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Disaster: Day of Crisis

Il Wii saluta l'avvento del suo primo simulatore di catastrofe

Voto WebNews
7,4
Data di uscita

24 Ottobre 2008

Giudizi
  • Giocabilità8,0
  • Grafica8,0
  • Sonoro6,1
  • Longevità7,5
Pro

itmo piuttosto elevato e una discreta serie di proposte innovative in sede di gameplay trovano il favore di una valida fisica di gioco

Contro

Comparto tecnico altalenante e sonoro appena sufficiente. Alcune sequenze di gioco risultano inoltre datate e superficiali

Di ,

Giocabilità

 

L’adrenalinico viaggio nel disastro allestito dai ragazzi del team Monolith presenta una formula di gioco piuttosto varia che, trovando il suo unico punto fermo nella classica visuale in terza persona, andrà ben presto a lambire generi differenti quali Platform, Sparatutto, Racing e Rythm Game, pur senza mai approfondirne più di tanto le soluzioni stilistiche.

Lungo i 23 stage che costituiranno il suo cammino, il povero Raymond non dovrà di fatti limitarsi unicamente a sfuggire alle devastanti calamità che lo coinvolgeranno, ma avrà anche il suo bel daffare per salvare superstiti, eliminare gli scagnozzi della SURGE e adattare le sue risorse fisiche alle proprie necessità.

Come prevedibile, ognuna di queste azioni richiederà un particolare utilizzo di Wiimote e Nunchuck. Se le sezioni di fuga includeranno la risoluzione di svariati Quick Time Event, le sequenze costituenti il salvataggio di innocenti, implementeranno pertanto il superamento di altrettanti minigame come quelli, ad esempio, in cui il nostro eroe dovrà guidare una fragile utilitaria nel bel mezzo di un terremoto o praticare un massaggio cardiaco per salvare la vita a poveri malcapitati.

Dipanandosi attraverso schemi a scorrimento pre-determinati, in cui sarà sufficiente alternare pochi movimenti di Nunchuck alla pressione del grilletto del Wiimote, sparatorie e immersioni costituiscono invece una sorta di capitolo a sé stante che, se elaborato in maniera più convincente, avrebbe potuto anche arricchire l’esperienza di gioco. Invece, minate da un concept troppo datato, non riescono purtroppo a mantenere standard di coinvolgimento adeguati alle altre sezioni, finendo quindi col risultare superflue.

Un discorso diametralmente opposto andrebbe fatto per quanto concerne la gestione dei parametri fisici di Raymond. Ben lungi dal limitarsi alla semplice presenza di una barra della salute, gli sviluppatori hanno deciso di introdurre anche criteri addizionali come la riserva di ossigeno a disposizione e la resistenza cardiaca, con risultati davvero notevoli sugli equilibri del gameplay.

Prestare poca attenzione a questi valori potrebbe, in effetti, impedire a al protagonista di compiere sforzi quali sollevare oggetti ingombranti o magari affrontare determinati passaggi forzati. Una caratteristica, questa, che oltre ad aggiungere un pizzico di realismo in più, andrà anche ad assumere un certo peso strategico, vista la possibilità di scegliere fra vari potenziamenti.

Giudizio tecnico

 

Graficamente parlando, Disaster: Day of Crisis presenta, grosso modo, le stesse contraddizioni evidenziate in sede di giocabilità. Laddove il coefficiente di dettaglio delle texture e la complessità dei modelli poligonali lasciano parecchio da ridire, sopraggiungono infatti fattori degni di rilievo come la rappresentazione delle condizioni meteorologiche e dei relativi effetti particellari.

Alquanto solido, in termini framerate, anche se non esente da occasionali episodi di pop-up, l’engine del gioco trova comunque nella fisica di supporto il suo cavallo di battaglia. Gran parte degli oggetti e degli elementi mobili coinvolti nei crolli sembrano infatti avere un certo peso e rispondere in maniera  appropriata alle sollecitazioni cui sono sottoposti. E lo stesso vale per il modello poligonale di Raymond, le cui efficaci animazioni non mancheranno di dilettare i giocatori più cinici, grazie a una lunga serie di modi di morire spesso tragicomici.

Restando in tema di tragicomicità, non possiamo purtroppo evitare di tirare in ballo il sonoro di supporto all’intera produzione. Meglio inquadrabile come una modesta serie di ripetitivi motivetti, alternata da effetti non troppo credibili e un doppiaggio amatoriale, questo comparto non riesce in effetti a sottolineare con la giusta enfasi le immagini presenti su schermo.

Con buona pace degli sviluppatori, pur avendo sensibili conseguenze sul coinvolgimento, questo difetto non inficia il risultato globale di una proposta comunque fresca e coraggiosa.

Senza dubbio, con un pizzico di cura in più in sede di produzione e la parallela epurazione di soluzioni di gioco francamente datate, Disaster: Day of Crisis avrebbe potuto anche ambire al rango di capolavoro. Ma alla luce delle emozioni provate nel corso delle dodici ore costituenti la modalità storia, crediamo che possa comunque solleticare i gusti di una platea piuttosto ampia.