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Chronicles of Mystery: Il Rituale dello Scorpione

Avventura punta e clicca dall'eccellente grafica, ma breve e un po' confusa

Voto WebNews
7,8
Data di uscita

3 Aprile 2009

Giudizi
  • Giocabilità7,5
  • Grafica9,0
  • Sonoro8,0
  • Longevità6,5
Pro

Ottima grafica. Sonoro convincente. Buona recitazione. Buona trama. Personaggi ben caratterizzati. Sfondi e ambienti di elevato dettaglio e ispirazione

Contro

Alcuni piccoli d’interazione e interfaccia. Video spesso dozzinali. Risoluzione video troppo bassa per gli schermi LCD attuali. Conclusione frettolosa della trama

Di ,

Giocabilità

Chronicles of Mystery: Il Rituale dello Scorpione è una classica avventura in cui è possibile eseguire una serie di azioni specifiche e di spostamenti utilizzando esclusivamente il mouse. Il tutto avviene in maniera intuitiva: un semplice clic consentirà infatti di spostare Sylvie, mentre con un doppio clic la giovane archeologa potrà effettuare un breve scatto di corsa.

In ogni stanza del gioco è possibile interagire con un certo numero di oggetti ed elementi, che saranno evidenziati al passaggio del mouse o indicati da un comodo tasto di aiuto, utile per individuare i punti sensibili dello schermo. Tutte le operazioni dell’avventura, come avviene da alcuni anni a questa parte, possono essere eseguite agendo sull’ambiente o cliccando sugli oggetti dell’inventario: il sistema sceglierà automaticamente l’operazione da eseguire in base al contesto.

Come da tradizione, anche in Chronicles of Mystery: Il Rituale dello Scorpione i punti sensibili sono ben nascosti, costringendo l’utente a cercare minuziosamente le regioni dello schermo in cui è possibile eseguire qualche operazione. Se all’inizio tale funzionalità può apparire intrigante, avremmo preferito una maggiore evidenziazione di tali aree, magari applicando un leggero cambio di colore sugli oggetti “sensibili”.

L’interfaccia di gioco è piuttosto semplice e riuscita, nonostante qualche piccola imperfezione. Ad esempio, una volta eseguita un’operazione, Sylvie pronuncerà spesso una breve frase parlata. Si tratta di un aspetto gradevole e utile per il coinvolgimento dell’utente, ma che in alcune situazioni, ad esempio nei dialoghi con i personaggi o nel ripetere più volte un comando (sia volontariamente che per errore), può risultare irritante e fastidioso.

Inoltre, i movimenti di Sylvie sono spesso troppo lenti: avremmo preferito si fosse potuta spostare più rapidamente con un clic singolo, relegando il movimento più lento a determinati frangenti di gioco.

In un’avventura punta e clicca, oltre al fattore cosmetico (di cui ci occuperemo in seguito), è importante disporre di una trama avvincente, di una buona  varietà nelle ambientazioni e di enigmi in grado di essere stimolanti senza frustrare la buona volontà dell’utente. In questo senso,  Chronicles of Mystery: Il Rituale dello Scorpione si comporta abbastanza bene, grazie ad una storia lenta ma a tratti avvincente, ed enigmi calibrati e non troppo difficili.

Il gioco non abbandona mai l’utente, dispensando piccoli suggerimenti attraverso l’espediente della voce di Silvie, che consentono di intuire la direzione da prendere e la strada giusta per risolvere la maggior parte degli indovinelli. Nel tentare di risolvere un enigma nella maniera errata, Sylvie vi farà infatti capire di essere sulla strada sbagliata, arrivando persino a rimproverarvi nel caso tentiate di risolvere un enigma usando un approccio troppo “a tentativi”.

Inoltre, l’inventario eliminerà automaticamente gli oggetti non più necessari, rendendo molto più scorrevole la fruizione dell’avventura. Sylvie saprà aiutarvi anche con alcuni commenti che indicheranno la necessità di continuare o meno l’esplorazione in una determinata stanza.

Per quanto riguarda le ambientazioni, il gioco consente di visitare numerosi luoghi caratterizzati da una notevole varietà, mentre la storia vanta molti colpi di scena nonostante la sua scarsa originalità.

Purtroppo Chronicles of Mystery: Il Rituale dello Scorpione fallisce proprio nel punto in cui un’avventura grafica non può mostrare carenze, ovvero nella struttura della trama. Il principale difetto del titolo City Interactive consiste infatti nella maniera troppo sbrigativa con cui è stato affrontato lo svolgimento degli eventi, nella seconda parte del gioco. Dopo una storia ricca di risvolti, il finale conclude la trama troppo rapidamente, cavandosela con qualche video e alcune discutibili scelte narrative.

Giudizio tecnico

Chronicles of Mystery: Il Rituale dello Scorpione è un titolo che, nonostante una manifesta semplicità nel sistema di gioco, vanta alcuni elementi tecnici di primissima qualità. Si tratta di un prodotto dalle caratteristiche tecniche a dir poco antiquate, ormai tranquillamente realizzabile mediante sistemi di scripting ad alto livello. Per cui, uno degli aspetti più importanti nel realizzare oggi un’avventura di questo tipo consiste nel mettere a punto un fattore cosmetico e sonoro di prima qualità, tale da rendere appetibile e giustificare l’intera operazione.

In tal senso, Chronicles of Mystery: Il Rituale dello Scorpione riesce a convincere appieno grazie ad un fattore cosmetico di prima qualità e ad un reparto sonoro ispirato e convincente.

Gli ambienti di gioco, pur essendo come da tradizione realizzati mediante fondali statici bidimensionali, appaiono ispirati e ben definiti, grazie anche a un’ottima resa della luce ambientale. Nonostante qualche piccolo elemento estraneo, il compromesso fra realismo e stile “disegnato” è molto efficace, mentre le animazioni sono tutto sommato accettabili anche se generalmente un po’ “legnose”.

I personaggi sono realizzati e caratterizzati in maniera abbastanza efficace: Silvie, in particolare, vanta un buon aspetto e un carattere gradevole, risultando ben amalgamata nella storia. L’attenzione ai dettagli viene palesemente a mancare nei filmati precalcolati, realizzati in maniera arraffazzonata e assolutamente non all’altezza del resto del gioco, soprattutto per via di una regia discutibile e animazioni spesso pedestri. Peccato.

Registriamo anche l’impossibilità di regolare la risoluzione di gioco, aspetto che sacrifica un po’ la resa del titolo sui monitor LCD di generose dimensioni. Essendo gli sfondi realizzati mediante rendering statici, sarebbe stato meglio realizzarli a risoluzioni elevate per poi generarne un certo numero di versioni adatte alle differenti dimensioni dello schermo di gioco, oppure scalare il tutto in tempo reale.

Il sonoro si attesta su buoni livelli qualitativi, grazie a musiche gradevoli, effetti appropriati e a una recitazione di buona qualità.

In sintesi, consigliamo Chronicles of Mystery: Il Rituale dello Scorpione agli appassionati di avventure grafiche, sempre in cerca di qualche titolo da giocare, suggerendo agli altri giocatori di esaminare il gioco con attenzione prima di procedere all’acquisto.