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digital divide

Il Digital Divide è la differenza esistente in termini di accesso alla rete tra coloro i quali hanno le migliori opportunità in merito e coloro i quali invece non possono godere dei medesimi benefici. Nello specifico tale differenza è dettata tra chi ha accesso alla banda larga (es. banda larga) e chi non ha tale possibilità (es. 56k) a causa dell’indisponibilità tecnica di reti ad alte performance. Il Digital Divide è un fenomeno grave poichè genera un accesso non democratico alla rete e così facendo esclude importanti opportunità soprattutto in zone o in fasce sociali disagiate. In Italia il Digital Divide si sviluppa soprattutto su due piani: quello economico e quello territoriale. Il primo vede escluse dall’accesso a banda larga le fasce di popolazioni con minor potere d’acquisto (ed in modo correlato con maggior analfabetismo informatico) ed il secondo vede esclusa soprattutto l’Italia di provincia, ove Telecom Italia ha investito di meno sulla rete in conseguenza del minor ritorno ottenibile (ove è minore la densità di popolazione, la redditività degli investimenti diminuisce). Il Digital Divide è una piaga che le autorità europee stanno tentando di combattere imponendo nuove regole al settore: una variazione dei termini previsti nel “Servizio Universale” cambierebbe infatti in parte la realtà esistente, offrendo maggiori opportunità alla popolazione esclusa ma potendo comunque far poco per limitare il divario rispetto alle zone metropolitane ove la rete vede ormai nell’accesso diretto alla fibra ottica la nuova frontiera della connettività.

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