Speciale Guida a WhatsApp

WhatsApp

WhatsApp: chi ha ucciso gli SMS

WhatsApp è la nota app di messaggistica istantanea per iPhone, smartphone Android e Windows Phone, utilizzabile al posto di SMS ed MMS. Permette di inviare e ricevere messaggi di testo, suoni, fotografie e video agli altri contatti che usano lo stesso servizio, il tutto gratuitamente: è infatti sufficiente avere una connessione a Internet, meglio se 3G. Ha diverse funzioni nascoste e offre la possibilità di effettuare il backup delle conversazioni. Si scarica e usa gratuitamente per un anno, dopodiché sarà necessario pagare una piccola somma. Il servizio non contiene pubblicità.

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WhatsApp è l’applicazione di messaggistica istantanea più popolare del globo, con milioni di utenti che la usano su iPhone, smartphone Android e Windows Phone. Il suo funzionamento è molto semplice e grazie a ciò rappresenta un ottimo e perfetto sostituto di SMS ed MMS, peraltro gratuito. La crescita del servizio è stata vorticosa, ma alla soglia dei 450 milioni di utenti avviene la svolta: per un controvalore pari a 16 miliardi di dollari, Facebook ha acquisito WhatsApp portando le due community sotto lo stesso tetto.

Immediate le precisazioni dei due gruppi: nulla cambierà nell’immediato per gli utenti. Se una convergenza tra i due servizi in prospettiva è d’obbligo, in realtà WhatsApp continuerà a operare in modo indipendente, senza pubblicità e senza integrazione immediata con Facebook.

Che cos’è WhatsApp e a cosa serve

L’app funziona come SMS ed MMS e permette di inviare/ricevere messaggi di testo, suoni, note vocali, video, fotografie, note e informazioni di contatto ad altri utenti (singoli o in gruppo) che usano il medesimo servizio. Gli unici requisiti sono quelli di possedere un telefono compatibile, di avere una connessione a Internet sempre attiva – meglio con un piano dati illimitato – e che i destinatari abbiano appunto installato la stessa app. Tutti gli account WhatsApp sono legati al numero di cellulare di chi fruisce del servizio: la rubrica resta assolutamente privata e nessun altro utente potrà avere accesso ai propri contatti.

WhatsApp è a pagamento?

Sia nella versione iOS che su Android e Windows Phone, WhatsApp è scaricabile e utilizzabile gratuitamente per un periodo di tempo pari a dodici mesi, successivamente ai quali sarà necessario sottoscrivere un abbonamento per continuare a usarlo: un anno extra avrà un costo di 0,89 euro, tre anni di 2,40 euro e cinque anni di 3,34 euro; non vi è alcuna differenza tra la versione gratuita dell’app e quella a pagamento. Gli abbonamenti sono cumulativi, per cui un eventuale secondo abbonamento andrà ad aggiungersi a quello attuale o al periodo di prova gratuita. Il pagamento può avvenire con carta di credito, Google Wallet o PayPal, e in alcuni casi – a seconda dell’operatore telefonico di appartenenza – anche con addebito dal credito telefonico.

Varie le bufale che hanno letteralmente mandato in crisi milioni di utenti: quelle principali vedono l’app pronta a diventare a pagamento a meno di inviare un messaggio di avvertimento ad almeno dieci contatti, nonché una curiosa trasformazione del logo che diventerebbe blu (in alcuni casi verde) dopo aver eseguito la medesima procedura. In tutti i casi si trattava di futili catene di Sant’Antonio a cui non è mai bene credere anche perché, oltre all’ovvio fastidio procurato ed alla figuraccia raccolta, potrebbero nascondere anche link maligni in grado di perpetrare malware, truffe o altri trabocchetti.

Non solo il costo dell’applicazione è nullo il primo anno e limitatissimo per gli anni successivi, ma l’utilizzo consente anche cospicui risparmi grazie al fatto che diventa del tutto futile, arcaico, scomodo e superato l’utilizzo degli SMS. Non a caso il crollo dei messaggini da 160 caratteri è spesso addebitato proprio a Whatsapp ed altri strumenti similari: lo sfruttamento del traffico dati permette ingenti risparmi sul costo di utilizzo del terminale e non pone limiti oggettivi al quantitativo delle comunicazioni avviate.

