Per quanto riguarda il passaporto, alcune cose sono destinate a cambiare: per andare in alcuni posti non servirà più.
Chi viaggia lo scopre spesso all’ultimo momento: il passaporto resta nel cassetto e si parte comunque. Non è un’eccezione, sta diventando una normalità che si allarga, pezzo dopo pezzo, ben oltre i confini più scontati. La carta d’identità valida per l’espatrio sta prendendo il posto del passaporto in molte più situazioni di quanto si pensi.
Dentro l’Unione Europea il meccanismo è noto, ma vale la pena dirlo chiaramente perché è il punto di partenza. Con la carta d’identità si entra senza problemi in Spagna, Francia, Germania, Grecia, Portogallo, Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Svezia, ma anche in Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia e Ungheria. In pratica, ci si muove come se i confini non esistessero più.
Non solo continente: anche le isole coinvolte
Il cambiamento si vede ancora di più quando si guarda alle destinazioni turistiche. Le Isole Canarie e le Isole Baleari (Spagna), le Azzorre e Madeira (Portogallo), Creta e le altre isole greche, ma anche territori più particolari come le Isole Faroe, la Groenlandia e la Corsica restano accessibili con un semplice documento d’identità. Luoghi lontani sulla mappa, ma ormai vicini nella pratica.

Non vale solo per l’Europa (www.webnews.it)
Poi c’è un secondo blocco, meno evidente ma altrettanto rilevante. Paesi europei fuori dall’Unione che accettano comunque la carta d’identità. Qui dentro trovi Albania, Andorra, Bosnia-Erzegovina, Georgia, Islanda, Liechtenstein, Macedonia del Nord, Moldova, Monaco, Kosovo, Montenegro, Norvegia, San Marino, Serbia, Svizzera e le Isole del Canale. Non è più solo Europa, è un sistema più largo che si è costruito nel tempo.
Il salto fuori dall’Europa (ma a determinate condizioni)
La vera sorpresa arriva quando si esce dal continente. Alcuni Paesi hanno aperto, ma senza eliminare del tutto i controlli. In Turchia si entra con carta d’identità, ma solo se ha una validità residua lunga e ben precisa. In Egitto succede qualcosa di simile, con regole che spesso non sono così immediate per chi prenota.
Ancora più particolare il caso dei territori francesi d’oltremare. Martinica, Guadalupa, Réunion, Guyana Francese, Saint-Pierre e Miquelon, Mayotte, Saint-Barthélemy, Saint-Martin, Nuova Caledonia e Polinesia Francese si raggiungono senza passaporto, almeno sulla carta.
Poi però entra in gioco il viaggio reale. Se il volo passa per Stati Uniti, Canada o Regno Unito, il passaporto torna obbligatorio. Ed è proprio qui che molti viaggi saltano o si complicano.
Cosa cambia davvero per chi parte
Il vantaggio è evidente, ma non è lineare. Si risparmia tempo, si evita la trafila del rinnovo, si può decidere di partire anche con poco anticipo. Per chi viaggia spesso, la differenza si sente subito, anche nei costi e nell’organizzazione.
Allo stesso tempo, cresce una specie di incertezza silenziosa. Le regole non sono tutte uguali, cambiano, si aggiornano. Il documento basta, ma solo se è quello giusto nel contesto giusto.
E allora succede che il viaggio diventa più semplice e più complicato insieme. Più semplice perché il passaporto non serve sempre. Più complicato perché bisogna sapere esattamente quando invece serve ancora. E questa differenza, spesso, si scopre solo quando si è già pronti a partire.