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Fujifilm GFX 50S: medio formato professionale

Sensore medio formato da 51 MP in una mirrorless relativamente compatta: Fujifilm GFX 50S sfida le reflex full frame con una qualità d'immagine assoluta.

Prezzo

€ 7.115

Giudizi
  • Caratteristiche8,5
  • Design8,5
  • Prestazioni9
  • Qualità prezzo8
Pro

Medio formato in un corpo compatto, eccezionale qualità d'immagine, esperienza d'uso profonda ma intuitiva, AF rapido e preciso.

Contro

Non velocissima nelle prestazioni, qualche tasto scomodo da premere, autonomia limitata, costo da super-professionale.

Di , 13 novembre 2017

Dopo il grande successo ottenuto da Fujifilm con la sua serie X di fotocamere APS-C, molti appassionati immaginavano che il produttore giapponese sarebbe prima o poi entrato nel settore delle full frame.

Per la sua macchina super-professionale ad altissima risoluzione, invece, Fuji ha preferito pensare ancora più in grande: la nuova GFX 50S è infatti una mirrorless con sensore medio formato, ossia circa 1,7 volte più grande rispetto a quello delle tradizionali reflex 35mm. La prima conseguenza di tale scelta è quella di offrire una qualità d’immagine assoluta, in ogni condizione di scatto.

Il tutto ad un costo che, pur essendo sicuramente impegnativo, per il segmento risulta persino abbordabile: circa 7.000 euro per il solo corpo macchina. (Fino a pochi anni fa, le medio formato digitali costavano svariate decine di migliaia di euro).

Fujifilm GFX 50S: prezzo ()

La Fujifilm GFX 50S ha un prezzo suggerito al pubblico di 7.115 euro, IVA inclusa. Con la mirroless Fujifilm medio formato sono stati introdotti anche i nuovi obbiettivi G-mount della serie FUJINON: GF63MM a 1.625,00, GF32-64MM a 2.545,00 e GF120MM a 2.955,00, tutti IVA inclusa.

Nel prezzo sono inclusi due anni gratuiti del nuovo Fuji Professional Service per i professionisti, che garantisce tempi di riparazione di 10 giorni, inclusa spedizione e restituzione, e macchina sostitutiva qualora i pezzi impieghino più tempo ad arrivare. Del servizio fa parte anche un piano di controllo regolare. L’Italia è stata fra i primi Paesi che beneficeranno di tale servizio.

Fujifilm GFX 50S: caratteristiche ()

La Fujifilm GFX 50S equipaggia un sensore CMOS da 51.4 Megapixel con dimensioni 44 x 33 mm (o, appunto, medio formato). Per questa unità, l’azienda ha deciso di non impiegare la propria tecnologia proprietaria X-Trans, bensì una normale matrice di colore RGB, mantenendo comunque l’assenza del filtro passa-basso per ottenere il massimo in termini di nitidezza delle immagini.

Il sensore non integra pixel per il riconoscimento dell’autofocus a fase, dunque l’AF è realizzato esclusivamente tramite il metodo a contrasto. L’X Processor Pro offre un range di ISO nativi che va da 100 a 12.800 (con estensione fino a 102.400), mentre l’otturatore meccanico raggiunge la velocità massima di 1/4.000s (1/16.000s nella variante elettronica) e una sincronia flash di 1/125s. La raffica massima da soli 3 FPS sottolinea come questa non sia una macchina votata all’azione, bensì ad uno stile di fotografia più lento e ponderato, com’è normale per una medio formato.

Lo schermo è un OLED da 3,2 e 2.360k punti, articolato su due assi e dotato di funzionalità touch, comoda per la selezione del punto di messa a fuoco o in fase di playback delle immagini. Il mirino elettronico (che si può disconnettere dal corpo macchina) offre un’eccellente ingrandimento di 1.08x con una risoluzione di ben 3.690k punti e rappresenta quindi una splendida finestra, grande e dettagliata, per inquadrare le proprie immagini. Peccato che in alcune situazioni specifiche (ad esempio scene di dettaglio molto fine in forte controluce) possa soffrire di fastidiosi effetti moiré.

Il doppio slot per schede di memoria può accogliere due SD UHS-II, ed è presente un’antenna Wi-Fi integrata per il collegamento con smartphone. La batteria, infine, ha un rating CIPA di 400 scatti:  pochi per una fotocamera comunque voluminosa (le reflex full frame superano agevolmente i 1.000).

Fujifilm GFX 50S: design ()

La Fujifilm GFX 50S è decisamente agile per essere una medio formato: il corpo macchina misura solo 148 x 94 x 91 mm con un peso circa 740g, ed è dunque persino più snello di molte reflex full frame (la recente Nikon D850, ad esempio, misura 146 x 124 x 79 mm e pesa 1 kg).

Ovviamente, una volta innestati gli obiettivi, la situazione cambia sostanzialmente: la grande dimensione del sensore si ripercuote sulle dimensioni di tutte le ottiche, che difatti sono piuttosto pesanti ed ingombranti. Nel complesso, però, questa macchina resta molto maneggevole e può essere tranquillamente impiegata a mano libera, senza la necessità di cavalletti o altri sostegni: un tratto decisamente apprezzabile per una medio formato.

Il corpo macchina, realizzato in solidissima lega di magnesio e resistente a polvere e spruzzi, replica fedelmente i comandi ormai tradizionali dei modelli professionali Fujifilm. Ci sono dunque le consuete ghiere per ISO, tempi e diaframmi (quest’ultima sul barilotto degli obiettivi), alle quali si affianca il comodo joystick per la selezione dei punti di messa a fuoco. Non mancano però alcune novità: sulla spalla destra, ad esempio, è presente un piccolo monitor LCD aggiuntivo che indica le informazioni di scatto essenziali.

