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Tom Clancy’s Splinter Cell 3D

L'esordio dell'agente segreto Sam Fisher su Nintendo 3DS non è dei migliori

Voto WebNews
6,3
Data di uscita

25 Marzo 2011

Giudizi
  • Giocabilità4,5
  • Grafica6,5
  • Sonoro8,0
  • Longevità6,0
Pro

Il sistema di comunicazione degli obiettivi di Conviction. Doppiaggio eccellente.

Contro

Controlli pessimi. Niente multiplayer. Sistema di checkpoint poco adatto a una console portatile.

Di ,

Trama

Per cercare di guadagnare il massimo con il minimo sforzo, Ubisoft si presenta al lancio del Nintendo 3DS con la conversione di Splinter Cell: Chaos Theory, titolo uscito nel 2005 su PlayStation 2, Xbox e GameCube, già convertito in precedenza per il DS classico.

Il risultato è un gioco incapace di sfruttare le numerose qualità della nuova console Nintendo, penalizzato ulteriormente da un sistema di controllo goffo e impacciato. L’assenza del secondo stick analogico, fatale per molte conversioni da PS2 a PSP, colpisce anche in questa particolare occasione, visto che la scelta di affidare il controllo della telecamera ai quattro tasti frontali della console non si rivela essere una soluzione convincente.

Sebbene il grosso del gioco sia praticamente identico a Chaos Theory (stessa trama, stessi filmati, stesse strategie da adottare nelle varie missioni), i programmatori hanno cercato di inserire in Splinter Cell 3D qualche piccola aggiunta, per mitigare il disappunto scatenato da questa operazione commerciale.

La prima novità è rappresentata dal sistema di comunicazione degli obiettivi (e dei consigli del tutorial) sviluppato per Splinter Cell Conviction, che in pratica fa apparire le scritte del caso sui muri dei livelli. Il risultato, già convincente in Conviction, si rivela piacevole e coreografico anche in questa occasione, a conferma della bontà dell’idea originale.

Le altre novità importanti riguardano il sistema di salvataggio (non più libero ma tristemente legato a checkpoint predefiniti), la presenza di un nuovo visore capace di mostrare gli elementi interattivi dei livelli e, probabilmente l’idea più interessante, la possibilità di muovere la telecamera ottica semplicemente spostando la console.

A livello grafico il gioco è sufficiente, anche se non sfrutta affatto le capacità del nuovo hardware Nintendo. Lo stesso 3D, infatti, convince solo quando si percorrono passaggi particolarmente angusti, nei quali i muri si avvicinano tra loro con un ottimo effetto tridimensionale. Il resto è offuscato dagli onnipresenti riflessi favoriti dalle ambientazioni volutamente scure del gioco.

L’unico elemento davvero convincente è rappresentato dal doppiaggio italiano, lo stesso che avevamo avuto il piacere di apprezzare su Xbox, PS2 e GameCube, impreziosito dall’ottima interpretazione di Luca Ward nei panni di Sam Fisher.

L’assenza della piacevole modalità multiplayer che accompagnava la versione originale di Chaos Theory, infine, è il colpo di grazia che ci costringe a considerare Splinter Cell 3D uno dei titoli meno convincenti nella line-up di lancio del Nintendo 3DS.