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Soulcalibur IV

Tecnicamente impeccabile, offre il divertimento dei suoi predecessori ma in più?

Voto WebNews
8,2
Data di uscita

Giudizi
  • Giocabilità8,0
  • Grafica9,5
  • Sonoro8,0
  • Multiplayer8,0
  • Longevità7,5
Pro

Una realizzazione tecnica eccelsa e un grande impatto audiovisivo. Ottima la modalità online, sia su 360 che su PS3

Contro

Poco bilanciati i personaggi esclusivi, in particolare Yoda. Forse troppo permissivo il sistema di combattimento

Di ,

Giocabilità

Che siate degli spadaccini provetti o dei combattenti alle prime armi, Soulcalibur IV si presenta come un titolo generoso di contenuti e modalità di gioco. Oltre trenta personaggi, splendidi e numerosi stage nei quali combattere e una pioggia di contenuti sbloccabili sono sufficienti a tenere impegnato per un bel po’ di tempo chiunque decida di dedicarsi all’arte della spada.

Le opzioni a disposizione del giocatore singolo prevedono la classica Storia, un approccio veloce Arcade, una modalità a missioni denominata Torre delle Anime e, infine, l’imprescindibile sessione di Allenamento.

Curiosamente, rispetto a Soulcalibur III, in cui le sequenze di intermezzo animate avevano assunto un ruolo fondamentale, la modalità Storia di Soulcalibur IV risulta veloce, immediata e praticamente priva di interludi. Solo il filmato finale, realizzato con l’incredibile motore di gioco, è lì a raccontare brevemente le gesta del protagonista scelto.

Gli scontri sono stati riconcettualizzati: non più round al meglio dei tre, ma combattimenti in sequenza con anche più di un avversario per volta (proponendo fra le schiere nemiche anche personaggi non standard, realizzati dagli sviluppatori tramite l’imponente editor integrato nel gioco).

L’esperienza Storia è quindi ben distinta da quella garantita dall’opzione Arcade, ma stranamente si percepisce il desiderio di soffermarsi meno sulle vicende dei personaggi e più sul combattimento puro.

Anche la Torre delle Anime non prevede alcuna contestualizzazione di tipo narrativo: le missioni sono gettate lì in ordine, starà a voi riuscire a superarle adempiendo specifici compiti pur di ottenere i tesori “nascosti” in ogni livello.

Per quanto riguarda il multiplayer, l’opzione Versus è pronta a soddisfare i desideri di chi voglia scontrarsi con un amico o di chi senta la necessità di un paio di sessioni di gioco veloci, senza passare necessariamente dalla modalità Arcade. Qualsiasi sfida deciderete di affrontare, i risultati verranno convertiti in denaro nell’universo di gioco; oro, per la precisione, che potrà essere investito nell’acquisto di contenuti extra nel Museo o di armature, oggetti e armi da utilizzare nel completo editor di Creazione Personaggio.

Completo si fa per dire, perché la libertà di personalizzazione è decisamente inferiore rispetto al precedente Soulcalibur III per PlayStation 2. A parziale discolpa del team di sviluppo, c’è da ammettere che impiegare modelli in Alta Definizione ha tutto un altro peso in termini di mole di lavoro per la creazione del materiale, ma soprattutto è molto più impegnativo evitare che le più improbabili combinazioni di abbigliamento possano creare problemi di compenetrazione fra poligoni… decisamente molto più evidenti in HD.

Supponendo che le restrizioni applicate all’editor dei combattenti siano state intenzionali, c’è un altro ragionevole motivo alla base di questa sommaria semplificazione: la modalità di gioco online. Soulcalibur IV è il primo della serie ad offrire questa opportunità e lo fa in grande stile, supportandola egregiamente sia su Xbox Live che su PlayStation Network. Di certo una quantità eccessiva di variabili nella creazione di un combattente personalizzato avrebbe reso la gestione del net-code praticamente impossibile.

Detto questo, non rimane che affrontare la spinosa questione dei nuovi personaggi esclusivi, direttamente dall’universo filmico di Guerre Stellari: Darth Vader per la versione PS3, Yoda per l’edizione 360. Non contenti di aver fatto collidere due realtà così distanti, in un impeto incontrollabile di cross-marketing è stato inserito anche un combattente comune alle due edizioni, l’Apprendista protagonista del recente Star Wars: The Force Unleashed.

Darth Vader, dotato di un set di mosse caratteristico e molto ben equilibrato, è colui che meglio si integra nel sistema di combattimento di Soulcalibur IV. L’Apprendista, sebbene in grado di effettuare un paio di mosse fuori parametro grazie all’uso della Forza, è un cosiddetto border-line e rasenta di poco la soglia del cattivo bilanciamento. Yoda, terribile esclusiva 360, è invece un personaggio completamente fuori parametro per via della sua agilità e delle sue dimensioni. Uno spropositato numero di colpi gli transita immancabilmente sopra la testolina verde e pelosa, qualsiasi presa non ha effetto su di lui… persino approntando uno scontro alla pari, Yoda contro Yoda, è impossibile afferrare l’avversario. È ovvio che il piccolo Maestro Jedi è stato pensato per essere virtualmente imbattibile, ma non è un piacere incontrare in uno scontro classificato online un avversario come lui. Peccato, perché tutto l’ottimo lavoro di bilanciamento dei personaggi storici della serie è praticamente annullato dalla presenza di questo innaturale concentrato di Midi-chlorian.

Giudizio tecnico

Esteticamente e tecnicamente parlando, Soulcalibur IV è ineccepibile. La presenza di due soli personaggi su schermo ha storicamente agevolato la realizzazione tecnica dei picchiaduro, ma questo gioco ha una resa veramente eccezionale per merito del possente engine grafico proprietario, affiancato dall’Havok per la gestione della fisica.

Il design dei personaggi è ricercato, le armature risplendono realisticamente, i bagliori delle armi e le scintille degli impatti accecano e ipnotizzano. I volti sono curatissimi ed espressivi, la muscolatura dei combattenti di sesso maschile è possente e naturale, le curve sinuose delle protagoniste fanno invidia a un trattato di anatomia… Tutto perfetto? Quasi.

In questo quadro di eccellenza semi-assoluta alcune piccole imperfezioni risaltano più del dovuto: le splendide mani che stringono le armi presenti nel gioco non riescono in alcun modo ad assecondare i profili delle else o delle impugnature di asce e martelli da guerra. Spesso capita di osservare dita che svaniscono all’interno della struttura poligonale dell’arma impugnata, soprattutto a combattimento ultimato, quando la telecamera inquadra da vicino il nostro splendido alter ego virtuale.

Ultimo problemino di Soulcalibur IV è relativo a un aspetto tecnico del sistema di combattimento, fin troppo permissivo nei confronti di giocatori dediti al cosiddetto button mashing (la pressione disordinata e compulsiva dei tasti sul Pad). Chiunque abbia al suo servizio combattenti veloci e potenti come Kilik o Maxi, anche se privo di qualsiasi esperienza, è in grado di competere tranquillamente online e di accedere alla quasi totalità del gioco… con buona pace dei virtuosi che hanno imparato a memoria tutte le combinazioni di tasti e i tempi di esecuzione necessari a eseguire le mosse più efficaci. Una cosa è certa, Soulcalibur IV è un gioco accessibile a tutti.