Call of Duty: Ghosts – decimo capitolo della saga

Call of Duty: Ghosts si appresta al salto generazionale verso le nuove console. La nostra video recensione dirà se ha tutte le carte in regola.

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Tutto cominciò tre anni fa con il primo Call of Duty, uno sparatutto in prima persona basato sulla Seconda Guerra Mondiale e che aveva nell'epicità storica il suo punto di forza. Pian piano però, con i successivi capitoli, la componente multiplayer guadagnò sempre maggior spazio, diventando un aspetto di primaria importanza. Quest'anno, nella delicata fase della transizione generazionale, l'accoppiata originaria Activision-Infinty Ward ha sfornato Call of Duty: Ghosts, decimo capitolo del brand. Andiamolo a scoprire insieme.

Call of Duty: Ghosts non è quel titolo next-gen della serie che tutti i fan speravano di vedere. La campagna singolo giocatore è molto varia e frenetica, ma schiava di un una evidente autoreferenzialità che impedisce al giocatore di stupirsi anche nei momenti più spettacolari, pirotecnici e cinematografici, complice anche un comparto tecnico solo discreto. Il prodotto Activision-Infinity Ward si salva in corner grazie ad un pacchetto contenutistico ricchissimo, composto del solito multiplayer, e della divertentissima modalità Extinction.