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Fabio Carletti

Bang & Olufsen Beogram 1200, gira il disco con stile

Bang & Olufsen Beogram 1200, gira il disco con stile

Riponete per un momento il vostro iPod e lasciatevi prendere dall’emozione di sentir girare un vinile. Probabilmente ai più giovani di voi manca del tutto questo tipo di esperienza se non avete almeno curiosato fra gli LP di qualcuno più attempato. Il vinile sembrava morto pochi anni fa ma grazie agli audiofili, ai nostalgici, ai

Rally-X, un successo mancato per Namco

Rally-X, un successo mancato per Namco

Dopo aver spopolato con Pacman, Namco nel 1980 sfornò Rally-X, un altro capolavoro basato sull’identico hardware e con un game-play simile sotto molti aspetti a quello del suo cugino giallo mangia-palline. In Rally-X, il giocatore controlla un’automobilina blu all’interno di un labirinto, con lo scopo di raccogliere 10 bandierine gialle (tanto care a Namco) prima

Space Panic, il primo platform-game della storia
arcade universal

Space Panic, il primo platform-game della storia

Universal era una piccola e semisconosciuta compagnia del Nevada quando nel 1980 lanciò Space Panic, un arcade che, sebbene non abbia goduto della fama che meritava, può essere considerato a tutti gli effetti il primo platform-game della storia, anticipando di un anno il famoso Donkey Kong. Al personaggio controllato dal giocatore manca ancora la capacità

RCA Studio II, una console nata vecchia

RCA Studio II, una console nata vecchia

RCA (Radio Corporation of America) era negli anni ’70 uno dei più grandi produttori americani di apparecchi elettronici ma era rimasto tagliato fuori dal nuovo mercato delle console dopo aver colpevolmente snobbato il progetto del “videogame-system” da collegare alla TV proposto da Ralph Baer, che fu qualche tempo dopo concretizzato da Magnavox con la sua

Activision e i giochi di terze parti
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Activision e i giochi di terze parti

Quando David Crane fu assunto all’Atari nel 1977, la compagnia aveva appena completato il processo di maturazione, da start-up della Silicon Valley a multinazionale orientata al mercato di massa dell’intrattenimento. Nolan Bushnell, lo storico fondatore, era stato costretto a vendere alla Warner per procurarsi i fondi necessari al lancio del VCS. Racconta Crane: All’inizio era

Atari Video Computer System
atari

Atari Video Computer System

Quando la popolarità di Pong iniziò la parabola discendente e la Fairchild introdusse il Channel-F (la prima console ad usare cartucce ROM), Atari realizzò che il mercato dei videogiochi casalinghi stava per subire degli stravolgimenti a cui si sarebbe dovuta adeguare in fretta per mantenere la sua leadership. Era tramontata l’era delle console che erano

Fairchild Video Entertainment System

Fairchild Video Entertainment System

Fairchild Semiconductor fu fondata nel 1957 come una sussidiaria della Fairchild Company per sviluppare circuiti integrati basati su quel materiale che diventò il simbolo dell’innovazione di quegli anni: il silicio. In questa azienda giocarono un ruolo fondamentale due personaggi di cui avrete sicuramente sentito parlare,Robert Noyce e Gordon Moore, i futuri fondatori dell’Intel. Verso la

Namco, dai cavalli a dondolo a Pac-Man

Namco, dai cavalli a dondolo a Pac-Man

La storia di Namco, decennale protagonista del mondo videoludico, inizia nel lontano 1955 quando Masaya Nakamura fondò a Tokio la “NAkamura Manufacturing COmpany”, azienda inizialmente impegnata nella produzione di cavalli a dondolo a gettone e altre attrazioni destinate ai bambini in visita ai centri commerciali di Yokohama. Questa attività continuò per tutti gli anni ’60

Compugraph, le foto di Atari
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Compugraph, le foto di Atari

Durante il 1974 Atari attraversava una grave crisi finanziaria e dopo aver monetizzato il successo dei suoi primissimi arcade game era nella condizione di dover ridefinire il suo business e le strategie commerciali. “O si cambia o si chiude” dichiarava Bushnell senza mezzi termini. Ecco spiegato il fiorire delle filiali all’estero e della “pinball division”

Mystery House, la prima avventura grafica

Mystery House, la prima avventura grafica

Roberta Williams è stata per circa vent’anni una delle figure di riferimento nello sviluppo delle avventure grafiche, un game designer geniale che ha apportato delle innovazioni tali da contribuire al concetto stesso di videogame. Nel gennaio del 1980, pur non avendo un background informatico, ma essendo una semplice appassionata di romanzi gialli e racconti fantasy,

