Speciale Assistenti vocali

Assistenti vocali

Assistenti vocali, gli smartphone ci parlano

Gli assistenti vocali sono delle piattaforme basate su algoritmi di intelligenza artificiale che permettono alle persone di poter interagire con la voce in maniera quasi naturale con degli operatori virtuali. Alcune delle implementazioni più famose sono Alexa, l'Assistente Google e Siri. Grazie a queste piattaforme, le persone sono in grado di compiere alcune specifiche operazioni semplicemente utilizzando dei comandi vocali. Per esempio è possibile ottenere informazioni, gestire la riproduzione della musica e persino controllare eventuali dispositivi domotici. Gli assistenti vocali, però, si trovano anche altrove come in alcuni modelli di auto e nei sistemi di assistenza clienti di alcune aziende.

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Gli assistenti vocali in futuro rivoluzioneranno il modo con cui le persone comunicano. In particolare, questa tecnologia troverà un’importante implementazione sia in ambito business che in quello consumer. Già oggi grazie a piattaforma come Siri, Alexa e l’Assistente Google le persone possono accedere ad uno spicchio di futuro quando sarà possibile interagire direttamente con entità virtuali che forniranno non solo semplici informazioni di base ma anche una serie di servizi avanzati attraverso una conversazione naturale quasi umana.

Tutto questo è possibile grazie all’intelligenza artificiale ed al machine learning che progressivamente stanno rendendo gli assistenti vocali sempre più precisi. Ovviamente, ci vorrà tempo, l’evoluzione di queste piattaforma, per quanto possa sembrare molto rapida, richiederà ancora molto tempo prima che sia in grado di garantire un approccio davvero naturale.

Del resto, la tecnologia degli assistenti vocali è molto giovane e la strada da percorrere è ancora molto lunga ed irta di ostacoli.

Assistenti vocali, cosa sono? ()

Il nome fa già ben capire che cosa siano. Gli assistenti vocali altro non sono che dei sistemi basati sull’intelligenza artificiale e sul machine learning in grado di interagire nella maniera più naturale possibile con le persone attraverso dei comandi vocali. Grazie a speciali algoritmi sono in grado di riconoscere la voce e i dialoghi delle persone comportandosi di conseguenza. Grazie al machine learning sono anche in grado di imparare e di migliorare le loro abilità nel corso del tempo.

La tecnologia di riconoscimento vocale è ancora molto giovane ma offre già ottimi risultati pratici anche se i dialoghi tra le persone e l’operatore virtuale risultano essere ancora molto schematici e meccanici. Oggi, gli assistenti vocali reagiscono ad un preciso comando scegliendo tra un set di risposte/soluzioni preconfigurate. Nei sistemi più raffinati le risposte possono basarsi anche sulle abitudini degli utenti che l’assistente vocale ha iniziato a conoscere.

Assistenti vocali, un po’ di storia ()

Il baricentro degli assistenti vocali è la tecnologia di riconoscimento vocale senza la quale non potrebbero esistere. Per quanto questa tecnologia sia giovane, in realtà la sua prima implementazione risale addirittura al 1952 quando fu costruito Audrey (Automatic Digit Recnognizer), un dispositivo per il riconoscimento di singole cifre parlate. Circa 10 anni più avanti, al Salone di New York del 1964, IBM presentò, invece, Shoebox, una sorta di calcolatore controllabile attraverso comandi vocali. Le persone potevano risolvere piccoli calcoli direttamente comunicandoli all’apparecchio attraverso un microfono. Negli anni ’70 si iniziò a studiare con maggiore attenzione questa tecnologia ma fu a partire dagli anni ’80 che iniziarono a sorgere le prime grandi società che si occuparono di riconoscimento vocale.

