Assassin’s Creed Chronicles: China – Video Recensione

Il primo capitolo della trilogia platform Assassin’s Creed Chronicles sbarca su PC, Xbox One e PS4: bellissimo da vedere, ma un po’ troppo monotono.

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Il brand di Assassin's Creed è una vera e propria gallina dalle uova d'oro per Ubisoft. È probabilmente questo uno dei motivi che hanno spinto il colosso francese a sviluppare lo spin-off Assassin's Creed Chronicles, action platform con impostazione "pseudo 3D" che si comporrà di tre capitoli, ognuno dei quali con ambientazione e protagonista differenti.

Come suggerisce il nome, il primo è ambientato nella Cina del XVI secolo. L'imperatore cinese è un fantoccio nelle mani delle Tigri, un gruppo di eunuchi templari che ha annientato la Confraternita degli Assassini cinese. Il protagonista vestirà i panni di Shao Jun, uno degli ultimi assassini sopravvissuti, che dopo essere fuggito e aver ricevuto un addestramento speciale dal maestro Ezio Auditore, torna in Cina per reclamare la propria vendetta e ripristinare l'Ordine.

Dal punto di vista del gameplay il tutto ruota attorno alle dinamiche stealth già viste nella serie originale. Il giocatore, nei panni dell'assassina, si trova all'interno di livelli stracolmi di guardie e, per superarle, potrà decidere se aggirarle senza farsi individuare, eliminarle di soppiatto oppure non preoccuparsi della silenziosità e uccidere tutti alla luce del sole.

Assassin's Creed Chronicles: China è un buon action platform. Il sistema di gioco riesce a divertire senza troppe pretese e l'ambientazione cinese sembra un vero e proprio dipinto a mano olio su tela. Purtroppo la bontà dell'esperienza è inficiata da un'intelligenza artificiale insufficiente a mettere seriamente in difficoltà il giocatore e da una certa monotonia delle dinamiche, soprattutto nelle battute iniziali.