Dying Light – Video Recensione

Techland ha preso il meglio di Dead Island e lo ha portato ad un livello superiore aggiungendo due soli ingredienti in Dying Light: il parkour e la notte.

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Techland porta sulle console next-gen Xbox One e PlayStation 4 il nuovo Dying Light, survival horror che ripropone quanto di buono visto in Dead Island e Dead Island: Riptide, evolvendone e arricchendone la formula di gioco.

A livello ambientale, Dying Light prende le distanze dalla serie Dead Island: abbandona le tropicali isole assolate per trasferirsi in Turchia, nella città di Harran, infestata da un virus che ha trasformato quasi tutti gli abitanti in zombie e isolata dal mondo esterno da un gigantesco muro eretto dal Ministero della Difesa. La città ha i giorni contati: da una parte il Governo spinge per eliminare definitivamente il virus radendo al suolo la città, dall'altra il G-R-E, associazione umanitaria, continua ad inviare rifornimenti ai pochi superstiti rimasti, che però diminuiscono di giorno in giorno.

All'interno di questa cornice apocalittica, il giocatore veste i panni di Kyle Crane, un agente del G-R-E sotto copertura, inviato nella zona di quarantena per trovare il file di una cura incompleta il cui impiego sarebbe letale.

Techland ha preso quanto di buono fatto in Dead Island e lo ha portato ad un livello superiore attraverso due semplici ingredienti: il parkour in stile Mirror's Edge e la notte. Chi desiderava qualcosa di diverso rimarrà però deluso: nonostante la scelta di cambiare nome, il nuovo zombie game di Techland deve ancora moltissimo a Dead Island, e ne rappresenta la sua evoluzione naturale.