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World of Warcraft

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Prologo

Da tempo ormai MMORPG, acronimo di Multi Massive Online Role Playing Game, è per molti sinonimo di un solo gioco, il pluripremiato World of Wracraft, capolavoro della Blizzard Entertainment, che sin dalla sua uscita, avvenuta nel non troppo lontano 2004, si è saputo imporre come parametro di riferimento per ogni futura produzione.

World of Warcraft, però, non è stato il primo MMORPG della storia. Prima di lui, infatti, un’autorità del settore giochi di ruolo per computer che risponde al nome di Richard Garriot aveva plasmato digitalmente il sogno di tutti i “ruolisti”: creare un mondo persistente online di tipica ambientazione fantasy. Allo scopo si rifece direttamente all’universo gioco da lui creato per la Origin, Britannia, ambientazione della serie Ultima. Tutto questo avveniva nel 1997.

Ma dal giorno del suo debutto, il 23 novembre 2004, World of Warcraft è rimasto saldo al primo posto delle classifica per gradimento e vendite, arrivando a contare fino a undici milioni di account attivi!

Il segreto del successo

Ma quale è il segreto di World of Warcraft? Quali gli ingredienti di questo fenomeno che ormai coinvolge tutto il mondo? Gli analisti hanno sezionato il fenomeno e ne hanno cercato i motivi.

Il primo elemento enucleato sta nelle basse richieste hardware per PC piuttosto contenute, anche per quel periodo, sebbene la grafica restasse di ottimo livello:

  • Processore: Pentium 3 o Athlon 800 MHz
  • RAM: 256 MB (successivamente 512 MB)
  • Scheda grafica: 3D con 32 MB

Altro motivo del successo, World of Warcraft valicò alcune barriere tipiche del genere (interfaccia poco amichevole, sistema di abilità e skill poco immediato, curva di apprendimento molto alta), garantendo un progresso nei livelli vario e mai noioso, che non si basava sul semplice “grinding” (accumulo di punti esperienza mediante l’abbattimento di creature ostili), come l’apprezzato Dark Age of Camelot.

In World of Warcraft il giocatore viene subito calato in Azeroth, vivo e pulsante ambiente di gioco, con quest di difficoltà graduale, che rappresentavano un ottimo tutorial, per poi potersi cimentare in raid di venticinque persone (che possono durare anche ore).

Altro elemento di successo per World of Warcraft fu la decisione di limitare il “gank”, ossia l’eccessiva aggressività di alcuni giocatori esperti nei confronti delle nuove leve, mediante la divisione dei server di gioco, chiamati reami, secondo la modalità di gioco prediletta: PvE (Players Vs Enviroment), cioè giocatori contro personaggi e non giocanti, e PvP (Player Vs Player), che vedono più accesa la componente competitiva.

Ulteriore elemento vincente è stato l’essersi basato su un’ambientazione e una mitologia affascinanti e soprattutto ben nota come quella di Wracraft. A questo si aggiunga un lavoro constante di interventi per correggere bug e l’inserimento di graduali miglioramenti, se non addirittura di ampie e complesse espansioni (The Burning Crusade, del 2007, e World of Warcraft: Wrath of the Lich King, 2009), che hanno aggiunto due interi continenti.

Vincitore e sconfitti – Parte I

L’unico gioco che per ora sia riuscito ad avvicinarsi ai numeri di World of Warcraft è stato Guild Wars, gioco sviluppato dalla coreana NC Soft e, circostanza da non sottovalutare, gratuito. In effetti, per tutti i MMORPG, ivi compreso WoW, è solitamente previsto, oltre al pagamento del gioco, un ulteriore canone mensile che, in media può raggiungere i quindici euro.