Installazione, attivazione e smartphone compatibili con WhatsApp

Esistono diverse versioni di WhatsApp, dedicate nello specifico a iPhone, agli smartphone Android e a quelli basati su Windows Phone. Non funziona con dispositivi solo Wi-Fi e non funziona con iPad né con iPod touch, a meno che non ne venga effettuato il jailbreak (operazione che porta però all’invalidazione della garanzia). WhatsApp per iOS richiede iOS 4.3 o versioni successive, per il robottino verde invece è necessario almeno Android 2.1 e superiori, mentre per Windows Phone occorre passare per le release 7.5 o 8. In quest’ultimo caso è caldamente consigliato fruire di device in grado di supportare Windows Phone 8, poiché con le versioni precedenti si sono registrati veri e propri black-out di WhatsApp che non consentono di fruire al meglio dell’applicazione.

Tutti i dettagli sulle singole versioni sono disponibili nelle apposite guide all’uso:

Per installare l’app è necessario cercarla su App Store, su Google Play o sul Windows Phone Store a seconda del terminale posseduto, ed attuare la medesima procedura seguita per il download di qualsiasi altra app. Una volta eseguito per la prima volta, il servizio chiederà un numero di telefono per esser attivato tramite un codice che si riceverà via SMS. Una volta inserito anche il codice, l’applicazione accederà automaticamente alla Rubrica importandone i contatti e da lì sarà possibile iniziare a messaggiare con qualcuno e inviargli contenuti multimediali.

L’import dei contatti è una operazione fondamentale ai fini della buona esperienza d’uso del servizio: la buddy list creata diventa la propria community sul servizio e consente di bypassare l’invio degli SMS tramite semplice sfruttamento della rete Wifi o del traffico dati disponibili.

Le versioni di WhatsApp per iPhone, Android e Windows Phone offrono esattamente le stesse funzionalità ma differiscono unicamente per l’interfaccia utente, progettata dal team in base allo stile di ognuno dei tre sistemi operativi. In passato la release dell’app per Windows Phone era priva delle feature più avanzate, presenti invece nelle altre versioni, ma grazie a un aggiornamento introdotto nel luglio del 2013 non presenta più alcuna differenza, ed è anche fluida e veloce.

WhatsApp per PC

Al momento WhatsApp per PC non esiste e tale mancanza è legata ad un motivo preciso: il servizio lega l’identità dell’utente alla SIM, generando un processo di identificazione strettamente legato al mondo mobile. Tuttavia chi intende sperimentare l’uso dell’applicazione sul proprio desktop ha la possibilità di scaricare un emulatore per Android quale BlueStacks, riuscendo così nell’impresa pur dovendo ovviare a tutta una serie di incompatibilità legate all’uso del medesimo account su più terminali.

Nonostante quanto si possa leggere sul Web, insomma, la realtà è questa: WhatsApp per PC non esiste. Esiste soltanto un escamotage per poterlo utilizzare su PC in versione mobile, ma trattasi di una soluzione di ripiego che al momento il gruppo non supporta in alcun modo per via ufficiale.

Quanto traffico dati consuma WhatsApp?

È possibile usare WhatsApp in due diversi modi: uno sotto rete Wi-Fi e l’altro su 3G o LTE. Nel primo caso non c’è alcun motivo di preoccuparsi per il traffico dati che il servizio potrebbe consumare, mentre chi ha un piano mobile limitato dovrebbe stare attento a non sforare la quantità di MB o GB offerti dal proprio carrier. Nello specifico, per i semplici messaggi di testo – o intere conversazioni – WhatsApp consuma pochissimo, al massimo 5 kb per messaggio, ma nel caso della ricezione dei contenuti multimediali il consumo dipenderà dal peso del file stesso. In stand-by il servizio non ha consumi se non minimi “ping” utili per il mantenimento dell’attività dell’app (ad esempio l’aggiornamento dell’ultima volta in cui ci si è collegati, dato peraltro liberamente disponibile alla lettura altrui).

