VPN e rimborsi: quale servizio offre più tempo ai clienti?

VPN e i rimborsi: quando è possibile testare concretamente un servizio per valutarlo? Ecco un provider che offre ben 45 giorni di prova.
VPN e i rimborsi: quando è possibile testare concretamente un servizio per valutarlo? Ecco un provider che offre ben 45 giorni di prova.

Quando si parla di rimborsi per un servizio digitale la situazione è molto più delicata rispetto a un prodotto fisico. In molti casi, questo tipo di garanzia non esiste proprio, lasciando il consumatore a se stesso.

Le VPN e i rimborsi, per fortuna, non sono due mondi così separati: la maggior parte dei provider infatti, propone diversi giorni di prova del servizio, talvolta anche un mese.

In questo contesto, a spiccare dalla massa è senza ombra di dubbio CyberGhost che, grazie alla sua formula soddisfatti o rimborsati a 45 giorni, si dimostra l’azienda più attenta a questa necessità dei clienti.

Trattandosi di uno dei provider più famosi nel settore delle VPN però, ridurre i vantaggi ai rimborsi sarebbe decisamente riduttivo.

VPN e rimborsi: CyberGhost offre ben 45 giorni per provare il suo servizio

Il vero e proprio marchio di fabbrica, quando si parla di CyberGhost sono privacy e anonimato.

Si parla di un provider che, di proposito, ha voluto collocare la sua sede in Romania. Questa scelta è dettata dalle rigide leggi di tale nazione riguardo la privacy e dal fatto che la stessa non aderisce alla 5/9/14-Eyes Alliance per la sorveglianza dei cittadini.

Tutto ciò, per l’utente comune, si traduce con il rispetto dell’anonimato e l’assenza di condivisione con terze parti di dati riguardanti la navigazione.

L’adozione della crittografia AES a 256 bit, abbinata a tecnologie come split tunneling e kill switch, dimostrano come questa azienda abbia cura sia della sicurezza che delle prestazioni del suo servizio.

Se quanto detto finora non bastasse, CyberGhost offre l’opportunità di utilizzare, con un singolo account, fino a 7 dispositivi. Questi possono risultare PC Windows, macOS, Linux o piattaforme mobile (Android e iOS). Non solo: esistono app specifiche anche per Android TV, Apple TV, Amazon Fire TV e tanti altri device.

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