QR code per la pagina originale

Dark Souls

Un'esperienza fantasy cupa e coraggiosamente borderline

Voto WebNews
9,1
Data di uscita

6 Ottobre 2011

Giudizi
  • Giocabilità9,0
  • Grafica8,9
  • Sonoro9,4
  • Multiplayer8,5
  • Longevità9,6
Pro

Spettacolare sotto il profilo artistico e graziato da un sistema di gioco ostico ma appagante, che trova la sua ragion d'essere in una forma originale di multiplayer cooperativo.

Contro

Difficile e volutamente punitivo, Dark Souls non si concede volentieri al giocatore occasionale. Anzi, lo maltratta e allontana in favore di chi sa coglierne realmente l'essenza di action GdR impegnativo ed elitario.

Di ,

Trama

Dark Souls, anche noto in fase di sviluppo con il nome in codice di Project Dark, è l’ultima opera targata From Software, distribuita in Europa da Namco Bandai. Il team di sviluppo che ne ha curato la realizzazione è lo stesso che si è occupato anche di Demon’s Souls e prima ancora di King’s Field. From Software si è spesso distinta per l’originalità dei suoi titoli, dimostrando di saper intraprendere con coraggio strade rischiose.

Coloro che hanno giocato, ad esempio, Demon’s Souls, ne ricorderanno con amore e odio il crudele bilanciamento della difficoltà, trasformato dagli sviluppatori nel fiore all’occhiello di un prodotto decisamente atipico. Allo stesso modo, Dark Souls si presenta al giocatore occasionale come un titolo virtualmente proibitivo, a causa del suo masochistico livello di difficoltà.

La formula di gioco è quella di un ottimo GdR action, capace di coinvolgere l’appassionato di fantasy con un attraente universo di gioco completamente aperto alla sperimentazione. Ognuno sarà libero di tentare la sua strada, affrontando come meglio crede le avversità che lo attendono. L’estrema libertà d’approccio è comunque vincolata ad un sistema di salvataggio che consente di ripartire da una zona ragionevolmente sicura, avendo recuperato incantesimi, oggetti e punti ferita.

Nello specifico, i checkpoint sono stati mascherati da piccoli accampamenti, nei quali per salvare i progressi è opportuno accendere un fuoco. La dislocazione di tali punti di respawn permette di scegliere strategicamente da dove riprendere le redini della partita in caso di morte… e vi assicuro che, inizialmente, capiterà assai spesso.

Non c’è più uno hub centrale, un luogo assolutamente sicuro dove potersi rifugiare, ma l’ambiente è ricco di segreti che, ogni volta si ricomincerà a giocare, assicureranno una chance in più di scovare strade e scorciatoie particolarmente vantaggiose per esplorare più efficacemente il mondo oscuro e inquietante di Dark Souls.

Il concept di base è quello tipico dei dungeon crawlers, elevato a potenza e condito da una pletora di nemici assolutamente letali, talvolta fin troppo! Se però il livello di difficoltà può risultare proibitivo per molti, è altrettanto vero che gli appassionati del precedente episodio e, più in generale, i fan di questo genere di giochi accoglieranno ogni sconfitta come un incentivo a migliorare le proprie abilità e le proprie tattiche di combattimento.

Un esempio delle dinamiche rinnovate di gameplay, rispetto al predecessore Demon’s Souls, riguarda il fatto che la possibilità di lanciare incantesimi non è più legata ad una quantità di mana auto-rigenerante, ma assoggettata ad un numero limitato di evocazioni. Per questa ragione, Dark Souls risulta molto più rischioso da affrontare, obbligandovi a scendere in campo aperto con la vostra arma preferita e, possibilmente, un buono scudo a disposizione.

L’equipaggiamento non è vincolato dalla classe scelta, poiché le statistiche del personaggio si evolvono in base al vostro stile di gioco e possono essere piegate a particolari esigenze, assecondando necessità e desideri di ognuno. Questo non significa che la magia giochi un ruolo marginale in Dark Souls, ma solo che non può essere più usata indiscriminatamente, costringendovi a riposare in un accampamento per ripristinare il numero di incantesimi che è possibile lanciare.

Ciò che non vi ho ancora svelato è che, con un pizzico di sadismo, gli sviluppatori hanno pensato bene di riesumare tutti i nemici appena uccisi ogni volta che vi fermerete a riposare. Se da un lato questo potrebbe sembrarvi una soluzione scellerata, dall’altro rientra chiaramente nell’ottica di fornire sempre nuova carne da flagellare per salire di livello e ottenere anime, utili a migliorare le caratteristiche del proprio eroe.

A queste dinamiche di gioco si unisce un’intelligente e intrigante implementazione del multiplayer cooperativo, platealmente incoraggiato dagli stessi sviluppatori, che ne hanno perfino previsto l’estrema necessità in determinate situazioni. Dark Souls è sostanzialmente concepito intorno alla sua stessa community, spingendovi ad affidarvi ai fantasmi degli altri giocatori pur di apprendere segreti, strategie, indicazioni su dove scovare armi rare e oggetti speciali.

L’aspetto cooperativo di Dark Souls è il suo maggior valore, trasformando un titolo potenzialmente ingiocabile in un’esperienza unica, alla quale prendono parte sincronicamente le gesta di tutti coloro che stanno affrontando l’avventura, lasciando indizi ai propri compagni anche solo attraverso una macchia di sangue, la quale cela in sé gli ultimi istanti di vita della sfortunata vittima e i segreti degli aggressori nascosti poco più avanti.

Alla fine dei conti, senza nemmeno dedicarsi all’esplorazione sistematica, Dark Souls ha da offrire almeno una sessantina abbondante di ore di gioco. La sua unica pecca è una componente tecnica leggermente claudicante sul versante della pura performance del motore grafico, che spesso si concede qualche calo di frame rate di troppo. Nulla, tuttavia, in confronto al maestoso lavoro di level design e alla spettacolare caratterizzazione dark fantasy delle creature che popolano il mondo teorizzato da From Software.