Il sistema di controllo è generalmente molto ben fatto ed intuitivo. Nonostante le dimensioni del corpo macchina, però, alcuni pulsanti sono relativamente piccoli e scomodi da premere: è il caso, ad esempio, del tasto +/- per la compensazione dell’esposizione e del prezioso tasto Q per l’accesso al menu rapido.

Fujifilm GFX 50S: recensione ()

La Fujifilm GFX 50S offre un’esperienza d’uso sorprendentemente disinvolta e familiare: poter trasportare con sé una medio formato in una piccola borsa e impugnarla in strada come si farebbe con una normale reflex 35mm, è una rivoluzione che sottolinea quanto la tecnologia mirrorless stia trasformando il mondo della fotografia.

Chiaramente, i campi di applicazione più tradizionali per una medio formato sono quelli che si svolgono in contesti controllati e relativamente statici (ritratto posato in studio, panorami, nature morte, product shot e simili), ma anche al di fuori di questo ambiente la GFX 50S si dimostra decisamente a suo agio, grazie ad automatismi piuttosto validi ed efficaci.

L’autofocus, ad esempio, in modalità punto singolo e con luce diurna si rivela rapido e consente di scattare in scioltezza tutte le scene di movimento normale. Ovviamente, i limiti del metodo a contrasto emergono con chiarezza nelle scene di estrema bassa luce (dove l’AF si fa molto più lento ed esitante) e nelle prestazioni dell’AF continuo, qui appena abbozzato e sostanzialmente inutilizzabile. Tali dettagli distanziano nettamente la Fujifilm GFX 50S dalla rapidità d’impiego delle migliori reflex  sportive, ricordandoci che, nonostante le dimensioni paragonabili, si tratta comunque di strumenti destinati ad impieghi ben diversi.

In compenso, l’AF è assolutamente infallibile in termini di precisone: si tratta di una caratteristica intrinseca della tecnologia mirrorless (visto che l’immagine è messa a fuoco direttamente sul sensore), preziosissima per una medio formato ad alta risoluzione, capace di esprimere profondità di campo limitatissime e, dunque, di evienziare ogni minimo errore di messa a fuoco. Molto utile, in tal senso, anche l’AF con riconoscimento facciale, che consente di scattare con facilità ritratti sempre nitidi e a fuoco.

La qualità d’immagine è la raison d’être delle fotocamere medio formato e, dunque, rappresenta il fronte su cui la Fujifilm GFX 50S eccelle in assoluto. La risoluzione di 51 Megapixel è elevatissima e consente di riprodurre scene straordinariamente dettagliate (con la grande incisione data dall’assenza di filtro passa-basso) o di effettuare crop estremi in post produzione.

Anche la prestazione sugli alti ISO è straordinaria e consente di scattare tranquillamente a valori estremi come 6.400-12.800, con una minima degradazione delle immagini in termini di rumore digitale e una perdita cromatica solo leggermente più accentuata.

Soprattutto, però, ad eccellere è la gamma dinamica: il sensore della Fujifilm GFX 50S è in grado di contenere nell’istogramma scene di controluce estremo, garantendo un’enorme possibilità di intervento in termini di  apertura delle ombre e recupero delle alte luci. Si tratta di un dettaglio apprezzatissimo da molti fotografi professionisti (soprattutto i paesaggisti), nonché dell’aspetto prestazionale più inseguito in assoluto dall’attuale industria dei sensori.

Nel complesso, la prestazione in termini di qualità d’immagine è sicuramente al vertice dell’attuale mercato delle fotocamere digitali. Rispetto alle reflex full frame più recenti e avanzate (come la Nikon D850 o la ventura Sony 7R Mk III), il distacco qualitativo è probabilmente meno ampio di quanto il semplice confronto dimensionale tra sensori non suggerisca, ma comunque esiste e di certo può fare la differenza, soprattutto per il segmento dei super-professionisti cui questa macchina è dedicata.

Osservando la qualità dei filmati registrati, invece, appare evidente che la Fujifilm GFX 50S non è dedicata ai video maker: è assente la modalità 4K, ma anche i video 1080p (limitati a 30 fps) sono poveri di dettaglio e sgradevoli rispetto agli elevatissimi standard ormai raggiunti dalle migliori video-reflex e mirrorless. La presenza di un jack microfono e di un’uscita per le cuffie, dunque, non deve trarre in inganno.

La Fujifilm GFX 50S è una macchina dalle caratteristiche estreme in termini di qualità, ma sorprendentemente abbordabile in termini di costo (rispetto al segmento) e di esperienza utente offerta.

Il sensore da 51 Megapixel è il massimo attualmente disponibile sul mercato in termini di risoluzione, prestazione in bassa luce e gamma dinamica, andando persino oltre quanto offerto dalle migliori e più recenti reflex full frame. La natura di mirrorless dona invece a questa macchina caratteristiche di relativa compattezza e maneggevolezza, che non si riscontrano nei pochi prodotti concorrenti (come la Pentax 645Z, anch’essa medio formato, ma con specchio).

Il prezzo di 7.000 euro, dunque, è ampiamente giustificato per il target di riferimento: quei pochi fotografi super-professionisti che necessitano del massimo assoluto in termini di qualità d’immagine, ma al tempo stesso di uno strumento non troppo ingombrante, da poter trasportare con sé magari in un fantastico viaggio esotico per scattare panorami mozzafiato e stamparli a dimensione galleria.