The Pawn, l’avventura a 16-bit dei Magnetic Scrolls

The Pawn, l’avventura a 16-bit dei Magnetic Scrolls

Durante la prima metà degli anni ’80 le avventure testuali erano un genere molto in voga ma erano pochissimi gli sviluppatori a contendersi il mercato. La scena anglosassone era dominata dalla Level9 mentre, fino all’acquisto da parte di Activision nel 1984, i titoli Infocom erano una rarità in Europa ed erano molto costosi, disponibili solo

Déjà Vu, la prima avventura “punta e clicca” di ICOM

Déjà Vu, la prima avventura “punta e clicca” di ICOM

ICOM Simulations (fondata come “TMQ Software” nel 1983) era una software house con sede a Wheeling, Illinois. È principalmente conosciuta per aver creato la serie MacVenture: quattro avventure grafiche che hanno introdotto la caratteristica interfaccia punta e clicca. Déjà Vu: a Nightmare Comes True (1985); Uninvited (1986); Shadowgate (1987); Deja Vu II: Lost in Las

La vera storia di Breakout
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La vera storia di Breakout

Era il maggio del 1974 quando un giovane “fricchettone” si presentò alla sede dell’Atari in cerca di lavoro. Al Alcorn lo ricevette e, rimasto impressionato dal suo carisma, gli assegnò il compito di revisionare le schede dei coin-op pagandolo $5 l’ora. Era appena stato assunto Mr. Steven Jobs. L’Atari pur essendo leader di un mercato

Genesi dei microprocessori ARM
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Genesi dei microprocessori ARM

Dopo il fortunato BBC Micro era tempo per la Acorn di sviluppare una nuova piattaforma in grado di reggere il passo delle nuove macchine a 16-bit. Il team di sviluppo testò alcuni processori come il Mos Tecnology 65C816 (usato nell’Apple IIGS) e il diffusissimo Motorola 68000, ma queste CPU, in alcune circostanze, si dimostrarono molto

Acorn/Olivetti A4, il notebook RISC
arm olivetti

Acorn/Olivetti A4, il notebook RISC

L’A4, introdotto nel 1992, è un laptop basato sull’architettura RISC dell’Acorn Archimedes. Usa lo stesso case del notebook Olivetti S20 (infatti a quel tempo la Acorn era di proprietà dell’azienda italiana) che ha le dimensioni di un foglio A4, da cui il nome. Presenta un diplay LCD da 9″ in scala di grigio con una

Regency TR1, l’iPod degli anni ’50
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Regency TR1, l’iPod degli anni ’50

La Regency TR1, commercializzata nell’Ottobre del 1954, fu la prima radio a transistor sul mercato e, al momento del lancio, anche quella più piccola mai costruita. Misurando appena 13 x 8 x 3 centimetri e con un peso di 340 grammi, poteva veramente definirsi “tascabile”. Usava una batteria Eveready 412 da 22.5V ed era basata

King’s Quest, inizia l’avventura

King’s Quest, inizia l’avventura

Nel 1983, IBM iniziò lo sviluppo del PCjr, una versione economica del PC IBM destinato al florido mercato degli home-computer. Con una grafica a 16 colori, sonoro a 3 canali e 128k di memoria, il Pcjr aveva tutte le carte in regola per competere con Apple II e Commodore 64. Ma queste caratteristiche hardware non

Osborne-1, il computer diventa “trasportabile”

Osborne-1, il computer diventa “trasportabile”

L’Osborne-1 fu presentato al West Coast Computer Faire nell’Aprile del 1981 e fino all’inizio del 1983 continuò a vendere più di 10.000 unità al mese, facendo entrare nelle casse dell’azienda milioni di dollari. Adam Osborne fondò la sua compagnia nel 1972 con lo scopo di pubblicare dei manuali informatici di facile lettura. Nel 1977 la

RE-BO, un Beocenter multimediale

RE-BO, un Beocenter multimediale

Con il termine “Bootleg” si intende di solito un’edizione non autorizzata di un particolare prodotto. Ad esempio, in campo musicale, sono chiamati “Bootleg” i concerti live registrati in modo clandestino. Non sempre però la parola ha una connotazione negativa: il sito Bootleg-Objects, nella sezione Sound, presenta una serie di oggetti dall’indiscutibile fascino vintage ma reingegnerizzati

Il Mellotron, la magia del suono analogico

Il Mellotron, la magia del suono analogico

Il Mellotron può essere considerato come l’antenato analogico dei moderni campionatori. In gergo tecnico è una “tape playback machine” basata su un complesso sistema di nastri magnetici preregistrati che, nota per nota, vengono riprodotti sotto il controllo di una comune tastiera musicale. Nato a Birmingham, Inghilterra, all’inizio degli anni ’60 ad opera dei fratelli Bradley,