La Galleria di Base del Brennero rappresenta un passo fondamentale nell’innovazione infrastrutturale europea, unendo l‘Italia e l’Austria attraverso un’opera che fa uso delle tecnologie più avanzate.
Con i suoi 64 chilometri di lunghezza totale, comprensivi della circonvallazione di Innsbruck, questo collegamento ferroviario sotterraneo diventa il più lungo al mondo.
Il cuore tecnologico: le TBM (Tunnel Boring Machines)
Il vero motore tecnologico di questo cantiere è rappresentato dalle Tunnel Boring Machines, conosciute come TBM. Tra queste spicca la TBM Flavia, una vera e propria fabbrica sotterranea mobile che ha scavato per oltre 14 chilometri fino a raggiungere il confine austriaco.
Queste macchine sono progettate per affrontare condizioni geotecniche estreme a oltre 1.400 metri di profondità sotto la superficie. I due tunnel principali, che avranno un diametro di 8,1 metri, sono stati scavati garantendo una precisione millimetrica grazie a sistemi di automazione e monitoraggio continuo in grado di supportare gli operatori nella gestione delle pressioni e delle temperature della montagna.
Cunicolo esplorativo e analisi dei dati geologici
Sotto le canne principali, a una profondità di 12 metri, si estende il cunicolo esplorativo. Con un diametro di 6 metri, questa sezione non è semplicemente un tunnel di servizio, ma un vero e proprio strumento hi-tech per la raccolta dei dati geologici.
Le informazioni raccolte consentono agli ingegneri di applicare tecniche di analisi predittiva, valutando la composizione della roccia in tempo reale e adattando di conseguenza le strategie di scavo. Questo approccio basato sui dati permette di minimizzare i rischi ambientali e strutturali, garantendo la massima sicurezza e ottimizzando i tempi di realizzazione del progetto.

L’infrastruttura è stata concepita per rivoluzionare la mobilità sostenibile, inserendosi nel Corridoio Scandinavo-Mediterraneo della rete TEN-T. Attualmente i treni devono affrontare un percorso che raggiunge i 1.370 metri sul livello del mare.
Grazie al nuovo tracciato, che si sviluppa a 794 metri di altitudine, i treni passeggeri potranno viaggiare fino a 250 km/h, riducendo i tempi di percorrenza tra Fortezza e Innsbruck da 80 a soli 25 minuti. Questo passaggio consentirà lo spostamento del traffico merci dalla gomma alla rotaia, contribuendo in modo decisivo alla decarbonizzazione dei trasporti e alla riduzione dell’inquinamento acustico e atmosferico.
Per la realizzazione di quest’opera colossale, che vedrà la fine dei lavori prevista per il 2032, è stato stanziato un investimento complessivo di circa 10,5 miliardi di euro, finanziato al 50% dall’Unione Europea.
La restante quota è ripartita equamente tra Austria e Italia. L’intero sistema, che raggiungerà una lunghezza complessiva di 204 chilometri tra cunicoli e gallerie, rappresenta una vetrina di eccellenza per l’ingegneria italiana guidata dal consorzio Webuild, dimostrando la capacità di integrare tecnologie all’avanguardia con gli obiettivi di transizione ecologica del nostro continente.