Peccato che Guild Wars non sia un vero e proprio MMORPG, dato che l’interazione fra giocatori era permessa solo in determinati luoghi come le città mentre le avventure erano strutturate come “instance”, ossia il giocatore o un gruppo di giocatori, per affrontare una quest, entravano in universo “tasca”, separato dal mondo persistente (con questo metodo si cercò di eliminare la brutta abitudine di rubare i punti esperienza uccidendo un mostro, dopo che un altro giocatore lo aveva indebolito). Questo però trasformò Guild Wars in un mero gioco di combattimento.

Pare però che i veri antagonisti siano altri: Age of Conan e, soprattutto, Warhammer Age of Reckoning. Il primo è stato sviluppato dalla norvegese Funcom e pubblicato da Eidos ed è ambientato nell’universo creato da Robert E. Howard nei suoi romanzi e che vede come protagonista il barbaro più famoso di tutto il mondo, il Cimmero Conan. Può contare su un’ambientazione molto accattivante e su di un personaggio reso indimenticabile da un giovanissimo Arnold Schwarzenegger.

Per fronteggiare World of Warcraft, i progettisti hanno scelto un approccio tecnico diverso, optando per una realizzazione grafica di gran pregio, con pieno supporto alle direct 10, tenendo dunque alti i requisiti hardware (minimi):

  • Processore: 3GHz Pentium IV
  • RAM: 1GB RAM
  • Scheda grafica: Shader Model 2.0 e 128MB RAM

Inoltre Age of Conan ha dato più spazio al lato narrativo e al coinvolgimento negli eventi chiave del mondo persistente, iniziando inoltre con una fase offline di training. Il pubblico premiò la Funcom con seicentomila account attivati nel primo mese, ma poi qualcosa andò storto… Dopo un calo costante, oggi si contano trecentomila giocatori, causa una modalità PvP non all’altezza e una gestione di oggetti ed economia poco convincenti (oltre ai requisiti hardware).

Ora, con il passaggio del testimone a Craig Morrison (Anarchy On Line), il team di sviluppo ha come obiettivo quello di ristrutturare totalmente tutte le modalità che ne hanno decretato la sconfitta.

Vincitore e sconfitti – Parte II

Warhammer Online: Age of Reckoning sembra aver avuto miglior sorte, invece, sebbene non sia ancora in grado di raggiungere WoW. Sviluppato dalla Mythic Entertainment e pubblicato da Electronic Arts, è uscito in ottobre sui mercati mondiali, centrando l’obiettivo di ben ottocentomila copie vendute nel primo mese e raccogliendo il favore della critica.

Forse non è un caso che Warhammer Online: Age of Reckoning abbia vari punti in comune con WoW, a cui unisce però anche elementi di diversificazione. Innanzitutto i requisiti hardware non sono proibitivi e accostano il gioco più a World of Warcarft che ad Age of Conan:

  • Processore: P4 2.5 GHz
  • RAM: 2 GB
  • Scheda grafica: 128 MB (con supporto per Pixel Shader 2.0)

La grafica è realistica, funzionale all’azione di gioco, che si basa sul wargame fantasy più famoso al mondo, Warhammer Fantasy Battle, della Games Workshop, di cui preserva l’anima, dando vita a un MMORPG all’insegna di scontri epici di massa, con un’attenzione speciale alla modalità Realm VS Realm (fazione contro fazione), per il predominio del potere e della terra. A questa aggiunge una modalità PvE da giocare in singolo o in piccoli gruppi e una caratteristica originale come il Tomo della Conoscenza, una sorta di enciclopedia del mondo di gioco i cui contenuti vanno scoperti, mediante la risoluzione di determinati obiettivi.

In attesa delle restanti città (6 in totale ma non ancora disponibili), Mark Jacobs, CEO della Mythic ha annunciato anche nuove feature per Realm Vs Realm, che dovrebbero attirare a sé ulteriori utenti.

In definitiva, il futuro per World of Warcraft sembra ancora roseo, almeno nell’immediato, e i suoi punti di forza ancora irraggiungibili. Tuttavia gli avversari si fanno sempre più agguerriti e i giocatori sempre più esigenti. Ma questo voi lo sapevate già.