Il tuo telefono Android potrebbe scadere prima di quanto pensi, un semplice controllo mostra quando

Ogni smartphone Android, per quanto performante al momento dell'acquisto, ha una data di scadenza che pochissimi utenti conoscono davvero. Un controllo di pochi secondi nelle impostazioni permette di scoprirla.
Ogni smartphone Android, per quanto performante al momento dell'acquisto, ha una data di scadenza che pochissimi utenti conoscono davvero. Un controllo di pochi secondi nelle impostazioni permette di scoprirla.
Il tuo telefono Android potrebbe scadere prima di quanto pensi, un semplice controllo mostra quando

La cosiddetta end-of-life date di uno smartphone Android è il giorno in cui il produttore smette definitivamente di rilasciare aggiornamenti di sicurezza per quel modello. A differenza di Apple, che applica una politica di supporto uniforme a tutti gli iPhone, su Android non esiste uno standard comune: sebbene Google sviluppi il sistema operativo nel suo complesso, è il singolo produttore, che si tratti di Samsung, Xiaomi, OnePlus o qualsiasi altro brand, a decidere se e per quanto tempo un dispositivo continuerà a ricevere protezione.

Gli aggiornamenti che uno smartphone riceve nel corso della sua vita si dividono in due categorie ben distinte. La prima porta nuove funzionalità, un design rinnovato e miglioramenti generali dell’esperienza d’uso: quando questi aggiornamenti si interrompono, alcune app più recenti potrebbero smettere di funzionare correttamente perché pensate per versioni più aggiornate del sistema.

Data di scadenza dei telefoni Android: come verificare

La seconda categoria, quella davvero cruciale, riguarda le patch di sicurezza: correzioni che chiudono le falle che i criminali informatici potrebbero sfruttare per accedere al dispositivo. Senza questi aggiornamenti, il telefono diventa progressivamente più vulnerabile, anche se in apparenza tutto continua a funzionare normalmente.

Data di scadenza dei telefoni Android: come verificare-webnews.it

Il modo più rapido per verificare lo stato del proprio dispositivo è controllare le impostazioni: basta andare su Impostazioni, poi Info sul telefono, e cercare la voce relativa alla versione Android o al livello di patch di sicurezza. Se la data riportata risale a più di tre-sei mesi fa, è un primo segnale che il dispositivo potrebbe non essere più supportato attivamente dal produttore, dato che Google rilascia solitamente patch di sicurezza con cadenza mensile.

Per avere una risposta definitiva, conviene cercare online il proprio modello esatto affiancato dalla dicitura end of software support o update guarantee, oppure consultare il sito endoflife.date, che raccoglie in un unico posto le date ufficiali di fine supporto organizzate per produttore. Una nuova normativa europea, entrata in vigore a giugno 2025, impone oggi un minimo di cinque anni di aggiornamenti per i dispositivi venduti nell’Unione Europea, un netto miglioramento rispetto ai due-tre anni che erano la norma fino a pochi anni fa.

I modelli di punta offrono oggi periodi di supporto ancora più lunghi: i Google Pixel a partire dal Pixel 6 e i Samsung Galaxy di fascia S o Z garantiscono fino a sette anni di aggiornamenti software e di sicurezza, rendendoli una scelta più economica nel lungo periodo anche a fronte di un prezzo d’acquisto iniziale più alto. Chi acquista oggi un nuovo dispositivo dovrebbe quindi considerare la durata del supporto software con lo stesso peso riservato a fotocamera, batteria o prestazioni del processore.

Un telefono che ha raggiunto la fine del supporto non smette di funzionare da un giorno all’altro, ma diventa un rischio crescente se utilizzato per attività sensibili come l’home banking, gli acquisti online o l’accesso a gestori di password: le vulnerabilità note e mai corrette restano infatti sfruttabili indefinitamente. Chi si trova in questa situazione può comunque ridurre i rischi evitando di scaricare app da store non ufficiali, prestando particolare attenzione al cosiddetto sideload, l’installazione di applicazioni al di fuori del Google Play Store, dove i controlli di sicurezza sono molto meno rigorosi.

Per chi non vuole rinunciare a un dispositivo ancora funzionante ma ormai privo di supporto ufficiale, esiste anche la possibilità di installare una ROM personalizzata come LineageOS, un progetto che continua a fornire aggiornamenti di sicurezza indipendenti dal produttore originale: una soluzione più tecnica, che richiede un minimo di dimestichezza informatica, ma che può prolungare sensibilmente la vita utile in sicurezza di uno smartphone altrimenti destinato al cassetto.

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