Le persone che tengono i cellulari in modalità silenziosa condividono tratti psicologici simili: ecco quali

Le persone che tengono i cellulari in modalità silenziosa condividono tratti psicologici simili: ecco quali

C’è un gesto minuscolo, quasi invisibile, che molti fanno senza pensarci: spostare la levetta del telefono e mettere tutto in silenzio.

Eppure, secondo la ricerca scientifica, potrebbe essere uno dei modi più semplici ed efficaci per proteggere la mente durante la giornata lavorativa.

Uno studio dell’Università Kyung Hee, pubblicato sulla rivista Computers in Human Behavior, ha osservato da vicino proprio questo fenomeno: cosa succede quando il telefono smette di interrompere continuamente la nostra attenzione.

La ricerca ha coinvolto 114 lavoratori, divisi in due gruppi. Il primo ha utilizzato per quattro settimane un’app di mindfulness chiamata InMind, mentre il secondo ha iniziato il percorso solo successivamente, fungendo da gruppo di controllo. I risultati sono stati misurati prima, dopo quattro settimane e poi ancora dopo otto. Gli indicatori analizzati erano concreti: livello di stress, burnout, coinvolgimento sul lavoro, capacità di concentrazione e vitalità mentale.

Il dato che emerge è chiaro: chi ha utilizzato l’app ha registrato un calo significativo dello stress e un miglioramento della concentrazione. Ma il punto più interessante riguarda un’abitudine apparentemente banale: silenziare il telefono. Chi, oltre alla mindfulness, ha ridotto le notifiche o messo il dispositivo in modalità silenziosa ha ottenuto benefici ancora più evidenti.

Il telefono silenzioso libera davvero la mente

Non è solo una sensazione. Secondo Adrian Ward, professore dell’Università del Texas, la semplice presenza dello smartphone – anche spento – riduce le capacità cognitive. Il cervello, in pratica, resta in uno stato di allerta costante.

Quando invece il telefono viene silenziato e allontanato, succede qualcosa di diverso: sparisce l’aspettativa della notifica. E con essa, una parte consistente dello stress mentale. Non si tratta di isolamento, ma di controllo. Chi adotta questa abitudine decide quando essere raggiungibile, invece di lasciare che sia il dispositivo a dettare i tempi.

C’è un dato che colpisce più di tutti: dopo un’interruzione, servono in media oltre 23 minuti per tornare pienamente concentrati

Il vero costo delle interruzioni(www.webnews.it)

C’è un dato che colpisce più di tutti: dopo un’interruzione, servono in media oltre 23 minuti per tornare pienamente concentrati. Questo significa che ogni notifica non porta via solo pochi secondi, ma spezza il flusso mentale. E nel corso di una giornata, questo meccanismo può tradursi in ore perse.

Chi utilizza il telefono in modalità silenziosa tende a organizzare le risposte in momenti precisi, evitando il continuo passaggio da un’attività all’altra. Il risultato è una produttività più stabile e meno frammentata.

Meno notifiche, meno stress fisico

Il legame tra notifiche e stress non è solo psicologico. Gloria Mark, ricercatrice dell’Università della California, ha evidenziato come le interruzioni digitali aumentino i livelli di stress e peggiorino l’umore.

Ogni suono, ogni vibrazione attiva il sistema nervoso, come se fosse un segnale di allarme. Anche quando si tratta di messaggi banali o pubblicità.

Eliminare queste sollecitazioni continue permette al corpo di restare più a lungo in uno stato di calma. Alcuni effetti riportati dai partecipanti sono concreti: maggiore lucidità, meno ansia e persino un sonno più regolare.

C’è poi un aspetto meno evidente ma altrettanto importante: la qualità delle relazioni. Chi non viene continuamente distratto dallo smartphone tende ad essere più presente nelle conversazioni, più attento ai dettagli, più coinvolto.

Questa presenza si traduce in fiducia, collaborazione e, in molti casi, in una migliore percezione professionale. Allo stesso tempo, il silenzio favorisce quello stato mentale che gli psicologi chiamano “flusso”: una condizione in cui la concentrazione è totale e il lavoro scorre senza interruzioni.

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