Un accessorio minuscolo sta tornando al centro dell’attenzione tra chi viaggia spesso, perché promette di risolvere un problema ancora molto comune: usare cuffie wireless con schermi e dispositivi che continuano a parlare solo via cavo.
Si chiama Twelve South AirFly Pro 2 ed è la nuova versione di uno degli adattatori Bluetooth più conosciuti per aerei, tapis roulant, console portatili e vecchi impianti audio. In pratica, si collega al jack da 3,5 mm e trasmette il suono alle cuffie senza fili, evitando di tornare agli auricolari cablati ogni volta che ci si trova davanti a un sistema datato. Secondo le recensioni uscite negli ultimi mesi, è proprio questa la sua forza: non inventa un nuovo bisogno, ma rende più comoda una situazione che molti incontrano ancora spesso.
Il punto interessante è che non si limita più all’uso in volo. AirFly Pro 2 può essere utilizzato anche al contrario, cioè come ricevitore, per inviare musica da uno smartphone a un’auto con ingresso AUX o a un vecchio speaker. È questo doppio uso che lo rende più pratico rispetto a tanti adattatori economici che fanno una sola cosa e basta.
Come funziona davvero nell’uso quotidiano
L’idea è molto semplice: si inserisce il piccolo adattatore in una presa audio tradizionale e si abbina alle proprie cuffie Bluetooth. Una volta fatto, l’audio passa in wireless anche su dispositivi che non hanno alcuna connettività moderna. Per chi viaggia, significa poter usare le proprie cuffie noise cancelling con lo schermo dell’aereo; per chi si allena, ascoltare l’audio di una TV da palestra senza fili; per chi guida un’auto più vecchia, inviare musica al sistema di bordo tramite AUX.
Un altro aspetto pratico è la possibilità di collegare due paia di cuffie insieme. Questo consente, per esempio, di condividere lo stesso audio con un’altra persona durante un volo o davanti a uno schermo. È una funzione che sembra secondaria finché non serve davvero, e proprio per questo viene spesso citata come uno dei motivi per scegliere la versione Pro 2 invece dei modelli più semplici.
Dove migliora rispetto ai modelli precedenti
La nuova versione porta con sé alcuni ritocchi concreti. Il più citato riguarda il chip audio Qualcomm più recente, pensato per migliorare qualità del suono, latenza e chiarezza delle voci. In più sono arrivati controlli del volume direttamente sul dispositivo, una comodità reale quando la sorgente a cui è collegato non offre regolazioni immediate o quando non si vuole toccare continuamente il sistema dell’aereo o della palestra.
Anche l’autonomia resta uno dei suoi punti forti. Le fonti parlano di circa 25 ore di utilizzo con una carica, un valore che lo rende adatto a più viaggi o più giorni di uso senza ansia da batteria. La ricarica avviene tramite USB-C, un dettaglio ormai quasi obbligatorio ma comunque importante per evitare cavi extra.
I limiti ci sono, e si vedono soprattutto nel prezzo
AirFly Pro 2 non è un accessorio economico. Il prezzo di lancio è stato indicato a 59,99 dollari, una cifra che per molti può sembrare alta per un dongle così piccolo. Proprio qui si gioca la vera valutazione: chi vola spesso o usa regolarmente dispositivi con jack audio tradizionale può trovarlo molto utile, mentre per un uso saltuario può sembrare un acquisto meno giustificato.
Alcune recensioni hanno segnalato anche un limite semplice ma fastidioso: non è comodissimo controllare il livello preciso della batteria. Non è un difetto grave, ma è uno di quei dettagli che emergono solo dopo qualche giorno di utilizzo vero, quando si vuole capire al volo se l’adattatore è pronto oppure no.
Ha ancora senso nel 2026?
La risposta dipende molto dalle abitudini. In teoria viviamo in un mondo sempre più wireless, ma nella pratica aerei, televisori da palestra, sistemi di bordo e vecchi impianti audio continuano a usare il cavo. Ed è proprio lì che un accessorio come AirFly Pro 2 riesce ancora a trovare spazio. Non cambia il modo in cui si ascolta musica a casa, ma elimina una seccatura reale in tutti quei momenti in cui il Bluetooth ancora non c’è.
Alla fine, il suo valore sta tutto in questo equilibrio: è un oggetto piccolo, costoso il giusto da farci pensare due volte, ma abbastanza utile da diventare uno di quegli accessori che, quando servono, fanno subito capire perché qualcuno li tiene sempre nello zaino.