Waze segna 80 km/h, il contaKm 88 km/h: Chi dice la verità? Lo scarto è voluto (il motivo allucinante)

Waze segna 80 km/h, il contaKm 88 km/h: Chi dice la verità? Lo scarto è voluto (il motivo allucinante)

Waze segna 80 chilometri, mentre il contachilometri 88: apparentemente, lo scarto è effettivamente voluto, scopriamo perché.

Vi è mai capitato di confrontare la velocità segnata dal vostro GPS con quella indicata dal contachilometri dell’auto e notare una discrepanza? Magari il GPS segna 80 km/h mentre il contachilometri indica 88 km/h. La differenza non è un errore, ma una strategia studiata per proteggere gli automobilisti.

Non è una novità che ci sia una discrepanza tra la velocità misurata dal GPS e quella registrata dai sistemi di bordo. L’Automobile Club tedesco (ADAC) ha analizzato la questione, e la risposta è più complessa di quanto sembri. Quello che potrebbe sembrare uno “scarto” voluto tra i due dispositivi ha, in realtà, un motivo ben preciso, legato alla sicurezza stradale.

Perché il contachilometri è sempre un po’ più ottimista

Quando un’auto viaggia a 80 km/h, non è raro che il tachimetro indichi una velocità superiore. Questo non succede per errore, ma perché i produttori applicano un margine di sovrastima della velocità. La ragione sta nel modo in cui viene calcolata la velocità da parte dei sistemi di bordo.

La velocità, infatti, non viene misurata direttamente rispetto alla superficie stradale. Il sistema del contaKm calcola la velocità in base al numero di giri delle ruote. Ogni giro corrisponde a una distanza, che dipende dal diametro dei pneumatici. Ma i pneumatici non sono perfetti: cambiano nel tempo. La pressione dei pneumatici e l’usura influenzano la loro dimensione effettiva, il che porta a leggere velocità imprecise.

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Come stanno le cose (www.webnews.it)

Questa variabilità nelle dimensioni dei pneumatici porta il sistema a compensare applicando un margine di sicurezza, ovvero una sovrastima. Quindi, la velocità indicata dal contachilometri sarà sempre superiore rispetto alla velocità effettiva, ma non troppo, per evitare che venga sottostimata. Questo è il motivo per cui, in molte auto, il tachimetro segna una velocità maggiore rispetto alla lettura del GPS, che invece si basa su dati satellitari.

La discrepanza tra GPS e tachimetro è legale

Il GPS, al contrario, misura la velocità in base alla variazione di posizione nel tempo, un approccio matematico preciso. Ma la misurazione non è infallibile: il sistema satellitare può presentare piccoli margini di errore, causati da fattori come l’interferenza del segnale. Tuttavia, questi errori sono molto ridotti rispetto alla sovrastima voluta dai tachimetri.

Il margine di sicurezza nei tachimetri non è casuale, né una scelta dei produttori di auto per fare pubblicità ingannevole. È una pratica legale che ha lo scopo di ridurre il rischio di incorrere in sanzioni per superamento del limite di velocità. In altre parole, è un modo per evitare che gli automobilisti superino senza accorgersene il limite di velocità, un comportamento che potrebbe portare a multe o, peggio, a incidenti.

Il sistema di sovrastima è progettato per proteggere gli utenti della strada, considerando anche che i pneumatici non sono sempre identici nel tempo, né nelle diverse configurazioni omologate per un veicolo.

La questione della sicurezza stradale e il margine di errore

Il margine di sicurezza, però, non è sempre ben compreso dagli automobilisti. Alcuni potrebbero pensare che la velocità indicata dal tachimetro sia imprecisa, ma il suo scopo non è ingannare. In effetti, se il tachimetro segnasse una velocità inferiore, l’automobilista rischierebbe di superare i limiti di velocità senza rendersene conto, con tutte le conseguenze legali e pratiche che ciò comporterebbe.

D’altra parte, il GPS potrebbe sembrare più preciso, ma essendo basato sulle variazioni di posizione, può incorrere in errori momentanei legati alla qualità del segnale. In ogni caso, la velocità indicata dal GPS è generalmente più affidabile in termini di distanza, ma non serve a proteggere contro il rischio di multe per eccesso di velocità.

La discrepanza tra la lettura del GPS e quella del contaKm è, quindi, una strategia pensata per proteggere l’automobilista da possibili errori legati a dimensioni dei pneumatici o variabili esterne. È una soluzione che, sebbene sembri ingannevole, è adottata per evitare che il conducente superi il limite senza nemmeno rendersene conto.

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