Le funzioni nascoste

Oltre alle funzioni base, WhatsApp ha anche alcune funzioni diverse da quelle di un servizio classico di messaggistica. Parecchio utile è ad esempio la chat di gruppo, che permette conversazioni con un massimo di 30 persone (50 per telefoni che non siano un iPhone); presente poi la possibilità di mandare un messaggio broadcast, l’equivalente di una email inviata in BCC, di bloccare un utente indesiderato, di misurare il traffico dati utilizzato e di condividere media e altri dati attraverso un unico tasto.

Come impostare il profilo utente

Ogni utente ha un account WhatsApp personalizzabile: installando l’app ed eseguendola per la prima volta si avvierà automaticamente un processo per impostare la foto profilo, il nome e un messaggio di stato. Successivamente si potrà cambiare queste informazioni ogni volta desiderato, semplicemente andando nelle Impostazioni e cliccando su “Profilo”.

Come inviare messaggi, immagini, file audio e video

WhatsApp è perfetto per risparmiare SMS. Iniziare una conversazione con un utente o con un gruppo di contatti è molto semplice: basta lanciare l’app, individuare il contatto (o i contatti) con cui si vuole chiacchierare, e iniziare a scrivere come se si stesse digitando un SMS. Per mandare una immagine, un file audio o un video basta aprire una conversazione con un amico, toccare il tasto corrispondente che si trova in alto a destra (a forma di freccia su iPhone e Windows Phone, a forma di graffetta su Android) e scegliere il contenuto da inviare. Per aggiungere un amico alla lista di WhatsApp è necessario che il suo numero di telefono sia presente nella rubrica del telefono. Successivamente basta aprire l’app e aggiornare la schermata dei Preferiti, che su Android si chiama però “Seleziona contatti”.

Se si cambia il numero di telefono?

WhatsApp mette a disposizione diverse opzioni per coloro i quali cambiano numero di telefono. Se lo si fa in modo definitivo, è possibile eliminare il proprio vecchio account e poi verificare il nuovo numero; se si prevede di usare in futuro il vecchio numero o se non si vuole eliminare l’account, c’è una piccola scorciatoia utile e facilissima: eliminare e reinstallare l’app. Chi non vuole perdere le conversazioni effettuate deve necessariamente eseguire il backup o esportare le chat via email, in un file .txt. Per fare il backup manuale basta andare su WhatsApp > Menu > Impostazioni > Impostazioni Chat > Esegui il backup delle conversazioni; per esportare invece bisogna toccare e mantenere premuto sulla conversazione (o il gruppo), selezionare [Invia chat via email] e scegliere se eventualmente allegare un media.

Cosa fare in caso di furto del telefono?

Nel caso in cui all’utente venisse rubato lo smartphone, esiste un modo per far sì che nessuno possa usare indebitamente il proprio account WhatsApp. Dopo aver bloccato la scheda SIM e denunciato il misfatto, è bene inviare allo sviluppatore un’email con il numero di telefono rubato, il quale procederà a disattivare l’account. Questo passaggio è consigliabile perché, con la SIM bloccata e il servizio telefonico disabilitato, il ladro potrebbe usare comunque l’account con una connessione Wi-Fi. Creando peraltro non poco imbarazzo in caso di incontrollabili e non verificabili comunicazioni con eventuali conoscenti.

Si possono recuperare le chat eliminate?

WhatsApp offre la possibilità di recuperare i messaggi perduti poiché esegue in automatico delle copie di backup ogni 24 ore e le salva nella memoria del telefono. Le istruzioni per farlo sono molto semplici: basta eliminare l’app, reinstallarla e quindi fare click su [Ripristina]. A questo punto le chat cancellate dovrebbero ricomparire. WhatsApp non salva i messaggi degli utenti sui propri server ma solo in locale, sul dispositivo in uso dal proprietario dell’account.