Converti la tua vecchia antenna in una connessione Ethernet e dì addio al Wi-Fi

In molte case italiane, soprattutto quelle costruite prima dell'era del Wi-Fi, corre ancora oggi un cablaggio spesso dimenticato ma perfettamente riutilizzabile per portare internet stabile in ogni stanza.
In molte case italiane, soprattutto quelle costruite prima dell'era del Wi-Fi, corre ancora oggi un cablaggio spesso dimenticato ma perfettamente riutilizzabile per portare internet stabile in ogni stanza.
Converti la tua vecchia antenna in una connessione Ethernet e dì addio al Wi-Fi

Il cavo coassiale che un tempo distribuiva il segnale della televisione in tutta la casa può oggi diventare la base di una rete dati via cavo, un’alternativa concreta per chi vuole superare i limiti del Wi-Fi, soprattutto negli appartamenti con pareti spesse o molte interferenze. La soluzione sfrutta un’infrastruttura già esistente, evitando in molti casi lavori invasivi.

La prima strada, quella più diretta, consiste nel sostituire completamente il cavo coassiale con un cavo Ethernet di categoria 5E o superiore, raggiungendo velocità fino a 1 Gbps. Se i cavi corrono a vista, l’operazione è relativamente semplice, a parte l’installazione manuale dei connettori. Il discorso cambia se il cablaggio passa in tubi corrugati nascosti nel muro: lo spazio è limitato e spesso condiviso con altri cavi elettrici, e il diametro del cavo Ethernet con i suoi connettori può rendere difficile il passaggio. In questi casi una soluzione è usare cavi Ethernet privi di connettori, da installare dopo aver attraversato il tubo con l’aiuto di guide passacavi.

Come convertire l’antenna

Quando sostituire il cablaggio non è percorribile, esistono gli adattatori coassiale-Ethernet, dispositivi che permettono di usare l’impianto d’antenna esistente come se fosse già una rete dati, senza opere né rimozione dei vecchi cavi. Ogni adattatore si collega da un lato alla presa coassiale e dall’altro a una porta Ethernet del router o del dispositivo desiderato, e richiede alimentazione elettrica propria.

Come convertire l’antenna-webnews.it

L’installazione di questi adattatori è pensata per essere alla portata di chiunque: funzionano come estensori punto a punto, senza configurazioni complesse, e i modelli più recenti raggiungono velocità fino a 2,5 Gbps, sufficienti per streaming, videochiamate e gaming online. C’è però un limite tecnico da conoscere: il collegamento coassiale deve essere diretto tra i due punti che si vogliono connettere. Se lungo il percorso sono presenti splitter o amplificatori di segnale — comuni negli impianti pensati per distribuire la TV in più stanze — le prestazioni possono calare sensibilmente o la trasmissione dati può non funzionare affatto.

In questi casi può essere necessario isolare un tratto di cavo dedicato esclusivamente alla rete dati, magari destinando un ramo dell’impianto già esistente a un unico punto di utilizzo, come il televisore del soggiorno o la postazione da lavoro nello studio. Prima di procedere in autonomia, gli esperti consigliano sempre di ispezionare l’installazione esistente, per capire quanti metri di cavo separano i due punti da collegare e se il tracciato presenta curve strette o restringimenti che potrebbero complicare il passaggio di un nuovo cavo.

Il metodo è utile soprattutto in un mercato immobiliare come quello italiano, dove buona parte del patrimonio abitativo risale a decenni prima della diffusione della fibra e del Wi-Fi domestico, e permette di sfruttare quello che già passa nei muri invece di aggiungere altri cavi o affidarsi soltanto ai ripetitori Wi-Fi, spesso penalizzati da muri portanti spessi e da un numero crescente di reti vicine che si sovrappongono sulle stesse frequenze. Per chi lavora da casa con più dispositivi connessi contemporaneamente, guadagnare anche solo una o due stanze con un collegamento via cavo stabile può fare una differenza concreta sulla qualità della connessione quotidiana.

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