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The Witcher 2: Assassins of Kings

Dopo quattro anni, Geralt di Rivia torna su PC in grande stile

Voto WebNews
9,5
Data di uscita

17 Maggio 2011

Giudizi
  • Giocabilità9,5
  • Grafica9,8
  • Sonoro9,2
  • Longevità9,5
Pro

Narrazione intrigante e matura, combattimenti dinamici e impegnativi, scelte fortemente incisive sul corso della trama, esperienza visiva impressionante.

Contro

Requisiti hardware elevati, qualche piccolo problema grafico.

Di ,

Trama

Nel 2007 la software house polacca CD Projekt fece un piccolo miracolo. Giungendo in punta di piedi nell’affollato marasma videoludico, si fece subito notare grazie allo sviluppo di The Witcher: un gioco di ruolo maturo e di qualità, in grado di competere con le maggiori produzioni dei giganti del settore. Tale successo fu dovuto soprattutto alla presenza di un’ambientazione di gioco dark-fantasy intrigante e sfaccettata, presa in prestito dai romanzi della “Saga Witcher” scritta da Andrzej Sapkowski. Le gesta di Geralt di Rivia fecero breccia nel cuore di migliaia di appassionati e, dopo quasi quattro anni dalla sua prima apparizione sugli scaffali dei negozi, il cacciatore canuto è tornato più in forma che mai.

The Witcher 2 si colloca cronologicamente due mesi dopo gli eventi del primo capitolo. Il regno di Temeria riversa in una complessa e precaria situazione socio-politica, nella quale l’albino protagonista viene chiamato, suo malgrado, a intervenire in prima persona. A minacciare ulteriormente lo status quo ci pensa un gruppo di assassini che sta sterminando uno ad uno i sovrani dei Regni del Nord, i quali, senza una testa coronata, cadono inevitabilmente nel degrado e nella delinquenza.

La narrazione prende il via con un lungo flashback (analogamente a Dragon Age 2), nel quale viene fatta un po’ di chiarezza sulla condizione di Temeria e sulla figura di Re Foltest, oltre a fare da legante fra il primo ed il secondo capitolo. La retrospezione termina con la fine del prologo, dando adito al focus della trama, che vede il Witcher alla strenua ricerca degli assassini percorrendo in lungo e in largo le regioni settentrionali dell’universo immaginario di Sapkowski. Continua anche la lotta interiore del protagonista alla ricerca di se stesso, continuamente perseguitato da visioni oniriche che scavano nella sua mente portando alla luce misteriosi retroscena del suo passato.

Ai fini del coinvolgimento, il tutto dona una soluzione di continuità con il prequel e innalza notevolmente il ritmo narrativo, andando a miscelare sapientemente e in modo del tutto naturale gli eventi socio-politici ai pensieri più intimi e introspettivi del protagonista. La sceneggiatura imbastita da CD Project non lascia spazio a sbavature o tempi morti, riuscendo ottimamente nell’intento di mantenere un profilo qualitativamente alto, anche grazie al generoso utilizzo di scene d’intermezzo dal taglio fortemente cinematografico, molto vicine per stile alle opere BioWare.

Il gameplay di The Witcher 2 è concettualmente lo stesso del suo predecessore, ma ha subito un forte restyling strutturale, giustificato in gran parte dalla natura multipiattaforma. Il combattimento non si basa più sul punta e clicca, ma si affida a un sistema più dinamico e spettacolare, che ricorda l’approccio adottato da Dragon Age 2. Sarà possibile quindi gustarsi piccole esecuzioni dopo aver stordito il malcapitato di turno, saltare da un nemico all’altro come una cavalletta sfruttando il versatile lock on automatico, oppure restare sulla difensiva parando e schivando i colpi con grande velocità.

Anche se il looting permetterà l’utilizzo di svariate armi, l’accoppiata lama d’acciaio e lama d’argento rimarrà la migliore scelta del Witcher che si rispetti, con la prima da impugnare durante gli scontri con nemici umani e la seconda perfetta per falcidiare i mostri. Non mancheranno inoltre due diversi stili di fendente, veloce e potente, con la capacità di passare da uno all’altro in modo rapido. Infatti, grazie a un comodo menu radiale, si potranno selezionare le armi da sfoderare o altri espedienti bellici come bombe alchemiche e trappole, oppure scegliere il segno da attivare in base alla situazione. Per chi fosse nuovo alla serie, ricordiamo che questi ultimi sarebbero una sorta di magia a cui può ricorrere il Witcher e il cui uso sarà fondamentale per riuscire nella maggior parte degli scontri.

Fortunatamente il cambio di ritmo dell’azione non ha portato a un abbassamento del livello di difficoltà che, anzi, si presenta stimolante ai livelli più facili e molto impegnativo a quelli più alti. Ad aumentare è anche la sensazione di libertà e varietà dell’interazione: il nuovo Geralt sarà infatti in grado di salire o scendere da svariate tipologie di sporgenze, o anche muoversi in modo furtivo all’interno di inedite fasi di gioco pseudo-stealth.

