Battlefield 6 parte fortissimo ma EA taglia comunque posti di lavoro

Battlefield 6 parte fortissimo ma EA taglia comunque posti di lavoro

Un lancio da record, milioni di copie vendute e milioni di partite online nei primi giorni.

Eppure questo non è bastato a evitare una nuova ondata di tagli all’interno degli studi che lavorano su Battlefield. Electronic Arts ha confermato di aver eliminato alcune posizioni in diversi team della saga proprio mentre Battlefield 6 continua a essere uno dei giochi più discussi dell’anno.

La decisione riguarda più studi coinvolti nello sviluppo del gioco, tra cui DICE, Criterion, Ripple Effect e Motive. Il numero preciso di persone coinvolte non è stato reso pubblico, ma all’interno dell’azienda si parla di una riorganizzazione generale del progetto Battlefield. Tutti gli studi continueranno a lavorare sulla serie, ma con una struttura diversa.

Electronic Arts ha spiegato che si tratta di un riallineamento delle squadre per concentrarsi meglio su ciò che interessa alla comunità di giocatori. Il messaggio ufficiale insiste su un punto: Battlefield resta una delle proprietà più importanti dell’azienda e continuerà a ricevere investimenti.

Un lancio enorme per Battlefield 6

Il paradosso è che questi tagli arrivano dopo uno dei debutti più forti nella storia della serie. Quando Battlefield 6 è uscito lo scorso ottobre su PC, PlayStation 5 e Xbox Series, il gioco ha venduto oltre 7 milioni di copie nei primi tre giorni.

Numeri che hanno superato ogni precedente capitolo del franchise. Negli Stati Uniti è diventato rapidamente il videogioco più venduto del 2025 e nel primo fine settimana i giocatori hanno accumulato più di 172 milioni di partite online.

Anche sulle piattaforme di streaming il debutto è stato enorme, con oltre 15 milioni di ore di contenuti guardati nei primi giorni dopo l’uscita.

Su Steam, uno dei principali indicatori del successo su PC, il gioco ha raggiunto rapidamente oltre 740 mila giocatori contemporanei. Per qualche tempo è rimasto tra i titoli più giocati sulla piattaforma.

Il calo dei giocatori e le critiche della community

Con il passare dei mesi però l’entusiasmo iniziale si è raffreddato. I numeri di giocatori attivi sono scesi molto rispetto al lancio e oggi su Steam si registrano picchi molto più bassi, spesso nell’ordine di alcune decine di migliaia di utenti.

Parallelamente è cresciuto il malcontento di una parte della comunità. Molte critiche riguardano il modello live service scelto per il gioco. Alcuni giocatori hanno contestato le strategie di monetizzazione e l’introduzione di elementi cosmetici generati con AI generativa.

Altri hanno lamentato un ritmo troppo lento nell’arrivo di nuovi contenuti rispetto alle aspettative per uno sparatutto di questo tipo.

Di fronte a queste critiche, Electronic Arts ha modificato la tabella di marcia. La seconda stagione del gioco è stata rinviata di alcuni mesi per permettere agli sviluppatori di lavorare su miglioramenti richiesti dai giocatori, come il bilanciamento delle armi, la velocità dei movimenti e il sistema di progressione.

Un momento complicato per la serie

I cambiamenti arrivano in una fase delicata anche dal punto di vista interno. Alla fine del 2025 è morto in un incidente stradale Vince Zampella, figura molto importante per il progetto Battlefield. Era il responsabile della serie, co-creatore di Call of Duty e fondatore di Respawn Entertainment.

La sua scomparsa è arrivata solo due mesi dopo il lancio di Battlefield 6 e ha lasciato un vuoto nella guida creativa del franchise.

Nel frattempo Electronic Arts si prepara a una trasformazione enorme. L’azienda ha accettato un accordo da circa 55 miliardi di dollari che porterà la società a uscire dalla borsa e diventare privata. L’operazione è guidata dal Public Investment Fund dell’Arabia Saudita insieme ad altri grandi investitori.

All’interno dell’azienda si sostiene che i tagli al personale non siano collegati direttamente a questa acquisizione. Tuttavia la coincidenza tra un lancio record, il calo dei giocatori, le critiche sul modello live service e il cambio di proprietà sta alimentando molte discussioni tra sviluppatori e fan della serie.

Per ora una cosa sembra certa: Battlefield resterà centrale nel catalogo di Electronic Arts. La domanda è come evolverà la serie nei prossimi anni e quanto spazio avranno gli studi per sperimentare nuove idee mentre cercano di rispondere alle aspettative dei giocatori.

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