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Asura’s Wrath

La grande rabbia di Asura's Wrath comporta grandi responsabilità.

Voto WebNews
7,9
Data di uscita

24 Febbraio 2012

Giudizi
  • Giocabilità6,5
  • Grafica9,1
  • Sonoro8,8
  • Longevità7,0
Pro

Asura's Wrath conquista subito con il suo stile grafico originale ed estremo, stuzzicando il palato degli appassionati di Anime con spettacolari sequenze d'azione!

Contro

Il mancato bilanciamento tra il giocato effettivo e la visione passiva (o quasi) dello svolgersi degli eventi narrati è un deterrente pericoloso e comprensibile.

Di ,

Trama

Asura’s Wrath non si lascia catalogare facilmente in un genere ben definito. Anche se sarebbe facile bollarlo come il solito action, appartenente alla stirpe di Devil May Cry, la realtà dei fatti è molto più complessa, dato che il progetto nato dalle menti prolifiche di CyberConnect2 e prodotto da Capcom è profondamente atipico, stravolgendo completamente il bilanciamento classico delle componenti di un videogioco.

Asura’s Wrath è stato concepito per essere guardato, più che per essere giocato. Una prerogativa che lo accomuna a molte delle opere di Hideo Kojima, così come ai gloriosi laser-game dei primi anni ’80. Un difetto? Non necessariamente, se le vostre aspettative si dimostreranno affini agli intenti di CyberConnect2. Forte dell’esperienza maturata con i titoli della serie Naruto, approdati praticamente su quasi tutte le console di ultima e penultima generazione, il team di sviluppo ha confezionato quello che si potrebbe definire come un anime interattivo, imponente e coinvolgente.

Il punto di forza di questa coraggiosa scommessa, ovvero la sconfinata spettacolarità garantita dall’uso smodato di quick-time events e lunghissimi e straordinari filmati (rigorosamente calcolati in tempo reale dal motore di gioco), è paradossalmente anche la più grande debolezza di Asura’s Wrath. Probabilmente, il vero problema di questo gioco è il mancato bilanciamento tra il giocato effettivo e il tempo trascorso a guardare passivamente lo schermo. Un punto critico che in realtà affliggeva anche Metal Gear Solid 4, se vogliamo, il quale però si affidava a sessioni in-game stealth dai ritmi più dilatati, offrendo invero un pizzico di sostanza in più allo spettatore.

Trattandosi di una sorta di cartone animato digitale interattivo, appare subito evidente quanto la trama di Asura’s Wrath giochi un ruolo fondamentale nella ricetta di gioco. Gli eventi vengono presentati proprio come se vi trovaste di fronte ad una serie animata giapponese, facendo affidamento su un linguaggio visivo tipico di queste particolari produzione. Dovrete perciò sottostare a interruzioni improvvise dell’azione, repentini flaschback, anteprime degli eventi che vi attendono di lì a poco, oppure riassunti di ciò è avete appena visto nella puntata precedente. La storia stessa è stata scomposta in 18 episodi (più un epilogo inedito, sbloccabile solo soddisfacendo alcuni precisi requisiti), all’inizio dei quali partiranno immancabilmente i titoli di testa, sottolineando i nominativi di chi ha curato la regia delle immagini.

Purtroppo, però, tutta questa maestosa infrastruttura narrativa non è stata affiancata da una componente ludica sufficientemente sviluppata, soprattutto incapace di offrire sessioni di gioco più lunghe di una manciata di minuti per ogni episodio. Togliendo i succitati QTE, il sistema di combattimento appare fragile e ripetitivo, votato essenzialmente al button mashing. In battaglia non potrete che inanellare sempre la stessa combinazione di colpi, con l’obiettivo di atterrare il nemico e far crescere contemporaneamente la barra dell’ira che brucia possente nel corpo di Asura, per poi scatenare con la semplice pressione del grilletto destro tutta la devastante potenza del protagonista… e chiudere il capitolo.

A poco valgono i timidi tentativi di variare la ricetta di gioco, introducendo sessioni pseudo shoot’em up in stile Panzer Dragoon, anche perché il fine ultimo sarà sempre e solo quello di far crescere la barra della rabbia, per poi infliggere il colpo finale all’avversario, sia esso un semidio,oppure un’intera flotta stellare, o ancora una gigantesca e mostruosa emanazione dello spirito del pianeta sul quale si svolgono gli eventi. Un copione che si ripeterà identico a se stesso per tutta la durata dell’avventura, generando ben presto un po’ di cocente insoddisfazione in coloro che non riusciranno a entrare in sintonia con la singolare ricetta di gioco. Un vero peccato, anche perché il lavoro di caratterizzazione dei personaggi è stupefacente, così come tutta l’opera di contestualizzazione!

Il mondo di Asura’s Wrath è un mix affascinante di molteplici contaminazioni e suggestioni, che oscillano tra il Buddhismo e il Far West, passando per alcuni capisaldi dell’immaginario orientale. In più di un’occasione, i fan di Final Fantasy troveranno singolari assonanze fra le immagini di The Spirits Within, o dell’indimenticabile decimo capitolo, e quelle dell’ultima opera targata CyberConnect2. Basti pensare allo spirito che alberga nel cuore del pianeta, oppure alle immagini di una luminosa pioggia di anime che ascendono verso l’alto… Una cosa è certa: tutta quella rabbia e quelle urla in combattimento attireranno morbosamente l’attenzione degli estimatori di Dragon Ball, di Akira Toriyama.

Passando ad analizzare il versante puramente tecnico, il cuore portante di Asura’s Wrath è il sempre apprezzabile Unreal Engine 3, che per l’occasione è stato tirato a lucido e indotto a renderizzare personaggi e ambientazioni in un lussuoso cel-shading. Inutile dire che, a parte la resa dei pochissimi filmati pre-renderizzati, l’edizione per Xbox 360 è quella che, per manifeste affinità con l’engine di gioco, riesce a offrire lo spettacolo visivo migliore. Ben pochi rallentamenti affliggono questa  versione, mentre su PlayStation 3 sembra vi sia una sgradevole tendenza al tearing, che rovina leggermente l’eccelso comparto estetico.

In conclusione, la più grande gratifica che potrete ottenere da Asura’s Wrath è, a scanso di equivoci, prevalentemente a livello narrativo e/o audiovisivo, mentre sotto il profilo della giocabilità troverete poca carne al fuoco e di qualità appena sufficiente a soddisfare i palati più esigenti… Nonostante tali doverose premesse, non mi sento di stroncare un prodotto temerariamente diverso dal solito! Affossare oggi un tale affascinante esperimento significherebbe privarci domani di un potenziale seguito. Confido molto, anzi, che sia già in lavorazione un sequel, nel quale venga meglio bilanciata la ricetta di gioco, offrendo un sistema di combattimento più profondo e, soprattutto, un rinnovato equilibrio tra le fasi di visione passiva e gli interventi attivi del giocatore. Capito CyberConnect2?