QR code per la pagina originale

Red Faction: Armageddon

Volition sacrifica struttura aperta e sandbox sull'altare dell'action shooter

Voto WebNews
8,0
Data di uscita

10 Giugno 2011

Giudizi
  • Giocabilità8,5
  • Grafica8,5
  • Sonoro7,5
  • Multiplayer7,5
  • Longevità8,0
Pro

Motore fisico duttile e interazione con i fondali notevole. Comparto grafico generalmente valido. Sistema di controllo e reattività dei comandi ben collaudati. Efficace il sistema di rimodellazione degli scenari.

Contro

Plot narrativo troppo lineare. Concept ridimensionato rispetto a Guerrilla. Sezioni a bordo di veicoli poco incisive, ambientazione poco varia e carenza di Side Quest.

Di ,

Trama

Realizzato dal team Volition sotto la guida di THQ, Red Faction Armageddon ci riporta sulla vermiglia superficie di Marte per prendere parte a un nuovo capitolo della giovane storia di un pianeta che cela ancora molti segreti agli occhi dei suoi colonizzatori. Mentre sulla superficie continua infatti a impazzare l’atavico conflitto tra classe operaia e autorità dirigente, i bellicosi Discepoli guidati dal criptico Adam Hale tramano nelle viscere della terra, pronti a sferrare un colpo mortale all’invasore umano.

Svestiti i consunti panni di Alec Mason, protagonista del precedente capitolo della saga, ci troviamo ora a interpretare il suo indomito nipote Darius: ribelle dal passato tumultuoso, costretto suo malgrado a far da prima linea nell’inatteso confronto con i summenzionati indigeni.

 

Tanto esile quanto efficace, questo incipit alimenta una serrata avventura all action, il cui ritmo viene scandito da gradevoli cut scene. Nell’arco delle otto-dieci ore costituenti la stessa, i fan della serie ritroveranno molti dei suoi elementi distintivi, ai quali sono state frapposte diverse novità di rilievo. Al consueto, straordiario coefficiente di interazione con fondali e architetture di scena, corrisponde ad esempio l’abolizione della struttura sandbox abbracciata dal precedente Red Faction Guerrilla: una soluzione inattesa che, pur rischiando di scontentare i giocatori più esigenti, finisce col conferire nuova verve al franchise.

Suggerita probabilmente dalla nuova, claustrofobica ambientazione sotterranea, la struttura di gioco non si traduce, comunque, nella sola rottamazione della visuale in terza persona, ma anche nell’adozione di un gameplay dalla marcata anima shooter che strizza ben più di un occhio al coriaceo Gears of War. Benché permanga la possibilità di sfruttare veicoli ed esoscheletri robotici, o l’opportunità di esplorare aree di gioco più ampie, l’azione su schermo si limita pertanto a seguire binari alquanto lineari, che rispecchiano obiettivi precisi ed escludono quasi del tutto la presenza di side quest o sezioni free roaming. Questa esemplificazione degli schemi di gioco incorpora anche una nuova prospettiva a spalla, la quale favorisce uno spettacolo visivo notevole, in cui effetti particellari molto efficaci e character design piuttosto ispirato la fanno da padrone.

 

Per la prima volta nella sua storia, Red Faction non vive peraltro di sola distruzione: grazie all’impiego di un avveniristico nano-proiettore da braccio, Darius può difatti utilizzare l’energia cinetica per ricostruire ogni porzione di scenario andata distrutta negli scontri a fuoco, come pure riparare ponteggi e strutture dissestate. L’introduzione di questo elemento arricchisce sensibilmente la dinamica delle sparatorie, concedendo ai giocatori l’opportunità di innalzare barriere improvvisate sfruttando i detriti presenti in scena: tutto ciò senza contare la parallela chance di utilizzare detta energia in termini offensivi, proiettando possenti onde d’urto contro i nemici.

Benché proposte del genere siano state già implementate da altri titoli a tema, va senz’altro sottolineata la cura riservata dai ragazzi di Volition all’ottimizzazione di queste meccaniche: vi assicuriamo, infatti, che avere la possibilità di modellare gli scenari con tanta libertà è cosa davvero rara… oltre che estremamente appagante. Orbitando intorno al concetto di appagamento, è impossibile non fare a questo punto accenno al feedback legato all’uso delle armi: a prescindere dal fucile utilizzato si ha, in pratica, la sensazione di recar sempre danni effettivi ad avversari e ambienti ed è quasi pleonastico sottolineare quanto questa impressione aumenti colpendo ogni sorta di superficie col pesante martello di cui Darius dispone.

Tecnicamente solido, con framerate costante, modelli poligonali proporzionati, effetti di illuminazione convincenti e texture di buona fattura, Red Faction: Armageddon non fatica a guadagnarsi una piena promozione, che avrebbe potuto trasformarsi addirittura in celebrazione se il gioco avesse conservato un pizzico dell’anima free roaming propria del suo precursore. Con un ambientazione più varia, il parallelo supporto di un reparto sonoro meno ordinario e la permanenza di una natura open world, il prodotto avrebbe potuto difatti vantare uno spessore persino maggiore… Fortuna che ad arricchire l’offerta sopraggiungano infine una divertente modalità co-op a 4 giocatori e la spassosa opzione Distruggi Tutto.