Secondo ben 8 premi Nobel, l’apocalisse arriverà in solamente 85 secondi: cosa ci dice la previsione di fine 2026.
Nel 2026, l’Orologio dell’Apocalisse è stato portato a 85 secondi dalla mezzanotte, avvicinandosi ulteriormente rispetto all’anno precedente. La regolazione è affidata al Science and Security Board del Bulletin of the Atomic Scientists, in collaborazione con un gruppo di esperti che include anche premi Nobel.
Questo strumento, nato per rappresentare in modo simbolico il livello di rischio globale legato a minacce esistenziali, non misura eventi specifici ma sintetizza una valutazione complessiva basata su più fattori. Il dato attuale indica un progressivo deterioramento delle condizioni internazionali, senza segnali concreti di inversione.
Il ritorno della minaccia nucleare
Tra gli elementi principali considerati nella valutazione, il rischio legato alle armi nucleari continua a occupare una posizione centrale. Secondo gli analisti, un numero crescente di Stati non si limita più a considerare questi strumenti come deterrenza, ma ne discute apertamente l’eventuale utilizzo.

Apocalisse in 85 secondi, quali sono i rischi maggiori pe ril Pianeta Terra (www.webnews.it)
Questo cambiamento di approccio rappresenta un’evoluzione significativa rispetto agli equilibri consolidati del passato. La normalizzazione del linguaggio e delle strategie legate al nucleare aumenta il livello di instabilità, rendendo più complessa qualsiasi forma di controllo multilaterale.
Intelligenza artificiale e nuove tecnologie senza regole condivise
Un altro fronte di preoccupazione riguarda lo sviluppo delle tecnologie emergenti, in particolare l’intelligenza artificiale. Gli esperti sottolineano come la crescita rapida di questi sistemi non sia accompagnata da un quadro normativo adeguato, lasciando spazio a una competizione tra Stati che privilegia la velocità rispetto alla sicurezza.
La mancanza di coordinamento internazionale rischia di amplificare le vulnerabilità, soprattutto quando queste tecnologie vengono integrate in ambiti sensibili. L’interconnessione tra intelligenza artificiale e settori come la biologia apre scenari complessi, difficili da gestire in assenza di standard condivisi.
Clima e sicurezza biologica tra le criticità emergenti
Il cambiamento climatico continua a essere indicato come una delle principali minacce sistemiche. Le emissioni legate ai combustibili fossili restano elevate, e secondo gli analisti non si registrano investimenti sufficienti per accelerare la transizione verso fonti rinnovabili.
Parallelamente, cresce l’attenzione sulle minacce biologiche. Gli esperti evidenziano come la capacità di risposta degli Stati a eventuali crisi sanitarie o biologiche risulti ancora limitata, mentre alcuni programmi legati allo sviluppo di armi biologiche continuano a destare preoccupazione.
Un contesto globale segnato dalla frammentazione
Oltre agli aspetti tecnologici e ambientali, la valutazione dell’Orologio dell’Apocalisse tiene conto anche del contesto politico internazionale. L’indebolimento della cooperazione tra Stati e la crescita di modelli politici più chiusi e competitivi contribuiscono a ridurre la capacità di risposta collettiva.
Secondo le dichiarazioni di Rachel Bronson e di altri membri del comitato scientifico, la tendenza alla frammentazione rende più difficile affrontare problemi che richiedono soluzioni condivise. La logica del confronto tra blocchi contrapposti rischia di accentuare le vulnerabilità già esistenti.
In questo scenario, il valore simbolico dell’Orologio dell’Apocalisse assume una funzione di sintesi, indicando non un singolo pericolo, ma l’accumulo di più fattori critici che, nel loro insieme, contribuiscono a definire il livello di rischio globale.