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Battle Fantasia

Picchiaduro di vecchia scuola, bello solo da vedere

Voto WebNews
6,3
Data di uscita

13 Febbraio 2009

Giudizi
  • Giocabilità5,5
  • Grafica8,1
  • Sonoro7,1
  • Multiplayer6,0
  • Longevità5,0
Pro

Veste grafica accattivante e ben realizzata. Animazioni efficaci, character design ispirato. Sistema di controllo immediato

Contro

Struttura di gioco superficiale. Dinamiche degli scontri spesso confuse. Ristretto repertorio di colpi individuali. Generale carenza di modalità alternative a quella principale

Di ,

Giocabilità

È sufficiente disputare un paio di match per scoprire di che pasta è fatto il gameplay di Battle Fantasia. Lontano dai tecnicismi cari ai picchiaduro bidimensionali classici, il progetto della Arc System Works prende le distanze dall’antica filosofia che fece grandi gli arcade di un tempo, per assecondare i gusti di quei giocatori che troverebbero tedioso il dover imparare complesse combinazioni di tasti a memoria.

Come netta conseguenza di quest’approccio, Battle Fantasia offre un’esperienza ludica piuttosto superficiale, in cui le meccaniche di gioco passano in secondo piano rispetto ad elementi puramente visivi quali Character Design e Routine di Animazione. Sebbene, a primo acchito, tutto ciò non sembri avere conseguenze troppo gravi sul fattore divertimento, la longevità finisce tuttavia col risultarne danneggiata.

Per quanto i combattimenti possano rivelarsi godibili, sarà in effetti impossibile non avvertire il bisogno di una maggiore profondità. Senza combo da memorizzare, attacchi speciali segreti da scoprire o strategie da imbastire, il gioco rimane presto a corto di fiato e, una volta completata la pur articolata Modalità Storia con ogni personaggio disponibile, trovare un serio motivo per non archiviarlo sarà impresa ardua.

Come se non bastasse, né la presenza di pretestuosi bivi narrativi disseminati lungo la storyline dei vari combattenti, né il parallelo innesto di un sistema di accumulo degli Hit Points, che aumenta la barra energetica, sembrano arricchire sufficientemente l’offerta. E se credete che la presenza di un opzione multiplayer (sia online che offline) possa costituire un incentivo a tenere in vita l’intera produzione, siete purtroppo fuori strada…

In relazione all’eccessiva leggerezza strutturale appena sottolineata, anche gli scontri con avversari umani palesano una certa inconsistenza: metabolizzate le dinamiche degli scontri, l’unico modo di spuntarla consiste nel padroneggiare al meglio i Counter-Hits, il che non rappresenta di certo il massimo in termini coinvolgimento.

Volendo essere indulgenti, ai livelli più elevati di difficoltà il grado di sfida diventa decisamente più competitivi. Peccato, però, che le difficoltà riscontrabili dipendano più dal generale senso di confusione che caratterizza lo scambio di colpi piuttosto che da un’effettiva superiorità della I.A.

Giudizio tecnico

Fin qui, la stroncatura è netta, e sarebbe anche definitiva se non giungesse il soccorso un comparto tecnico di livello ben più elevato. Il team di sviluppo conferma la propria fama di esteta della grafica videoludica, e arriva persino a sorprendere per la tecnica utilizzata nell’assemblare Battle Fantasia.

Spinti, forse, da rigide esigenze di budget, gli sviluppatori hanno rinunciato a impiegare quei deliziosi sprite disegnati a mano che avevano tanto impreziosito la veste grafica di Guilty Gear, optando per poligoni e texture. Ne consegue un character design, realizzato da Emiko Iwasaki (Guilty Gear XX e Guilty Gear Isuka), davvero convincente.

Sapientemente dettagliati e spesso irresistibili nella loro pittoresca gestualità, i fighter di Battle Fantasia non sfigurerebbero nemmeno in una serie animata: le loro evoluzioni, accompagnate da effetti speciali di chiara matrice fumettistica, sembrano infatti uscire direttamente da un anime.

Inoltre catturano l’attenzione e affascinano i costumi dei combattenti, il cui stile spazia dal look vittoriano al decorativo abito tradizionale nipponico, e la scelta di stravolgere le proporzioni dei modelli poligonali in barba al rischio di squilibrare le dinamiche di gioco. Ecco allora che guerrieri di imponenza colossale come il vichingo Donvalve sono accostati a minuscoli esseri Super Deformed come il tenero scoiattolo Watson, ciascuno munito di singolari armi da combattimento.

Seppur meno esuberanti, anche i fondali contribuiscono a conferire la giusta atmosfera: colorati, ironici e ricchi di simpatici elementi non-sense, non presentano un elevato coefficiente di interattività, ma riescono tuttavia ad accogliere ciascuno dei personaggi con invidiabile naturalezza.

A questo tripudio visivo si accosta poi un valido comparto sonoro, che, abbinando fastose melodie dai toni allegri a un intenso doppiaggio rigorosamente “nippofono”, pone l’adeguata enfasi sulla generale leggerezza delle tematiche trattate.

Cosa dire, dunque, di questo Battle Fantasia? Nulla più di quanto già descritto: si tratta, in definitiva, di un titolo contraddittorio, tanto effimero da giocare quanto bello da vedere, più adatto quindi ai curiosi che non ai veri appassionati.