iPhone, addio a questi modelli: quali smetteranno di funzionare con il nuovo aggiornamento

iPhone, addio a questi modelli: quali smetteranno di funzionare con il nuovo aggiornamento

L’attesa per il rilascio di iOS 17 ha sollevato il consueto polverone di interrogativi sulla longevità dei dispositivi Apple.

Con l’avvicinarsi della Worldwide Developers Conference (WWDC), le indiscrezioni sulla compatibilità del prossimo sistema operativo si fanno sempre più insistenti, delineando una linea di demarcazione netta che taglierà fuori una fetta non trascurabile di utenza.

Sebbene Cupertino tenda a supportare i propri smartphone molto più a lungo della concorrenza, il limite hardware sembra essere stato raggiunto per alcuni modelli storici, rendendo l’imminente aggiornamento un vero e proprio spartiacque generazionale.

Blocco iPhone: quali modelli sono a rischio

Secondo le informazioni circolate nelle ultime ore, Apple si appresterebbe a interrompere il supporto per i dispositivi dotati del chip A11 Bionic. Questo significa, in termini pratici, che l’iPhone 8, l’iPhone 8 Plus e il rivoluzionario iPhone X non riceveranno iOS 17.

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Il salto tecnologico richiesto dalle nuove funzionalità di intelligenza artificiale e gestione dei processi sembra aver saturato le capacità di calcolo di questi processori, nati ormai nel lontano 2017. È interessante notare come l’iPhone X, il primo modello a sdoganare il notch e il Face ID, rischi di finire in pensione proprio mentre il suo design, seppur rifinito, continua a dominare l’estetica degli ultimi nati.

C’è un dettaglio tecnico, spesso trascurato nelle analisi puramente commerciali, che riguarda la vulnerabilità a livello di bootroom su questi specifici chip. Il chip A11, infatti, soffre di una falla di sicurezza non patchabile via software, un aspetto che potrebbe aver spinto Cupertino a velocizzare la transizione verso architetture più protette, preferendo sacrificare l’anzianità di servizio sull’altare della sicurezza informatica globale. In un ufficio di design a Cupertino, si dice che esistano ancora prototipi di iPhone 8 con scocche dai colori mai commercializzati, piccoli spettri di una produzione industriale che ora si prepara a diventare reperto da collezionismo o, nel peggiore dei casi, rifiuto elettronico.

L’intuizione che serpeggia tra gli analisti meno allineati è che questa esclusione non sia solo una questione di potenza bruta. Forse, stiamo assistendo alla fine dell’era dello smartphone “generalista” a favore di dispositivi che fungono esclusivamente da terminali per motori neurali avanzati. Chi possiede un iPhone X si troverà tra le mani un oggetto ancora performante per la navigazione web o la messaggistica, ma tagliato fuori dall’ecosistema dei servizi più moderni. Non si tratta di un’obsolescenza programmata nel senso classico del termine, quanto di una deriva biologica del silicio che non riesce più a ospitare la complessità del codice moderno.

Per gli utenti che utilizzano ancora questi modelli, la scelta diventa obbligata. Sebbene la sicurezza continuerà a essere garantita per un certo periodo attraverso piccoli update mirati, l’assenza delle nuove API impedirà l’installazione delle versioni più recenti delle applicazioni di terze parti. È un lento scivolare verso l’ombra. Il mercato dell’usato subirà inevitabilmente un contraccolpo, con una svalutazione immediata di questi dispositivi, mentre l’attenzione si sposterà su iPhone XR, XS e i modelli successivi, che per il momento restano saldamente nella lista dei “superstiti” del prossimo autunno tecnologico.

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