Se non modifichi le impostazioni di alcune app, il rischio per la tua privacy è tutto tranne che irrilevante da considerare.
Oggi quasi tutti abbiamo uno smartphone. Anzi, sono diventati così integrati nelle nostre vite che ormai non li separiamo mai, neanche quando andiamo in bagno. Eppure, non sempre ci fermiamo a pensare a quello che ci sta succedendo dietro le quinte del nostro telefono. Ogni volta che scarichiamo un’app, ci ritroviamo a dare accesso a una quantità impressionante di dati personali, e spesso, senza nemmeno accorgercene, ci trasformiamo in una sorta di ‘merce’ per gli sviluppatori di app, che guadagnano vendendo questi dati agli inserzionisti.
Le app più innocue nascondono sorprese
Chi avrebbe mai pensato che l’app della torcia, quella che tutti usiamo per illuminare la notte, potesse essere un ‘cavallo di Troia’ per raccogliere informazioni su di noi? Eppure, le app per la torcia sono uno dei punti più deboli nella sicurezza dei nostri dispositivi. Secondo Harold Li, vicepresidente di ExpressVPN, molte app torcia gratuite richiedono accesso a microfoni, contatti e altre informazioni sensibili, facendoci correre il rischio di rivelare i nostri dati privati agli sviluppatori, che li rivendono a chiunque voglia pagarli.

A quali app prestare attenzione (www.webnews.it)
Non è solo un problema di app torcia. Anche i giochi, come l’ormai celebre Angry Birds, sono stati al centro di scandali legati alla privacy. A pochi ricordano che, nel caso di Edward Snowden, fu proprio Angry Birds ad essere menzionato come uno degli strumenti usati dalla NSA per spiare milioni di utenti. L’app, infatti, non solo raccoglieva informazioni su chi la usava, ma le cedeva a chi aveva bisogno di ‘profilare’ gli utenti in modo più dettagliato. E, purtroppo, non è solo un caso isolato.
App di fitness, social e geolocalizzazione: attenzione ai dati sensibili
Altra categoria che merita attenzione sono le app per il fitness. Quante volte avete scaricato un’app per monitorare la salute, come quelle che tracciano i chilometri percorsi o le calorie bruciate? Bene, sappiate che queste app utilizzano la geolocalizzazione per monitorare i vostri spostamenti. Se il provider è poco conosciuto, i rischi sono evidenti: i vostri dati sulla posizione, i vostri orari e le vostre abitudini potrebbero finire in mano a sconosciuti. Addirittura, potrebbero fornire informazioni dettagliate su quando siete a casa o meno, dando ad alcuni la possibilità di ‘studiare’ la vostra vita privata. Insomma, non è così difficile immaginare a cosa possano servire questi dati.
E non pensate che i social network siano più sicuri. Facebook, Instagram, WhatsApp… tutti raccolgono dati sulla vostra posizione ogni volta che caricate una foto o fate un check-in. Il problema diventa particolarmente rischioso quando vi trovate lontani da casa: se pubblicate una foto durante le vacanze, sappiate che chiunque può tracciare il vostro spostamento e, in alcuni casi, avere accesso a dettagli sulla vostra vita quotidiana.
Navigazione e mappe: cosa c’è dietro l’apparente utilità
Le app di navigazione come Google Maps e Apple Maps sono sicuramente utili, ma anche qui c’è un lato oscuro. Queste applicazioni usano la geolocalizzazione per fornirvi indicazioni precise, ma lo fanno anche per tracciare ogni vostro spostamento, memorizzando la cronologia delle posizioni. Questo può sembrare un bene quando, ad esempio, l’app vi suggerisce il percorso migliore per andare al lavoro, ma pensateci: queste informazioni potrebbero essere utilizzate per altri scopi. Anzi, potrebbero essere vendute a terzi. E questo è qualcosa che riguarda tutti, anche quelli che pensano di non avere nulla da nascondere. Gli inserzionisti sono i primi a trarre vantaggio dai dati di localizzazione, creando profili sempre più dettagliati su ciascuno di noi.
Come difendersi?
E allora, come ci difendiamo da questa ‘sorveglianza’? La risposta è semplice: partiamo dalle impostazioni del nostro telefono. Le app di torcia, i social, le app di fitness… spesso consentono di disattivare il tracciamento della posizione o di limitare l’accesso ai dati personali. È sempre meglio farlo piuttosto che rischiare di perdere il controllo sulla propria privacy. Se un’app vi sembra sospetta, cancellatela senza indugi. L’invito è chiaro: è il momento di fare una revisione delle app che abbiamo installato, perché non è solo una questione di sicurezza, ma di libertà di scelta.
Non è necessario essere esperti di tecnologia per capire che il nostro smartphone è diventato una sorta di ‘finestra’ sul nostro mondo. E se non facciamo attenzione, chiunque può spiarci dietro quel vetro.