A questo si aggiunge un mondo di gioco vastissimo ed esplorabile, disseminato da numerose quest secondarie e abitanti verosimili, che si comportano in maniera coerente alla situazione e al momento della giornata, scandendo in modo naturale le attività quotidiane. L’ambiente gioco di The Witcher 2 si comporta quasi come quello di un titolo free-roaming e vi permette di guadagnare qualche moneta in più dilettandovi con i minigiochi. Potrete scegliere fra partite ai dadi, sfide a braccio di ferro e una sorta di boxe rudimentale basata sull’utilizzo dei quick time event.

La crescita di Geralt si riconduce a un grafico delle abilità a forma di stella composto da tre rami principali: spada, magia e alchimia, tutti attivabili solamente dovo aver sbloccato il quarto ramo dell’addestramento. Grazie a questa semplice ma funzionale divisione delle abilità, lo schema di sviluppo si rivela molto più personalizzabile e profondo rispetto al percorso guidato visto nella prima iterazione. In seguito alla meditazione sarà ancora possibile sfruttare gli ingredienti indicati dalle formule alchemiche per creare pozioni o unguenti utili a migliorare le abilità o a curarsi. Gli intrugli però non potranno essere consumati durante il gioco, ma solamente nella modalità meditazione, incrementando quindi l’importanza di questa fase in preparazione agli scontri maggiormente impegnativi.

La natura creativa del titolo non si limita all’alchemia, ma espande anche il sistema di crafting innalzando il numero di strumenti bellici realizzabili. L’approccio rimane lo stesso: grazie ad alcune pergamene, recuperabili o acquistabili dai commercianti, sarà possibile chiedere a un fabbro di creare per voi delle armi, ovviamente se avrete reperito gli elementi indicati dallo schema.

Una delle caratteristiche maggiormente riuscite in The Witcher era l’aspetto interazionale e dialogico fra i vari personaggi, che influenzava l’andamento narrativo globale attraverso un rapporto causa-effetto incisivo e a lunga scadenza. In The Wicher 2 gli sviluppaotri hanno fatto ancora di più. Ogni scelta che si andrà a fare influirà ancora sugli eventi futuri, ma in maniera molto più naturale e stratificata. In questo modo il giocatore si troverà sempre con le spalle al muro, provando una forte sensazione di impotenza nei confronti di ciò che accade e, allo stesso tempo, sentendosi l’unico vero artefice del destino politico di Temeria.

Questa caratteristica rappresenta il climax ludico che, sfatando uno dei vecchi luoghi comuni della videoludica, pone il giocatore in una realtà virtuale fallibile, ma senza un vero game over ad esplicitarlo. Nella pratica, durante le conversazioni, Geralt potrà intervenire scegliendo di seguire una strada accomodante, persuadere il suo interlocutore con la magia, intimorirlo, oppure in svariati altri modi che non rappresentano però, come nei titoli BioWare, una netta separazione fra ciò che è bene e ciò che è male. Nei rapporti più intimi tra Geralt e il gentilsesso gli sviluppatori hanno cercato di non limitare il tutto ad un banale gioco di ruoli tra rimorchiatore e bella donzella, ma ogni eventuale “scappatella” andrà a incastonarsi perfettamente nell’economia narrativa globale, con delle conseguenze coerenti.

Abbandonato il vecchio Aurora Engine, i ragazzi di CD Projekt hanno fatto esordire il motore grafico proprietario RED Engine. Il lavoro svolto a livello visivo è encomiabile e The Witcher 2 riesce a restituire al videogiocatore la migliore esperienza visiva che un gioco di ruolo abbia mai offerto. Gli ambienti risultano dettagliatissimi e modellati con una meticolostià impressionante, la vegetazione raggiunge una verosomiglianza da Oscar, mentre i modelli poligonali dei personaggi, soprattuto quelli principali, godono di una naturalezza unica. Sicuramente meno spettacolari gli effetti particellari, che si attestano comunque su livelli buoni.

Le animazioni facciali e fisiche non sono ancora perfette, ma ben lontane dalla legnosità di altri eminenti colleghi. La mole di dettagli che questo software grafico riesce a gestire è davvero esagerata, tuttavia, non mancano alcuni piccoli problemi. Spesso e volentieri, soprattutto durante i cambi di scena o i dialoghi, si nota un marcato pop-up e i personaggi vengono traslati di posizione in maniera innaturale.

I requisiti hardware purtroppo sono molto proibitivi per il videogiocatore PC medio, ma fortunatamente la grande scalabilità del motore grafico permetterà anche alle macchine più datate di eseguire il gioco, tuttavia non senza qualche compromesso visivo. Dopo il pessimo risultato raggiunto con il doppiaggio in italiano del primo capitolo, The Witcher 2 ha optato per una localizzazione vocale esclusivamente in lingua inglese (con sottotitoli in italiano), ma di ottima qualità. Soundtrack epiche e dai toni cupi si sposano a meraviglia con il contesto narrativo, mentre la campionatura di suoni ambientali e non si presenta varia e completissima.

Se The Witcher si rivelò una piacevole sorpresa, ed è tuttora considerato un ottimo gioco di ruolo, The Witcher 2 è il sequel che tutti attendevano. Le armi vincenti sono rappresentate da una narrazione matura e intrigante con un forte accento sulle scelte del protagonista e da un gameplay più al passo coi tempi e spettacolare. Tutti gli amanti del primo capitolo troveranno in questo sequel un’esperienza videoludica più completa e appassionante, e consigliamo a chiunque abbia voglia di percorrere un’avventura epica di fare suo questo videogioco.