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Need for Speed Undercover

La velocità non basta per scappare in fretta da un disastro

Voto WebNews
5,7
Data di uscita

21 Novembre 2008

Giudizi
  • Giocabilità4,5
  • Grafica5,1
  • Sonoro7,5
  • Multiplayer7,0
  • Longevità4,5
Pro

Accattivante design delle auto, comparto sonoro ben assemblato e modalità multiplayer tutto sommato gradevole

Contro

Gravi lacune concettuali. Limiti tecnici sin troppo evidenti. Grado di sfida praticamente nullo

Di ,

Giocabilità

Diversamente da quanto accadeva in Pro Street, la cui architettura portante si sviluppava lungo una serie più o meno infinita di gare su circuiti, Need For Speed: Undercover rispolvera il concetto di struttura aperta, asservendolo alle trame di un canovaccio dal forte retrogusto poliziesco.

Nell’interpretare un giovane agente infiltrato nel torbido mondo delle corse clandestine, i giocatori avranno dunque accesso a un intera metropoli, lungo le cui strade sarà possibile sperimentare ogni sorta di sfida e affrontare, al contempo, l’aggressività di forze di polizia ben poco inclini a tollerare questo genere di competizioni.

Quello che, a occhi ingenui, potrebbe solo apparire come un semplice rimpasto di tematiche e soluzioni già esplorate in precedenza, rivela ben presto i connotati di un vero suicidio concettuale. E non solamente a causa  della micidiale desolazione riscontrabile tra le vie della città…

Oltre a non presentare l’ombra di alcun passante, garage, concessionaria o qualsiasi altro dettaglio che ne giustifichi l’esplorazione, quest’ultima ha la singolare qualità di trasformarsi in un opprimente percorso obbligato ogni qualvolta si decida di accedere a uno dei vari eventi segnalati sul palmare a disposizione del nostro alter ego.

Rappresentata da obsolete barriere invalicabili tese a ostruire ogni eventuale alternativa al tracciato ideale, questa incomprensibile soluzione non solo esclude la possibilità di incappare in eventuali incroci trafficati o di impiegare eventuali scorciatoie, ma vanifica anche la presenza stessa della struttura aperta di cui sopra. Un vero paradosso.

Le cose, purtroppo, non migliorano neanche in presenza del consueto reparto di personalizzazione delle auto. Anche in questo caso, Need For Speed: Undercover si limita a proporre il minimo indispensabile per sopravvivere, senza neanche azzardare una qualsiasi proposta innovativa. E il tutto non può che peggiorare ulteriormente se si considera che, al contrario di quanto avveniva in Pro Street, ogni intervento attuabile sull’aerodinamica delle vetture non maturerà alcuna conseguenza tangibile sulle relative prestazioni.

A questo punto è chiaro che l’implementazione di varie tipologie di sfide risulti quanto mai ininfluente ai fini dell’esperienza di gioco. Inoltre la pochezza strutturale di questo concept assume toni letteralmente drammatici alla luce del risibile grado di sfida proposto.

Ennesima conseguenza di un target piuttosto generico, questo elemento rasenta parametri da tutorial. Senza poter contare su avversari determinati, ostacoli degni di nota, traffico incrociato ed escludendo la possibilità di inforcare la direzione sbagliata o di essere “bruciati” da auto più potenti, perdere una gara diventa un’ impresa impossibile, azzerando la competitività.

Giudizio tecnico

Tutte le carenze evidenziate in sede di giocabilità potrebbero essere, in qualche modo, attutite, se a supportare questa caracollante impalcatura concettuale vi fosse almeno un comparto grafico di un certo rilievo.

Fatta eccezione per un sonoro realizzato con una certa cura e per il gradevole design delle vetture, Need For Speed: Undercover presenta tuttavia grosse lacune anche in ambito tecnico. E non è certo superfluo sottolineare che buona parte derivi dall’impiego di un motore grafico ormai incapace di tener testa alle ambizioni degli sviluppatori.

Volendo pur chiudere un occhio sulla genericità di un’ambientazione piuttosto anonima sia in termini estetici che in campo di definizione, non è comunque possibile tollerare la presenza di un framerate tanto incostante.

Anche se il modesto quantitativo di dettagli presenti su schermo e la stessa sensazione di velocità non sembrino in grado di appesantire le prestazioni dell’engine, lo scrolling risulta puntualmente compromesso da frequenti cali di fluidità. Mentre nella versione Xbox 360 del gioco questo difetto appare relativamente contenuto, con la PS3 sono ancora più marcate e irritanti.

Si potrebbe a questo punto sottolineare la generale efficacia di una modalità multiplayer che trova nell’opzione Guardie e Ladri il suo fiore all’occhiello. Eppure, anche in questo caso, è difficile non individuare limiti concettuali che altre produzioni del genere hanno già abbattuto da tempo.

Appurato, in ultima analisi, che né l’ingente apparato scenico di supporto al gioco né la presenza della conturbante Maggie Q in veste di angelo custode si dimostrano utili ad arricchire la magra offerta da una Electronic Arts quasi irriconoscibile, non ci resta dunque che sconsigliare l’acquisto di Need For Speed: Undercover persino ai più accaniti cultori della serie.