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FIFA 12

La corazzata di David Rutter si rafforza in difesa, confermando l'imbattibilità

Voto WebNews
9,8
Data di uscita

30 Settembre 2011

Giudizi
  • Giocabilità9,7
  • Grafica9,8
  • Sonoro9,5
  • Multiplayer9,8
  • Longevità10,0
Pro

Sistema difensivo rivisto per un gameplay ancora più tattico. I.A. potenziata. Motore fisico performante. Routine di animazioni affinate. Una cascata di modalità per il singolo e il multiplayer. Parco licenze sconfinato. Virtualmente eterno.

Contro

La nuova interfaccia di comando relativa alla fase difensiva potrebbe spiazzare. Sarà davvero complesso migliorare ulteriormente questo codice.

Di ,

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Trama

Confermata una solida leadership del settore grazie alle straordinarie prestazioni del suo predecessore, FIFA 12 scende in campo cercando di affinare ulteriormente un sistema di gioco che, da almeno due stagioni a questa parte, rappresenta lo stato dell’arte in fatto di simulazioni calcistiche.

Per coronare l’impresa, il team EA Sports Canada guidato dallo special one David Rutter ha puntato essenzialmente sulla rielaborazione del sistema difensivo in forza al gameplay, riservandosi di affidare, in parallelo, la gestione delle collisioni tra i giocatori ad un motore fisico nuovo di zecca. Benché a primo acchito queste novità potrebbero risultare esigue, è bene precisare sin da subito che esse maturano conseguenze più che tangibili sull’esperienza globale, tant’è che, sin dalle prime partite, anche i gamer meno tecnici non potranno fare a meno di notare la differenza tra il calcio proposto dalle precedenti incarnazioni del franchise e quello praticato da FIFA 12.

Nel favorire un approccio molto più tattico all’azione sul campo, quest’ultimo finisce difatti per vantare uno spessore decisamente maggiore, in cui diagonali e geometrie vanno a rivestire un ruolo a dir poco fondamentale. Supportata dall’introduzione di un interfaccia di controllo totalmente rivista per quanto concerne la fase difensiva, questa nuova filosofia di gioco non trova il suo unico sfogo nella conseguente, raffinatissima gestione delle marcature. Ponendo ulteriore enfasi su contrasti, ostruzioni e rimpalli, gli sviluppatori hanno saputo anche conferire al tutto una fisicità molto più coerente che, ereditando un po’ quel pizzico di casualità che contraddistingue il reale calcio giocato, contribuisce a fugare ogni tentativo di affidarsi a schemi e soluzioni dinamiche dalla riuscita assicurata.

Logicamente, questi fattori non mancheranno di spiazzare un po’ tutti quegli utenti che pensavano di padroneggiare ormai alla perfezione il sistema di gioco di FIFA: dopo un’ iniziale sensazione di smarrimento, anche costoro dovranno in ogni caso riconoscere la validità di queste innovazioni, il che li porterà ben presto ad apprezzare la profondità di un gameplay ancor più poliedrico e simulativo di quanto avessero mai potuto immaginare.

Se dal punto di vista prettamente visivo FIFA 12 si limita a ricalcare, per grandi linee, le ottime performance sfoggiate l’anno scorso tanto in sede di effettistica quanto sotto il profilo estetico, è opportuno estendere sentiti elogi al repertorio di animazioni abbinato ai modelli poligonali. Al di là della prevedibile aggiunta di routine inedite e ai contingenti ritocchi di rito, stupisce in particolar modo la naturalezza con cui i giocatori interagiscono tra loro, sbracciandosi durante i contrasti o cercando magari di restare in equilibrio a seguito di una spallata particolarmente energica.

In tal senso, è doveroso esaltare anche la prova espressa dal nuovo Impact Engine: ad eccezione di qualche occasionale glitch, esso va difatti amalgamandosi più che armoniosamente alle collaudate meccaniche cui eravamo abituati, contribuendo ad arricchire un’opera di rifinitura che non ha mancato di coinvolgere anche il sistema di intelligenza artificiale. Da questo punto di vista va notato lo sforzo espresso dagli sviluppatori al fine di rendere la CPU molto più reattiva e consapevole delle manovre imbastite dagli utenti. Allo stesso, tempo si rimarca poi una decisa revisione della personalità degli arbitri, i quali paiono ora dotati di maggiore buon senso nella lettura dei contrasti, sia dentro che fuori l’area di rigore.

Come prevedibile, FIFA 12 non sarebbe FIFA 12 senza il massiccio supporto del suo parco licenze sconfinato e di una gamma di modalità praticamente infinita. Sotto questo profilo, il team di sviluppo ha letteralmente superato se stesso e non soltanto, in virtù della possibilità di arricchire un catalogo di oltre 25 campionati ufficiali disponibili scaricandone altri creati dagli utenti via EA Sports Network. Nell’insaporire l’offerta attraverso curiose innovazioni social, quali l’opportunità di aderire al gruppo di supporto della propria squadra del cuore e contribuire così ad aumentarne la sua reputazione in ambito online.

Sono state inoltre applicate sostanziali modifiche alla sfera manageriale della modalità Carriera. D’ora in poi, tutti i novelli Mourinho non dovranno difatti limitarsi a schierare in campo un’equipe vincente, ma saranno anche impegnati ad occuparsi di fattori che esulano da rettangolo di gioco e campagna acquisti: oltre a curare l’aspetto emotivo di ogni singolo giocatore e la conseguente amalgama di squadra, essi dovranno ad esempio rilasciare dichiarazioni alla stampa alla vigilia di ogni partita, scegliendo accuratamente se rivolgere le proprie attenzioni all’avversario o magari agli stessi componenti del proprio team.

Ovviamente, ogni affermazione espressa in tal senso avrà conseguenze sulle motivazioni degli atleti e sull’atteggiamento di una dirigenza ora molto più attenta a valutare risultati maturati in campionato e coppe. Allo stesso tempo, vi saranno poi gli obblighi di gestire il vivaio Primavera, ingaggiare i migliori osservatori presenti sul mercato e spedirli in ogni angolo del globo al fine di individuare qualche stella nascente: faccende che, inutile a dirsi, contribuiscono a dilatare in modo esponenziale la longevità di un prodotto che, alla luce di risorse online quali multiplayer, co-op a 22 giocatori, Live Season e Ultimate Team vanterebbe già connotati eterni.

Cosa chiedere di più, allora, ad un prodotto che tra circa dieci mesi dovrà in ogni caso alzare ancora una volta la posta in palio? Difficile a dirsi. Si potrebbe magari suggerire un pizzico di attenzione aggiunta su dettagli comunque secondari, come una minor estensione dei boati della folla nei campi più piccoli, la possibilità di essere convocati anche in nazionale (sia in veste di giocatore che di allenatore) o l’arricchimento dell’opzione Professionista mediante l’introduzione delle medesime soluzioni concettuali introdotte da 2K Sports nel My Player Mode di NBA 2K11, con tanto di interviste dinamiche e relativo impatto su pubblico e compagni di squadra. Per il resto siamo di fronte ad un vero e proprio codice miracolo che, surclassando di netto il suo pur coriaceo predecessore, non può che sbaragliare, di rimando, ogni forma di concorrenza.