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Mini Ninjas

A metà fra cartoon e mito, i piccoli animali ninja si preparano all'assalto!

Voto WebNews
7,1
Data di uscita

25 Settembre 2009

Giudizi
  • Giocabilità6,5
  • Grafica8,0
  • Sonoro7,5
  • Longevità6,5
Pro

Dotato di uno stile indiscutibile, racconta un'avventura classica arricchita da elementi platform e di esplorazione

Contro

Ai giocatori navigati potrà apparire superficiale nel gameplay, così come un po' ripetitivo e scontato nel procedere dell'avventura

Di ,

Giocabilità

Mini Ninjas introduce il giocatore all’avventura tramite un breve tutorial, riservandosi tuttavia di mostrare al meglio le meccaniche di gioco direttamente strada facendo. La struttura è molto semplice e intuitiva, e poggia fermamente sui canoni del platform, potenziandone l’aspetto di esplorazione e combattimento.

La narrazione, pur non riservando particolari colpi di scena, riveste un’importanza specifica ed è perfettamente bilanciata con il procedere dell’azione: affrontando gli avversari ed esplorando i livelli di gioco, si assiste alla progressione della trama stessa, di pari passo alla crescita del personaggio che, via via, acquisisce nuovi incantesimi e nuove abilità da sfruttare in combattimento.

Il taglio rivolto ai videogiocatori più giovani emerge, invece, in diverse occasioni come quelle proposte dallo stesso tutorial in-game di Mini Ninjas, ad esempio, che tende a sottolineare le operazioni di base che un giocatore anche solo mediamente esperto farebbe d’intuito. Similmente, per evitare di disorientare in maniera eccessiva il giocatore, in qualunque momento è possibile attivare una sorta di “guida spirituale”, che si materializza in una freccia sopra la testa del personaggio: seguendo tale indicazione è possibile ritrovare la strada nel caso in cui ci si sia smarriti.

I livelli di gioco sfoggiano dimensioni decisamente generose, rappresentando quindi una sfida in sé: il giocatore deve contemporaneamente esplorarli per recuperare oggetti (e scovare tutti i templi disseminati sulla mappa, fondamentali per accedere a tecniche e incantesimi inediti), ma anche preoccuparsi della presenza ostile, spesso molto numerosa.

Parlando dei combattimenti, questi rivestono ovviamente un’importanza primaria nel procedere del gioco, ma impongono al giocatore un approccio ragionato. Non è il solo Hiro, infatti, ad essere controllabile, quindi bisogna imparare a utilizzare anche tutti gli altri mini ninja presenti. Questi, al di là di forza e velocità, si distinguono anche per la diversa arma utilizzata: da spade a lance, da archi ad artigli, le strategie di combattimento variano notevolmente.

Diventa però evidente, fin dopo qualche ora di gioco, che la possibilità di cambiare il proprio alter-ego rischia di diventare strettamente accessoria, se è vero che il più delle volte Hiro si pone come la scelta ideale e non è quindi richiesta una particolare attenzione nello il personaggio più adatto alla situazione…

Gettandosi nella mischia, ci si scontra, poi, con una sensibile imperfezione: il sistema di controllo non è infatti stato studiato per essere particolarmente semplice e intuitivo, motivo per cui un certo periodo di apprendistato è necessario per poterlo padroneggiare al meglio – volendo ovviamente evitare di ridurre il tutto a una casuale pressione selvaggia dei pulsanti. Superato il primo momento, gli scontri si rivelano comunque interessanti e, pur non godendo di sconvolgente profondità, gioco permette l’alternarsi di diverse tecniche, l’utilizzo combinato di salto e mosse speciali, nonché il lancio di incantesimi.

Le sfide più interessanti, in questo senso, sono sicuramente costituite dai boss di fine schema: questi si impongono come i veri ostacoli da superare in una situazione generale, il cui livello di difficoltà è il più delle volte livellato verso il basso. Molto scenografici, questi scontri finali richiedono solitamente di scoprire la tecnica di attacco usata dall’avversario, così da poter elaborare un’adeguata contromossa.

A variare leggermente tale formula intervengono piccoli passaggi in Quick Time Event, in cui diventa necessario premere correttamente le combinazioni di tasti che appaiono su schermo. Spettacolari anch’essi dal punto di vista scenografico, questi tratti di gioco rischiano però di diventare fin troppo ripetitivi, rubando spazio all’autonomia del giocatore nel decidere la propria strategia di combattimento.

Giudizio tecnico

Mini Ninjas si caratterizza per una fattura tecnica davvero originale: a metà fra poligonale e cel-shading, lo stile grafico si contraddistingue per un taglio originale e in grado di adattarsi perfettamente alla destinazione giovanile cui si rivolge.

I primi livelli presentano ambientazioni differenti, che puntano su soluzioni cromatiche sempre diverse. Le tinte sfumate che vanno a colorare gli elementi ambientali completano quel feeling quasi magico che cattura il giocatore e lo trascina in un mondo incantato. Tuttavia, dopo qualche ora, ci si accorge che la varietà dei livelli tende a scemare e, se è vero che durante tutto il gioco, sono disseminati piccoli capolavori ispirati alla pittura orientale, dopo aver superato al metà del gioco si cominciano a notare alcuni “riutilizzi”.

Molto particolare è la scelta morale fatta dagli sviluppatori: in pieno stile “Sonic”, durante il gioco non è mai possibile eliminare fisicamente un avversario, poiché sconfiggendolo gli si restituisce la natura animale precedente alla sua cattura da parte del demone. Gli effetti grafici sottolineano con cura questo passaggio, con piccole e graziose esplosioni, mai violente e che perfettamente si adattano a un pubblico molto giovane.

Bisogna comunque ribadire come il target giovane sia solo una parte dell’audience che Mini Ninjas è in grado di catturare: le graziose cut-scene, così come gli interessanti effetti speciali, concorrono a confezionare un gioco potenzialmente in grado di coinvolgere chiunque.

Infine, è impossibile non citare le splendide musiche di accompagnamento che riescono davvero a ricreare un’atmosfera sospesa e quasi mistica in grado di rendere indimenticabili le ore passate con Mini Ninjas.