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The Cursed Crusade

Esito infausto per l'ambiziosa crociata di Atlus

Voto WebNews
5,8
Data di uscita

21 Ottobre 2011

Giudizi
  • Giocabilità5,5
  • Grafica5,5
  • Sonoro6,5
  • Multiplayer5,0
  • Longevità6,5
Pro

Ambientazione affascinante. Sistema di gioco potenzialmente valido. Trama intrigante ma sviluppata in modo superficiale. 150 armi e potenziamenti. Longevità soddisfacente.

Contro

Diverse problematiche di ordine tecnico: routine di animazioni poco affinate, cali di framerate e soventi episodi di tearing. Sistema di controllo non molto reattivo. Gameplay caotico, specialmente in co-op.

Di ,

Trama

Grazie allo straordinario successo registrato negli ultimi anni dalla saga di Assassin’s Creed, quello delle crociate è divenuto uno dei temi più gettonati del business videoludico, il che ha logicamente favorito una copiosa ondata di titoli ad esso ispirati. Sviluppato da Kylotonn Entertainment per Atlus, The Cursed Crusade si propone di arricchire questo filone fornendo all’utenza una fantasiosa rilettura del periodo storico in questione, nell’ambito della quale il mercenario Esteban Noviembre e il templare Denz si troveranno a fronteggiare non soltanto le affilate armi dei saraceni, ma anche le conseguenze di una diabolica maledizione pendente sul proprio capo.

Forte di un concept potenzialmente ricco, in cui soluzioni hack ‘n slash vanno integrandosi ad una robusta intelaiatura RPG, il gioco palesa sin da subito la volontà di rappresentare gli scontri con piglio realistico: da qui la possibilità di impugnare ben 150 armi differenti e l’opportunità di affinare il repertorio offensivo dell’alter ego selezionato mediante l’accumulo di punti esperienza.

Per quanto apprezzabili, gli sforzi effettuati dagli sviluppatori in tal senso, risultano tuttavia compromessi da svariate problematiche di ordine tecnico. Al di là di sbavature relativamente veniali quali compenetrazioni di poligoni ed episodi di tearing, emergono difatti evidenti i limiti di un reparto animazioni afflitto da routine disorganiche e talvolta scattose, le quali non possono che appesantire oltremodo un sistema di combattimento già in parte intaccato dalla scarsa reattività dei comandi. Ne deriva un gameplay essenzialmente caotico, in cui il giocatore finisce ben presto col sacrificare ogni velleità strategica per abbandonarsi ad un approccio molto più rozzo.

Questo difetto assume chiaramente toni più acuti se rapportato all’esperienza co-op a due giocatori: sia in modalità offline che online, il tutto tende in effetti a ridursi ad una semplicistica meleè da balera, viziata per giunta da soventi cali di framerate.

Nel tentativo di salvare The Cursed Crusade da una debacle altrimenti dolorosa, sarebbero potuti facilmente intervenire scenari evocativi e modelli poligonali se non altro ben assemblati. Peccato che, anche in questo campo, il lavoro dei grafici risulti minato dall’impiego di texture fin troppo piatte ed effetti particellari non esattamente all’ultimo grido.

Svanita anche quest’opportunità di riscatto non resta pertanto che aggrapparsi ad un comparto sonoro quanto meno provvido di accattivanti melodie e ad un coefficiente di longevità non certo esiguo. Certo, non sappiamo quanti giocatori saranno disposti a portare a termine l’avventura o a potenziare le abilità del proprio alter ego sino al limite previsto: sta di fatto che chi si attendeva da The Cursed Crusade un novello Demon’s Souls non potrà che restare profondamente deluso.