Uno degli errori più diffusi riguarda la distanza tra schermo e volto, un fattore che può incidere sul benessere visivo e sulla postura.
Secondo gli specialisti, i dispositivi digitali andrebbero tenuti a una distanza media tra 33 e 50 centimetri, simile a quella di un braccio disteso. Nella realtà, però, molti utenti avvicinano lo schermo fino a circa 25–30 centimetri, aumentando lo stress visivo.
Affaticamento visivo e sintomi più comuni
Questa abitudine può portare a un sovraccarico degli occhi, costretti a mantenere una messa a fuoco ravvicinata prolungata. Tra i segnali più frequenti si segnalano:
- bruciore e secchezza oculare
- vista sfocata
- mal di testa
- stanchezza mentale e difficoltà di concentrazione
L’uso intensivo di smartphone e tablet ha cambiato profondamente il modo in cui vediamo da vicino. Lo schermo viene consultato per tempi lunghi, spesso in condizioni di luce non ideali, aumentando il disagio visivo.

Come tenere lo smartphone per non rischiare la salute – Webnews.it
Un altro effetto collaterale riguarda la postura: tenere il telefono troppo vicino porta spesso a inclinare il collo verso il basso, causando nel tempo tensioni cervicali e dolori alla schiena.
Tecnologia e prevenzione del problema
Alcuni sistemi operativi hanno iniziato a introdurre funzioni che monitorano la distanza tra volto e dispositivo, avvisando l’utente quando lo schermo è troppo vicino. L’obiettivo è aumentare la consapevolezza e correggere le abitudini scorrette, soprattutto nei più giovani.
Tra i consigli più efficaci degli esperti c’è la regola del 20-20-20: ogni 20 minuti è utile distogliere lo sguardo per 20 secondi guardando un oggetto distante circa 6 metri. Questa pausa permette ai muscoli oculari di rilassarsi e ridurre l’affaticamento.
Il problema non è lo smartphone in sé, ma l’uso scorretto che se ne fa. Mantenere la giusta distanza dallo schermo è un gesto semplice ma spesso ignorato, che può fare una grande differenza per la salute degli occhi e della postura nel lungo periodo.