Devi intervenire entro 60 giorni per evitare il disastro con la linea Internet a casa. Le clausole sono chiare e non c’è tantissimo tempo per agire.
La scelta di un contratto per la rete fissa è diventata sempre più cruciale per gli italiani alla ricerca di una connessione ultraveloce. Tuttavia, un recente studio dell’Osservatorio Segugio.it ha rivelato che, sebbene il passaggio tra gestori sia un diritto garantito, i costi nascosti e le penalità legati alla cessazione del contratto possono essere notevolmente alti, con somme che arrivano anche a 170 euro.
Uno degli ostacoli principali è rappresentato dal contributo di disattivazione, che, secondo la normativa, non può superare l’importo di una singola mensilità di canone. Nel 2026, questo costo medio si attesta a circa 17,17 euro per chi decide di migrare verso un altro fornitore, ma sale a 22,38 euro per chi opta per la cessazione completa della linea. Nonostante le tariffe mensili siano rimaste pressoché invariate, le spese di uscita sono aumentate, con un incremento che sfiora il 10% rispetto all’anno precedente.
I costi nascosti: modem e attivazione
Tuttavia, il vero “colpo” al portafoglio arriva dai costi nascosti legati ai dispositivi e ai servizi accessori, come il modem. Molti operatori includono il prezzo del dispositivo e il contributo di attivazione nel canone mensile, diluendone il pagamento nel tempo. Se si decide di cambiare operatore prima di aver saldato il totale, è necessario versare l’importo residuo in un’unica soluzione. Nonostante ciò, vi è una buona notizia: il costo medio del modem integrato nel canone è sceso a 158 euro nel 2026, con una riduzione del 39% rispetto al 2025, quando si registravano costi medi di 258 euro. La diffusione di offerte con dispositivi inclusi è in calo e oggi rappresentano solo il 18% del mercato, contro il 28% dello scorso anno.
Hai solo 60 gironi per intervenire
Esistono però delle opportunità vantaggiose che permettono di evitare costi elevati. Circa il 15% delle proposte commerciali non prevede alcun costo di uscita per l’utente, una situazione che rende il cambio di operatore completamente gratuito. Inoltre, c’è una protezione importante: il diritto di recesso gratuito. Se il proprio operatore decide di modificare unilateralmente le condizioni contrattuali, il cliente ha a disposizione 60 giorni dalla comunicazione per recedere senza incorrere in penali o contributi di disattivazione. Questo significa che se un operatore cambia la tariffa o le condizioni del contratto, hai un periodo di tempo limitato per agire e fermare i costi aggiuntivi.

Hai 60 giorni di tempo per intervenire sulla linea di casa – Webnews.it
Quando scegli un’offerta per la connessione internet a casa, è fondamentale non solo confrontare le tariffe, ma anche verificare le condizioni di uscita. È essenziale sapere in anticipo quale sarà il costo per disattivare il contratto nel caso si voglia cambiare operatore, soprattutto se si trovano condizioni più vantaggiose altrove. In caso di rimodulazione delle condizioni, come anticipato, il diritto di recesso gratuito è una risorsa preziosa per evitare inutili costi aggiuntivi.
Se hai cambiato operatore e sei stato avvisato di una modifica contrattuale, il tempo stringe. Entro 60 giorni dalla ricezione della comunicazione, puoi recedere senza penali. Dopo questo termine, i costi aggiuntivi potrebbero diventare una realtà difficile da evitare. Per evitare di perdere un sacco di soldi, è fondamentale agire tempestivamente e sfruttare i diritti previsti dalla legge per evitare sorprese al momento della disattivazione del contratto.