing Administrator ha infatti ritirato la vecchia denominazione HDMI 2.0 come standard separato, permettendo di utilizzare la sigla HDMI 2.1 anche quando non sono disponibili tutte le caratteristiche che gli utenti tendono ad associare automaticamente a questa versione.
In pratica, una porta indicata come HDMI 2.1 può non offrire necessariamente 48Gbps, 4K a 120Hz, VRR o tutte le altre funzioni più avanzate.
I produttori dovrebbero specificare chiaramente quali caratteristiche sono supportate da ogni ingresso, ma spesso queste informazioni sono nascoste nelle schede tecniche, tra note, asterischi e specifiche che non tutti controllano prima dell’acquisto.
Questo non significa che l’intero settore stia facendo un passo indietro. LG, per esempio, per il suo OLED di punta G6 dichiara quattro porte HDMI a 48Gbps e supporto fino al 4K a 165Hz con PC compatibili.
Il punto è un altro: prezzo elevato e posizionamento premium non garantiscono automaticamente una dotazione HDMI superiore. Le specifiche delle singole porte vanno controllate.
Cosa controllare prima di comprare una TV
Prima di acquistare un nuovo televisore, soprattutto quando si superano i 1.500 euro, conviene verificare almeno tre elementi: quante porte funzionano davvero a 48Gbps, quale ingresso è riservato all’eARC e quanti dispositivi si pensa di collegare contemporaneamente.
Chi utilizza due console e una soundbar, per esempio, dovrebbe considerare almeno tre ingressi HDMI a piena banda, meglio ancora quattro. Chi collega soltanto una chiavetta streaming, un decoder e un lettore Blu-ray può invece trovarsi bene anche con due porte più veloci, lasciando agli ingressi meno performanti i dispositivi che non richiedono caratteristiche avanzate.
Anche con l’arrivo di HDMI 2.2 sarà quindi importante continuare a leggere attentamente le specifiche, perché la presenza di uno standard più recente non significa necessariamente che ogni porta del televisore offra la stessa larghezza di banda o tutte le funzioni disponibili.
La regola pratica resta molto semplice: non basta contare le porte HDMI, bisogna capire quali sono davvero quelle più veloci. Il Sony Bravia 9 II può essere un televisore di fascia altissima per luminosità, colore e qualità dell’immagine, ma chi vuole collegare contemporaneamente più dispositivi compatibili con HDMI 2.1 deve conoscere questo limite prima dell’acquisto.