Molti pensano che l’unico modo per rendere un PC Windows più veloce sia cambiare hardware o attivare funzioni come XMP o EXPO per la memoria.
In realtà esiste anche un’altra impostazione, nascosta nelle configurazioni del BIOS o UEFI, che può influenzare la reattività del sistema. Non è una funzione nuova e non riguarda l’overclock. Si chiama HPET, ovvero High Precision Event Timer.
È un componente che esiste da anni e che quasi nessuno prende in considerazione quando cerca di ottimizzare il proprio computer. Eppure, in alcune configurazioni, modificarne il comportamento può cambiare la sensazione generale di fluidità del sistema, soprattutto durante il gioco o nelle attività in tempo reale.
Cos’è l’High Precision Event Timer
L’High Precision Event Timer, abbreviato HPET, è una sorta di “orologio” interno del computer. Serve al sistema operativo per misurare il tempo con grande precisione e per coordinare le attività del processore.
È stato sviluppato anni fa da Intel e Microsoft per sostituire sistemi più vecchi che gestivano gli intervalli temporali in modo meno accurato, come il Programmable Interval Timer e il Real Time Clock.
Grazie a una frequenza più alta, HPET riesce a registrare eventi con maggiore precisione. In teoria questo dovrebbe aiutare il sistema operativo a sincronizzare meglio le operazioni, mantenendo in ordine i processi e le attività del computer.
In pratica viene utilizzato da Windows per programmare operazioni, gestire i thread e coordinare applicazioni che dipendono molto dalla latenza, come giochi, audio in tempo reale e editing video.
Perché alcuni utenti lo disattivano
In teoria un timer più preciso dovrebbe essere sempre un vantaggio. Nella pratica però alcuni utenti hanno notato l’effetto opposto.
Su determinate configurazioni hardware, soprattutto nei videogiochi, l’uso di HPET può introdurre un piccolo carico aggiuntivo sul processore. Questo overhead non è enorme, ma può influenzare la stabilità dei tempi di frame.
Molti giocatori preferiscono che il sistema utilizzi timer più semplici, come il TSC della CPU, che in alcune situazioni garantisce un ritmo più stabile per il rendering dei frame.
Nei forum dedicati all’hardware diversi utenti hanno riportato miglioramenti disattivando HPET. Alcuni parlano di aumenti negli FPS medi e soprattutto di frame time più stabili, con meno micro-scatti durante il gioco.
In altri casi si è notato anche un uso leggermente inferiore della CPU e una migliore distribuzione del carico tra processore e scheda grafica.
Come disattivare HPET
Chi vuole provare questa modifica deve intervenire sia su Windows sia nelle impostazioni del BIOS.
Il primo passo consiste nell’aprire il Prompt dei comandi con i privilegi di amministratore. Da qui si può eseguire il comando:
bcdedit /deletevalue useplatformclock
Questo comando fa sì che Windows torni a utilizzare il timer di sistema predefinito invece di forzare HPET.
Successivamente bisogna aprire il Gestione dispositivi di Windows, trovare la voce High Precision Event Timer all’interno dei dispositivi di sistema e disattivarla.
L’ultimo passaggio richiede di entrare nel BIOS o UEFI del computer durante l’avvio. All’interno delle impostazioni della scheda madre, spesso nella sezione Chipset o Power Management, si trova l’opzione HPET. Qui può essere impostata su “Disabled”.
Dopo aver salvato le modifiche e riavviato il sistema, il computer avvierà Windows senza utilizzare questo timer.
Conviene davvero farlo?
Non esiste una risposta valida per tutti. Alcuni sistemi mostrano miglioramenti evidenti nella latenza o nei frame time, mentre altri non cambiano quasi nulla.
Molto dipende dalla combinazione tra CPU, scheda madre, driver e software utilizzato. Per questo motivo chi decide di fare questo tipo di modifica dovrebbe considerarla più come un test che come una soluzione garantita.
Prima di intervenire nel BIOS è sempre una buona idea creare un punto di ripristino di Windows e sapere come eseguire un reset CMOS della scheda madre nel caso qualcosa non funzioni come previsto.
Per gli utenti più curiosi e abituati a esplorare le impostazioni del sistema, però, può essere uno di quei piccoli interventi che rendono il computer un po’ più reattivo nelle attività quotidiane.