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Steel Diver

Una piccola e originale perla di mare in un oceano di conversioni e riedizioni

Voto WebNews
8,0
Data di uscita

6 Maggio 2011

Giudizi
  • Giocabilità8,4
  • Grafica8,8
  • Sonoro7,9
  • Multiplayer7,0
  • Longevità8,0
Pro

Un mix coraggioso di simulazione, strategia e azione, che non mancherà di stregare gli orgogliosi possessori di un Nintendo 3DS con il suo stile unico!

Contro

Tarato pericolosamente su un'esperienza di gioco mordi e fuggi, che dai giocatori più esigenti potrebbe essere fraintesa con una limitata longevità.

Di ,

Trama

Finalmente Steel Diver arriva anche nel vecchio continente, portando con sé un carico di idee innovative, con una struttura di gioco decisamente originale e a misura di Nintendo 3DS. Finalmente, perché in America questo gioco ha fatto parte della line-up di lancio Nintendo, andando a collocarsi accanto al validissimo (e sottovalutato) Pilotwings Resort, in termini di bilanciamento ed esperienza di gioco. La formula è un particolare mix di elementi action, conditi con un pizzico di simulazione e una spolverata di strategia.

Le modalità di gioco sono essenzialmente quattro, anche se nel menu troverete solo tre voci: Velocità, Precisione e Strategia. Partiamo dall’ultima opzione, che vi presenterà una variante della classica battaglia navale. Le regole sono molto semplici e prevedono lo spostamento di diverse unità navali su una griglia suddivisa in due aree di pertinenza. Solo il sommergibile è in grado di esplorare la zona avversaria, individuando con precisione le navi con l’uso del sonar. Turni alterni scandiscono il ritmo di gioco. Vince chi affonda il sottomarino avversario o elimina le navi cargo nemiche (le uniche pedine di gioco indifese, che devono essere tutelate a tutti costi). Sono previste nove mappe di gioco, di cui solo tre disponibili inizialmente, e una modalità a due giocatori tramite connessione WiFi ad hoc con un altro Nintendo 3DS.

L’opzione Precisione offre tre scenari diversi nei quali mettere in pratica le vostre doti di addetti al periscopio, esercitandovi per rendere al meglio durante le sessioni in soggettiva proposte nella modalità principale di gioco, ovvero l’opzione Velocità. Al termine delle missioni vere e proprie verrete, infatti, sbalzati all’interno del vostro sottomarino, e il 3DS si trasformerà magicamente nel periscopio con il quale identificare la traiettoria e la velocità delle navi nemiche, per poi sganciare sapientemente un paio di siluri ben assestati.

Tali sessioni sono a tempo determinato e hanno la valenza di fasi bonus. L’unica nota negativa (a seconda dei punti di vista) di questa originale modalità è che per avere la massima manovrabilità sia necessario scattare realmente in piedi. Non è possibile fare altrimenti, a meno che non vogliate torcervi sul posto, mettendo a dura prova l’elasticità della vostra colonna vertebrale.

Nelle sessioni al periscopio è stata inserita anche una minima componente di collezionismo: affondando navi o sommergibili nemici verrete ricompensati con nuove decalcomanie, da applicare successivamente sugli scafi dei tre sommergibili a disposizione. Le opzioni di personalizzazione si riducono a questa piccola variante visiva, ma gratificano sufficientemente il giocatore grazie alla quantità di modelli che si renderanno gradualmente disponibili.

Infine, parliamo della vera e portata principale di Steel Diver, composta da due modalità distinte di gioco (per questo ne abbiamo conteggiate quattro) che vi permetteranno di mettere alla prova al vostra abilità di comandanti. Accedendo all’opzione Velocità, potrete scegliere fra le Missioni e la Sfida contro il tempo. Le prime sono sette, di cui le ultime due inizialmente inaccessibili. La Missione 0 è solo un tutorial per prendere dimestichezza con l’atipico sistema di controllo.

La caratteristica peculiare di Steel Diver risiede proprio nella scelta di affidare la manovrabilità e l’arsenale del sottomarino selezionato a un sistema di leve e interruttori virtuali, visualizzati sullo schermo inferiore del 3DS. Niente slide-pad, né croce direzionale, né tasti! Tutto verrà gestito con il pennino alla mano, impostando la velocità e la direzione di navigazione, nonché di emersione o immersione, con sapienti tocchi sul touchscreen. Una scelta che per molti potrà essere disorientante, ma che dona a Steel Diver una forte identità e lo rende un prodotto realmente originale.

I sommergibili a disposizione sono tre, come già accennato, ognuno dotato di caratteristiche diverse di manovrabilità, velocità e armamento. Tale gamma di mezzi lascia subito pensare, a ragione, a tre diversi livelli di difficoltà. Eppure, con il tempo, scoprirete che non c’è un mezzo particolarmente più efficiente dell’altro e ognuno, a prescindere dalle vostre doti di capitano, può rivelarsi maggiormente indicato nel contesto di determinate missioni. Ognuna di esse, infatti, prevede di essere giocata con tutti e tre i sottomarini.

Le Sfide contro il tempo sono un piacevole diversivo, incentrate su percorsi a ostacoli da completare nel minor tempo possibile. Nulla di trascendentale, ma gli otto livelli proposti, di difficoltà crescente, vi terranno occupati per un bel po’ nel tentativo di battere soprattutto il ghost di un velocissimo sottomarino (presente anche nelle missioni, se attivato). La longevità, insomma, è assicurata. Anche se, è doveroso segnalarlo, i tempi di gioco sono tarati anche sulla limitata autonomia del Nintendo 3DS. Insomma, Steel Diver è un gioco da assaporare a fondo, ma con parsimonia.

E se dovesse prendervi così tanto da non staccarvi più dallo schermo? “Capitano! Non dimenticare di prenderti una pausa ogni tanto!” è la frase che vi ricorderà di fare una sosta di qualche minuto di tanto in tanto. Una costante in tutti i titoli Nintendo che abbiamo provato su 3DS, la quale lascia intuire quanto sia importante per l’azienda di Kyoto salvaguardare la vista degli utenti… e salvaguardarsi da qualche vertenza, a causa di una manciata di diottrie perse a causa di un eccessivo affaticamento visivo.

La realizzazione tecnica di Steel Diver è molto buona, offrendo una resa auto-stereoscopica impeccabile anche settando al massimo lo slider 3D della console. La grafica è ricca di dettagli, pur mantenendo uno stile pulito ed essenziale. Nel complesso, l’impatto è molto simile a un capolavoro del passato: In the Hunt (Irem, 1993). Solo che Steel Diver offre una giocabilità del tutto diversa, incentrata più su una simulazione che su un action vero e proprio.