QR code per la pagina originale

Parabellum

Un FPS gratuito che ci porta nel 2018, in una New York assediata dal terrorismo

Voto WebNews
NC
Data di uscita

Giudizi
Pro

Contro

Di ,

Anteprima

Il mondo dei videogiochi online si è da sempre distinto in due grandi gruppi, basati sul tipo di fruizione offerta ai giocatori: gratuita o a pagamento. Con l’andare del tempo sono nati moltissimi ibridi, quali le produzioni dall’accesso gratuito ma con “items” a pagamento, oppure quei videogiochi in cui il costo dello sviluppo è coperto da pubblicità inserite negli ambienti di gioco stessi.

È questo il caso di Parabellum, sparatutto MMO in sviluppo presso gli studi di Acony, una giovanissima software house tedesca che, per prima, ha avuto l’idea di utilizzare l’Unreal Engine per la creazione di un FPS totalmente gratuito. Idea senz’altro allettante, come dimostra l’interesse suscitato dalla prima beta avviata, e che potrebbe rivelarsi decisamente azzeccata se la casa di sviluppo saprà far tesoro dei numerosi consigli e suggerimenti raccolti.

L’ambientazione in cui Parabellum prende il via è un futuro molto prossimo: l’anno è infatti il 2018 e la diplomazia internazionale è messa a dura prova dal terrorismo. In realtà, la linea che separa legalità e illegalità si è, nel tempo, fatta sempre più sottile, fino a perdersi quasi del tutto. La giustizia è amministrata privatamente, con governi che si affidano a squadre speciali composte da mercenari, il più delle volte spietati.

Basti pensare, ad esempio, che in virtù dell’instabilità economica, anche il dollaro ha perso la sua autorevolezza e ogni mercenario pretende un pagamento in diamanti, ovviamente estratti illegalmente (e col sangue) nelle miniere centro-africane.

Il background narrativo è dunque molto cupo e opprimente, anche grazie alla capacità di raccontare nel dettaglio una situazione ormai insostenibile. In tutto ciò, il giocatore prende parte alla battaglia al terrorismo, partendo da New York, megalopoli particolarmente bersagliata da un oscuro gruppo criminale autodefinitosi “Novembre Nero”.

La guerra è però cosa ormai ben diversa dai classici scontri epocali del passato e, in realtà, si differenzia anche dai raid tattici. Il tutto è affidato a spietati professionisti che si occupano di affrontare e risolvere il problema direttamente nel cuore della città, muovendosi tra palazzi, automobili e passanti.

In quanto a questo, la realizzazione grafica di modelli e ambienti beneficia in maniera evidente della versatilità dell’Unreal Engine, restituendo situazioni belliche realistiche e ben disegnate, seppur con certi limiti rispetto alle produzioni di maggiore rilievo. È del resto inteso che budget e personale a disposizione per Parabellum siano ben diversi rispetto a quelli impiegati in un qualsiasi Call of Duty – motivo per cui si accoglie più che benevolmente l’approccio di semplificazione adottato.

La stessa scelta, votata alla semplificazioni di alcuni aspetti, è stata poi compiuta dal team anche a livello di gameplay. L’intenzione sembra dunque quella di offrire un videogioco in grado di divertire in maniera immediata, grazie a meccaniche facilmente assimilabili e non particolarmente profonde, che fanno di semplicità e intuitività il loro cavallo di battaglia.

Con ciò non si intende certo dire che ci sarà poca scelta in quanto a modalità di gioco, anzi. Totalmente votato al multiplayer, Parabellum offre molte differenti opzioni in grado di accontentare tutti, da chi cerca una partita rapida a chi, invece, vuole qualcosa di più corposo. Le diverse battaglie di carattere cittadino si sviluppano su mappe piuttosto articolate, che presentano sempre molteplici vie d’accesso allo stesso obiettivo, in grado di tradursi in diverse strategie d’attacco per centrare il bersaglio.

Ognuna di queste missioni rientra nell’ambito di una campagna di più ampio respiro, dove ogni scontro ha un proprio peso nel determinare le sorti generali della carriera dei giocatori. In quanto a questi, ogni partecipante potrà guadagnare punti esperienza completando le varie missioni e crescere così di livello accedendo a nuove funzioni – nonché alla possibilità di sbloccare armi ed equipaggiamenti.

Nello specifico, le modalità di Parabellum partono dalla menzionata Campagna per passare poi al classico TDM (Team Death Match) in cui due squadre si affrontano in una stessa mappa. Sono previste poi missioni in stile “Search and Destroy”, mentre due ulteriori modalità (definite MMO Areas e Virtual Headquarter) dovrebbero rendersi disponibili solo in un prossimo futuro.

Uno degli aspetti più curati è, ovviamente trattandosi di un MMO, quello legato all’aspetto sociale. Oltre al sistema di chat con cui i vari giocatori possono comunicare tra loro, è previsto un approfondito sistema di statistiche in grado di classificare i giocatori in base a una lunga serie di parametri (mappe giocate, uccisioni compiute, preferenze d’arma, ecc.) utili oltretutto per il sistema di match-making, che attinge direttamente a questi dati per organizzare scontri equilibrati.

Porta aperta anche alla personalizzazione, altro aspetto particolarmente approfondito: sono previste infinite combinazioni di personaggio, così come la possibilità di scegliere un avatar maschile o femminile, da personalizzare poi con uno degli stili estetici presenti. Allo stesso modo, anche le armi godono di un vasto ventaglio di modifiche, che possono arrivare a coinvolgere anche accessori vari come puntatori laser, silenziatori o mirini telescopici.

Le premesse ci fanno dunque ben sperare in un gioco in grado di unire un’accessibilità pressoché totale (vista la mancanza di una qualsiasi forma di pagamento) a idee interessanti che, pur non offrendo nulla di particolarmente originale, sembrano comunque molto attuali e, quel che più importa, divertenti alla prova dei fatti. In attesa della versione finale di Parabellum è possibile scaricare e provare la Beta attualmente in corso.