Con il passare degli anni la tecnologia viene sempre più affinata e negli anni ’90 il riconoscimento vocale sbarca, anche se in maniera “grezza”, all’interno dei call center degli operatori. Grazie a questa tecnologia, alcuni dei più importanti player del settore realizzarono soluzioni che aiutavano le aziende telefoniche a gestire le chiamate ai call center in base alle interazione vocali di chi chiamava.

L’evoluzione del riconoscimento vocale si fece poi più rapida. Accanto ad alcuni player storici come Nuance entrarono ben presto in scena anche giganti del calibro di Amazon, Apple, Google e Microsoft. Tra alcune delle più implementazioni più famose del recente passato del riconoscimento vocale si ricordano quelle presenti in Windows XP nel 2001 e in alcuni primi cellulari degli anni 2000 che permettevano la dettatura vocale degli SMS o riconoscevano i nomi della rubrica consentendo alle persone di avviare le chiamate con la voce.

Ma la vera rivoluzione arriva con il machine learning e l’intelligenza artificiale che hanno permesso di migliorare drasticamente l’efficienza del riconoscimento vocale rendendo possibile la nascita dei veri e propri assistenti vocali.

La prima azienda a dare un forte impulso in tal senso fu Apple che nel 2011 lanciò Siri ancora oggi presente in tutti i prodotti della società. Il lancio di questo assistente vocale stimolò anche altre aziende a fare lo stesso. Google lancio il suo Assistente Google, Amazon lanciò Alexa, Microsoft presentò Cortana e Samsung il suo Bixby.

Lo sviluppo del riconoscimento vocale e degli assistenti ovviamente non è finito ed anzi si può considerare ancora in una fase iniziale visto che molto si deve ancora fare. La ricerca si concentrerà prevalentemente sulla comprensione del linguaggio per rendere in futuro i dialoghi tra uomo e macchina i più naturali possibili.

Assistenti vocali: Amazon, Apple e Google ()

Quando si parla di assistenti vocali vengono in mente subito gli assistenti sviluppati da Amazon, Apple e Google, giusto per fare alcuni esempi tra i più famosi. Assistenti vocali che trovano posto non solo all’interno degli smartphone ma anche dei moderni smart speaker come i Google Home o gli Amazon Echo.

Attraverso queste piattaforme, le persone possono interagire con i dispositivi, siano essi smartphone o smart speaker per ottenere informazioni, gestire la musica o compiere determinate azioni. Addirittura, grazie ai kit di sviluppo rilasciati alle aziende, gli assistenti vocali sono in grado di interagire anche con dispositivi esterni, permettendo, per esempio, alle persone di poter controllare con la voce i dispositivi domotici di casa.

Oggi queste soluzioni offrono già un grado di precisione molto buono ma grazie al machine learning non potranno che migliorare in futuro.

Assistenti vocali: altri ambiti applicativi ()

Pensare che l’utilizzo degli assistenti vocali si fermi agli smartphone e agli smart speaker è assolutamente sbagliato. Queste piattaforma posseggono grandissime potenzialità in tanti settori tanto che già oggi si possono trovare altrove.

In ambito Automotive, per esempio, Mercedes ha implementato nella sua nuova Classe A un vero e proprio assistente vocale che permette alle persone di poter gestire alcuni aspetti dell’auto direttamente con il solo ausilio della voce.

Anche il settore aziendale è molto interessato a queste piattaforme. Del resto proprio l’assistenza clienti ed i call center hanno contribuito allo sviluppo di queste soluzioni negli anni passati. In futuro, dunque, sempre di più le persone avranno a che fare con operatori virtuali quando contatteranno l’assistenza clienti di un’azienda.

Anche la domotica è un settore potenzialmente interessante per gli assistenti vocali con le persone che potranno gestire tutti i dispositivi smart delle abitazioni con la voce. Le applicazioni pratiche sono, dunque, quasi infinite e nei prossimi anni grazie agli assistenti vocali si assisterà ad una vera e propria rivoluzione in molti ambiti.

Immagine: LPETTET via iStock