FreedomPop, Internet gratis per tutti
Niklas Zennstrom vuole rivoluzionare il mondo della connettività statunitense lanciando FreedomPop al fine di offrire servizi in maniera gratuita.
Il Digital Divide è la differenza esistente in termini di accesso alla rete tra coloro i quali hanno le migliori opportunità in merito e coloro i quali invece non possono godere dei medesimi benefici. Nello specifico tale differenza è dettata tra chi ha accesso alla banda larga (es. banda larga) e chi non ha tale possibilità (es. 56k) a causa dell’indisponibilità tecnica di reti ad alte performance. Il Digital Divide è un fenomeno grave poichè genera un accesso non democratico alla rete e così facendo esclude importanti opportunità soprattutto in zone o in fasce sociali disagiate. In Italia il Digital Divide si sviluppa soprattutto su due piani: quello economico e quello territoriale. Il primo vede escluse dall’accesso a banda larga le fasce di popolazioni con minor potere d’acquisto (ed in modo correlato con maggior analfabetismo informatico) ed il secondo vede esclusa soprattutto l’Italia di provincia, ove Telecom Italia ha investito di meno sulla rete in conseguenza del minor ritorno ottenibile (ove è minore la densità di popolazione, la redditività degli investimenti diminuisce). Il Digital Divide è una piaga che le autorità europee stanno tentando di combattere imponendo nuove regole al settore: una variazione dei termini previsti nel “Servizio Universale” cambierebbe infatti in parte la realtà esistente, offrendo maggiori opportunità alla popolazione esclusa ma potendo comunque far poco per limitare il divario rispetto alle zone metropolitane ove la rete vede ormai nell’accesso diretto alla fibra ottica la nuova frontiera della connettività.
Niklas Zennstrom vuole rivoluzionare il mondo della connettività statunitense lanciando FreedomPop al fine di offrire servizi in maniera gratuita.
Mario Monti detta la ricetta: coinvolgimento dei privati, riduzione del rischio e incentivi. Così l’Italia inseguirà i dettami dell’Agenda Digitale.
Internet può essere per l’Italia una risorsa importante per ridurre i costi e risanare i bilanci: non solo un diritto, quindi, ma anche ricetta economica.
Il programma Connect to Compete permetterà a milioni di famiglie di ottenere PC e connessione ad Internet a prezzi scontati per ridurre il digital divide.
Durante la Clinton Global Initiative, Microsoft ha presentato un progetto per ridurre il digital divide negli Stati Uniti per un milione di studenti
Il ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, ha spiegato che il digital divide in Italia si sarebbe ridotto del 30% circa. Quantificato in passato in 7,8 milioni di utenze, il divario peserebbe invece oggi su 5 milioni di utenti residui, denotando pertanto forti passi avanti e sostanziale omogeneità nella distribuzione dei disagi tra nord e [...]
Presentato a Genova il rapporto RIIR 2010, che offre uno scenario variegato dell’innovazione tecnologia in Italia.
Vodafone investe 1,5 miliardi di euro per la rete italiana. HSPA+ per le principali città italiane, banda minima di 2 Mbps per i comuni non coperti
Vodafone ha anticipato la partenza del progetto 1000 Comuni, che permetterà di ottenere la banda larga nelle zone in cui ancora non è disponibile
Una nuova arma per la lotta al digital divide: la tecnologia Ngara promette connettività wireless per le zone rurali sfruttando la vecchia TV analogica
ADD chiede formalmente all’AGCOM di vegliare sul Wimax e sulle scadenze indicate nelle licenze
Renato Brunetta, un anno dopo la promessa dei 2Mbit/s per ogni cittadino: «è un problema di cultura, non di rete»
26 ottobre, Roma: con l’evento “Internet chiama Italia” l’AIIP porterà attorno a un tavolo tutti i maggiori attori del settore della connettività nazionale
La Legge Finanziaria non prevede alcun intervento per la Banda Larga e nulla in merito è previsto entro la fine dell’anno. Se la Rete verrà finanziata, dunque, sarà cosa in discussione soltanto ad inizio 2010. La promessa di Scajola non è stata mantenuta
L’associazione Anti Digital Divide indica esplicitamente la strada del Servizio Universale come soluzione ai problemi che attanagliano la Rete italiana. La proposta è composita e verrà inviata all’AGCOM per avviare una consultazione pubblica sul tema
Il Ministro Luca Zaia avrà a disposizione 154 milioni di euro da investire in Banda Larga per le aree rurali. 93 milioni giungono dall’UE, 61 milioni sono fondi nazionali. Serviranno a portare la Rete ove le aziende non investono per assenza di interesse
Franco Bernabé, amministratore delegato Telecom Italia, ha difeso la Rete dell’incumbent dalle pressioni esterne. Respinte le critiche della concorrenza, respinta l’ipotesi dello scorporo: Secondo Bernabé non c’è un problema di banda larga in Italia
La Cassa Deposito e Prestiti si dice favorevole ad un investimento per la Banda Larga, ma a talune condizioni. Innanzitutto non deve essere un fondo perduto. Inoltre si deve ambire ad una Next Generation Network. Infine di rete ce ne deve essere una sola
Nei giorni scorsi il ministro Renato Brunetta aveva lanciato la promessa: 2Mbps per tutti gli italiani entro il 2010. Abbiamo chiesto quindi al Ministro una conferma, e ne è uscita una promessa ulteriore. Ma occorre che tutti facciano la propria parte
Renato Brunetta sostiene che sia necessario un ultimo sforzo per sbloccare gli 800 milioni di euro utili alla costruzione di una rete di nuova generazione per portare a tutti i cittadini 2Mbps entro il 2010. La promessa, però, si scontra con la realtà